L’ ITALIA CHIAMO’

Caduti e decorati pontremolesi della Grande Guerra
Generali in attesa del Re d’Italia: Ferrari, Zuppelli, Pecori, Ricci Armani ( primo a destra) e Alfieri

Sono oltre duemila i coscritti pontremolesi che hanno combattuto nella prima guerra mondiale di cui si commemora il centenario. Quanti caddero o furono decorati? La dolorosa conta sfoglia i nomi di quasi 300 caduti, Ma sono tanti i soldati pontremolesi che guadagnarono sul campo di battaglia meriti e onori:

 24 medaglie d’argento, 39 di bronzo. 12 croci al valore; 400 i militari che dopo il 1968 ricevettero l’onorificenza di Cavalieri di Vittorio Veneto. Fulgidi esempi di eroismo per un piccolo comune  ma lo stesso apprezzamento vale per gli altri territori della Lunigiana.

Villafranca può vantare le due uniche medaglie d’oro al Valore di tutta la provincia: sono quelle di Flavio Torello Baracchini e di Ettore Viola, che meritò anche due medaglie d’argento e ispirò un personaggio del romanzo di Hemingway in “Addio alle armi”.  La statistica locale pontremolese fotografa i militari che hanno lasciato un’impronta di valore e coraggio (spesso premiata con più medaglie) da salvaguardare nella memoria, Come Erminio Beghetti (argento e bronzo), Sante Bertolini  (argento e croce di guerra), Egisto Lomacci (argento e bronzo), Angelo Pizzetti (argento e croce di guerra),  Claudio Tosato (argento e bronzo), Giancarlo Dosi Delfini (argento e bronzo), Costantino Razzetti (3 medaglie d’argento), O come Nello Bertolini, maresciallo di Marina plurimedagliato che partecipò anche al secondo conflitto mondiale. L’elenco è lungo, ogni medaglia è legata ad episodi di coraggio. Morti, feriti. mutilati che senza targhe e fanfare fecero il loro dovere nel buio delle trincee, assaltando le montagne alla baionetta col fucile 91.

Ma nell’elenco dei medagliati Pontremoli annovera anche i generali Ezio Reisoli (argento, bronzo e croce di guerra). Gustavo Reisoli Matthieu {decorato due volte al valore sul Podgora e sulla Vertoibizza). Armano Ricci Armani ( Cavaliere di Gran Croce della Corona d’Italia e Croce al merito di guerra: già capo di stato maggiore del VI° Corpo d’ Armata, comandante della 37° Divisione operante in Val Lagarina e dal 1917 delle truppe operanti sull’Altopiano di Asiago), Enrico Tellini (argento). Da segnalare anche il maggiore medico (poi generale) Pieto Ferrari, che sul Carso nel 1917 guadagnò la medaglia di bronzo al valor militare. E’ passato un secolo, ma le lapidi stanno lì a ricordate quei tragici eventi che hanno causato a livello nazionale 651mila morti: in Toscana 46.911. nella provincia di Massa Carrara 2.996. Ogni comune della Lunigiana ha un triste elenco a cui rendere omaggio il 4 novembre per Ia Festa deli’ Unitá nazionale: Aulla 96 caduti,  Fivizzano 287, Villafranca 87, Bagnone 103, Casola 63, Filattiera 81 , Licciana 56, Mulazzo 134, Podenzana 33. Pontremoli 296, Tresana 100, Fosdinovo 133, Zeri 84,

Le Medaglie d’Argento

Erberto Barbieri, Erminio Beghetti, Mario Benedetti, Sante Bertolini, Ireneo Betta, Ernesto Buttini, Emilio Franchi, Marcello Lello, Egisto Lomacci, Giovanni Malachina, Lorenzo Massari. Angelo Pezzetti,  Pietro Cabrelli,  Luigi Cocchi, Leonardo Corradi,  Andrea Corvi, Luigi Damin, Giancarlo Dosi,  Costantino Razzetti, Claudio Tosato, Pasquale Vanoli, Pietro Zampetti.

Le Medaglie di Bronzo

Angelo Angella. Umberto Angella,  Andrea Baldini, Francesco Baldini Arnaldo Barbieri,  Erminio Beghetti, Guido Bellotti, Angelo Bertoli, Eugenio Bertolini, Pietro  Cabrelli, Luigi Calani, Camillo Coppini, Francesco Corchia, Giancarlo Dosi, Giuseppe Ferrari, Pietro Ferrari,Giovanni Focacci, Antonio Gabrielli, Giovanni Gabrielli, Attilio Grandi, Giovanmaria Lisoni, Egisto Lomacci, Francesco Martinelli, Giuseppe Mazzoni,  Giuseppe Michelotti, Enrico Monti, Attilio Pasqualetti, Aldino Piagneri, Giocondo Pinotti, Michele Pizzanelli,  Bruno Poli, Ermenegildo Rosa, Giovanni Rosi, Claudio Tosato,  Luigi Venturini.

Croci di Guerra

Arnaldo Barbieri, Sante Bertolini, Antonio Callegari, Antonio Chiocca, Luigi Donini, Dante Lorenzelli (2), Michele Magnani, Augusto Pizzanelli, Bruno Poli, Ermenegildo Rosa, Francesco Rosa.

Natalino Benacci, L’Italia chiamò, tratto da Almanacco Pontremolese 2015, edito e curato da Centro Lunigianese di Studi Giuridici

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