Premessa

Nei giorni 21, 22 e 23 ottobre 2022, presso Palazzo Dosi, si è svolto il Convegno internazionale di studi “Un meraviglioso artificio. Architettura e grande decorazione in età barocca a Pontremoli” curato da Fauzia Farneti e Stefano Bertocci e organizzato dall’Associazione Farfalle in cammino, il Dipartimento di Architettura (DIDA) dell’Università di Firenze e ReUSO, con il contributo di Regione Toscana, Comune di Pontremoli, Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara e Rotary Club Lunigiana, in collaborazione con la Provincia di Massa Carrara, la Soprintendenza Archeologica di Belle Arti e Paesaggio per le province di Lucca e Massa Carrara, l’Istituto Valorizzazione dei Castelli, la Deputazione di Storia Patria per le Province Parmensi, i Beni Culturali di Massa Carrara Pontremoli, Sigeric Servizi per il Turismo, Historia, Lunigiana e Lions Inernational[1].
Il convegno ha dato la possibilità agli studiosi di storia locale di confrontarsi validamente con docenti specialisti del barocco di varie università italiane.
Si è parlato di società e architettura tra Sei e Settecento, di pittura di figura e decorazione plastica, di quadraturismo nelle residenze e negli edifici religiosi, di conservazione e tutela degli arredi pittorici.
Nel salone del palazzo, che conserva sulla volta il “trionfo dei Dosi”, sono risuonati i nomi dei protagonisti della stagione barocca pontremolese, da Alessandro Gherardini, ai Natali, ai Contestabili, ai Portugalli. Sono stati riportati documenti editi ed inediti e non sono mancate nuove attribuzioni.
Sull’onda di tale convegno, al quale ho partecipato con soddisfazione su invito di Fauzia Farneti, ho pensato di riproporre in questa prestigiosa rivista preziosi manoscritti fiorentini che pubblicai qualche anno fa tra tante notizie[2], per rimettere al centro dei riflettori l’attività del pittore piacentino Antonio Contestabili (1716-1790)[3], alla luce degli ultimi studi locali.
Nei documenti conservati presso l’Archivio di Stato di Firenze, infatti, vengono richiamate molte opere importanti realizzate da Contestabili a Pontremoli, a Carrara ed in Piemonte, che non sono ancora state prese nella dovuta considerazione.
La presenza di Antonio Contestabili a Pontremoli
Come scrive Luciano Bertocchi nel volume Due secoli di pittura barocca a Pontremoli, Antonio Contestabili “nacque in Piacenza il 26 luglio 1716, nella parrocchia di Sant’Ilario, dal dottor Ercole, oriundo pontremolese, e da Angela Natali, figlia di Francesco e sorella di Giovan Battista”; a trentotto anni, ovvero “nel 1754, si trasferì definitivamente a Pontremoli, attirato certamente dalle numerose occasioni di lavoro che lo zio Giovan Battista Natali dovette riservargli in vista del trasferimento a Napoli e si stabilì nella parrocchia di Santa Cristina, presso parenti che vi possedevano alcune case; qui il 7 ottobre 1755 sposò Caterina Alberini ed ebbe quattro figli, tra cui, nel 1759, Niccolò e, nel 1762, Luigi, futuri pittori.”[4]
Quando Antonio Contestabili approdò a Pontremoli portò con sé l’esperienza maturata tra l’Italia settentrionale[5] e il Piacentino dove aveva lavorato al fianco del pittore e quadraturista Antonio Alessandri (1696-1756)[6] e del figurista Giovanni Battista Permoli[7].
Orfano di madre dal 1750, aveva abitato prima nella parrocchia di Santa Maria del Tempio (1717-1743) e, dopo l’esperienza nel nord della penisola, nella parrocchia piacentina di Sant’Eufemia fino al 1754. L’ultimo lavoro documentato a Piacenza risale al 1753, quando “si offrì per dipingere gratuitamente, per devozione, la parte architettonica della decorazione della cappella del battistero di Santa Eufemia, collaborando sempre con lo stesso Permoli.”[8]
Come per una sorta di trait d’union, fece la medesima cosa per la chiesa di Santa Cristina di Pontremoli pochi anni dopo. Così annotò infatti Pietro Bologna, operaio della Venerabile Confraternita del Santo Angelo Custode, istituita all’inizio del XVIII secolo nella chiesa parrocchiale di Santa Cristina: “1758. A 17 7bre. Il signore Antonio Contestabili Pittore di Architettura come divoto di S. Andrea Avellino e del S. Angelo Custode di suo motu proprio si offerse di dipingere la cappella di detti Santi senza alcuno stipendio, ma solo per carità e divozione ai detti Santi e solo voleva che io come Operaio della Comp.a del S. Angelo soggiacessi alle poche spese vi potriano occorrere di calcina, maestranze, pochi colori …”[9]
Qualche anno prima la Compagnia in questione si era avvalsa dell’operato del ticinese Michele Cremona (1714 ca – 1758)[10] e di alcune maestranze.
Val la pena di precisare che nel 1759 lo stesso Contestabili ricevette 2 zecchini “per la pittura dell’altare maggiore”[11].
Inoltre a metà del ‘700 l’oratorio di San Lorenzo di Pontremoli fu oggetto di nuovi lavori che interessarono sia la struttura, il tetto (1752) e la facciata (1756) sia l’interno. In particolare vennero realizzati in marmo i quattro altari laterali: l’altare del Suffragio eseguito da Bartolomeo Staffetta “statuario di Carrara” (1747), l’altare della Madonna di Loreto commissionato dal conte Mario Maracchi (1753) e gli altari della Circoncisione e di San Giuseppe eseguiti da Giuseppe Felici, su disegno proprio di Antonio Contestabili e messi in opera da Michele Cremona (1757-1758)[12].
Nella continuità del passaggio Piacenza-Pontremoli sembra di poter avvertire una costante: la devozione religiosa dell’uomo-artista Antonio Contestabili[13].
All’arrivo del pittore piacentino il centro pontremolese è in fase di intenso sviluppo.
Nella prima metà del secolo il nonno Francesco Natali[14] e lo zio Gio. Batta Natali[15] hanno posto le basi per il futuro artistico della città.
Nel 1751 Filippo Bourbon del Monte è stato eletto Governatore della Lunigiana “con l’obbligo di risiedere a Pontremoli”[16]: sotto il suo governo (1751-1757) la città pontremolese cresce dal punto di vista economico, migliora dal punto di vista della viabilità e anche alcune fabbriche della comunità vengono restaurate.
Il Teatro della Rosa è in piena costruzione[17]; chiese e palazzi vengono ristrutturati ed abbelliti[18] e per Antonio il lavoro davvero non manca.
Per rendersi conto dell’intensa attività pontremolese dell’artista dal 1754 al 1769 sarà sufficiente leggere in appendice un interessantissimo documento rinvenuto fra le carte dell’archivio di stato fiorentino[19].
Tra il 1767 e il 1770 si sviluppò un’accesa lite tra gli Accademici della Rosa per le pitture del teatro pontremolese. Alla fine – dopo cause, denunce e ricorsi – Antonio Contestabili, che era stato preferito al parmigiano Gaetano Ghidetti (1723-1793), riuscì a completare il lavoro pattuito.[20]
Negli anni Settanta dunque il Contestabili sembrava essere giunto all’apice della carriera. Nel frattempo crescevano Niccolò[21] e Luigi[22], che si sarebbero rivelati autentici figli d’arte.
Secondo quanto ipotizza lo storico locale Luciano Bertocchi, probabilmente nel 1776 Niccolò compì, grazie al sostegno della famiglia Pavesi, un viaggio a Roma per ammirare i grandi del passato[23]. Proprio il 9 aprile 1776 Antonio aveva comprato a Pontremoli per sé e suoi eredi “una Casa fabbricata di pietre e calcina coperta di piagne con sua Bottega esistente sotto la medesima casa …” da Agostino Morelli, padre di Santino e nonno di Gaetano, Felice e Vincenzo[24].
In un monitoraggio del 1778, anno in cui Pontremoli viene decretata “Città Nobile”, la “bottega” di Antonio Contestabili viene stimata per sei scudi.[25] Nello stesso anno, secondo i biografi dell’artista, Niccolò è a Firenze dove frequenta i corsi presso l’Accademia[26].
Sempre nel 1778 la cappellanìa della SS. Trinità nella Chiesa dei Padri minori conventuali di Pontremoli, su designazione di Antonio, viene conferita al figlio Luigi Contestabili, “chierico”[27], che nei consigli del 1784 risulta essere “Cappellano del Benefizio di Sant’Orsola eretto nella chiesa del soppresso Convento di San Francesco”.[28]
Nel 1779 Don Paolo Donnini acquista da Maria Caterina Alberini, moglie di Antonio Contestabili, un “podere posto nelle pertinenze di Arzengio”.[29]
Gli anni Ottanta sembrerebbero attestare la duttilità dell’artista, pronto ad adattarsi ad incombenze di minor prestigio nei periodi più sfavorevoli, tanto che Antonio accettò l’incarico, assieme al pittore Francesco Ferri, di stendere ad acquerello le Piante dei beni comunali e livellari di Pontremoli riguardanti le ville di Montelungo e Gravagna.[30] Per ottenere il pagamento i due si rivolsero al figlio Niccolò, che si fece loro portavoce presso l’amministrazione comunale.[31]
I documenti rinvenuti farebbero pensare comunque al fatto che Antonio, ormai celebre in loco, volesse lasciare al figlio, forte delle esperienze maturate all’Accademia, la piazza pontremolese.
Come attestano i biografi, Niccolò “nel maggio o nel giugno 1786” ritornò definitivamente a Pontremoli, dove lavorò moltissimo.[32] Quell’anno fu intenso di avvenimenti non solo per la storia locale ed internazionale, ma anche per la famiglia Contestabili.
Come noto, in luglio passò da Pontremoli Pietro Leopoldo[33], quel Granduca di Toscana illuminato che il 30 novembre avrebbe promulgato l’editto contenente l’abolizione della pena di morte[34]. Ebbene, in quei mesi, e più precisamente nel settembre 1786, i notai rogarono ben tre atti importanti relativi alla famiglia Contestabili.
Il 2 settembre Gregorio Passeri rogò il testamento del pittore Antonio[35], che designò come erede universale la moglie Maria Caterina. Il 20 settembre lo stesso notaio registrò il testamento di Maria Caterina Alberini[36], che scelse come erede universale il figlio Niccolò. Negli ultimi giorni del mese, e più precisamente il 26 settembre, il notaio Giuseppe Maracchi rogò l’ “emancipazione del signor Niccolò Contestabili dal signor Antonio di lui padre”[37], che suona quasi come un passaggio del testimone nella simbolica staffetta Natali – Contestabili apertasi a fine Seicento con Francesco Natali, portata avanti ottimamente dal figlio Gio. Batta, ripresa da Antonio e conclusasi ad inizio Ottocento da Niccolò.
Nel 1787, Pontremoli diventa sede di Diocesi Vescovile[38]: sarà proprio Niccolò a dipingere negli anni ‘90 l’Arme del primo vescovo, Gerolamo Pavesi[39].
Tra il 1787 e il 1788 il consiglio pontremolese delibera di elargire “un annuo sussidio al signor Niccolò Contestabili coll’obbligo di insegnare gratis ai figli di qualunque ceto di Persone di Pontremoli il Disegno ed Architettura.”[40]
Nel frattempo Niccolò, sposatosi con la fiorentina Eleonora Corsi, diventa padre[41]; nel 1789 risulta “massaro” della parrocchia dei Santi Giacomo e Cristina[42] e l’anno successivo figura fra i “Radunati” della medesima parrocchia assieme a Francesco Ferri.[43] Purtroppo proprio nel 1790 (15 gennaio), all’età di 73 anni, si spegne il padre Antonio, “per apoplessia”[44] come l’avo Francesco Natali.[45]
La parabola pontremolese dei Contestabili è destinata a chiudersi agli inizi dell’Ottocento. Niccolò, che negli anni ‘novanta ha lavorato moltissimo in loco[46], intorno al 1802, rimasto vedovo da pochi anni con due figlie[47], decide di trasferirsi a Firenze[48].
Che i Contestabili avessero lasciato un segno indelebile nella città si intuisce dal palchetto conquistato in teatro: nel 1795 gli Accademici della Rosa deliberarono di assegnare a Niccolò Contestabili il palco n. 11 del Terz’Ordine,[49]a patto che questi si impegnasse nei ritagli di tempo a mantenere lo scenario del teatro.
Preziosi manoscritti fiorentini sull’attività di Antonio Contestabili
Alcuni manoscritti rinvenuti da me anni fa e conservati presso l’Archivio di Stato di Firenze nel fondo “Pratica Segreta di Pistoia e Pontremoli” permettono di documentare l’attività di Antonio Contestabili tra il 1754 (anno del suo approdo a Pontremoli) e il 1769 (anno in cui vengono firmati).
In particolare diversi Accademici della Rosa dichiarano di essersi serviti dell’opera di Antonio Contestabili e di essere rimasti molto soddisfatti. Uno dopo l’altro riportano con dovizia di particolari l’attività del pittore piacentino nei loro palazzi privati. Vi sono però attestazioni di stima anche da parte di proposti e rettori di chiese cittadine.
Dalle carte si deduce che il Contestabili in quegli anni lavorò per i Cortesini, per i Ricci, per i Dosi, per i Pavesi, per i Galli, per i Ferdani, per i Petrucci, per i Gilardoni e lasciò sue opere, alcune delle quali andate perdute, nel Duomo e nelle chiese di Santa Cristina, di San Nicolò e di San Pietro.
Grazie ad un altro documento fiorentino scritto di suo pugno, sappiamo pure che lavorò per i teatri di Alessandria e di Vercelli e che dipinse tre mutazioni di scene per il teatro di Carrara[50] in occasione del passaggio per quella città della principessa ereditaria di Modena.[51]
Scrisse Antonio Contestabili al Granduca di Toscana:
“… ha avuto l’onore il supplicante di dipingere con pubblica approvazione altri teatri, cioè quello di Alessandria della Paglia, Vercelli ed ultimamente anche quello di Carrara in occasione dell’arrivo della Ser.ma Principessa Ereditaria di Modena Duchessa di Massa, e Carrara, come da attestati, che qui le umilia …”[52]
Per comprendere al meglio quanto affermato non resta che leggere il documento più corposo, che riporto in appendice.
Appendice
Archivio di Stato di Firenze, Pratica Segreta di Pistoia e Pontremoli, b. 292 (Filza di suppliche 1770), n. 104, “Accademici del nuovo Teatro di Pontremoli e interessati nel medesimo”.
1769 Ind.ne 2.a die 5.a julii Exhib.
Pontremoli 19 maggio 1769
Attestiamo noi infrascritti ricercati per la pura verità qualmente essendosi serviti dell’opera del Sig.re Antonio Contestabile per dipingere d’architettura, siamo rimasti soddisfattissimi delle sue opere, sì per l’invenzione e disegno, quanto per il colorito, siccome n’è stato anche soddisfatto pienissimamente chiunque senza prevenzione di passione, ma ponderando le cose dalla pura e semplice verità, ha vedute le dette sue opere; in fede di che ne abbiamo firmata la presente di proprio pugno, e ciascheduno di noi per l’opere a se fatte dal sud° Sig. Antonio Contestabile.
Io Pietro Cortesini affermo quanto sopra rispetto ad una sala, cinque camere ed altri ornati in mia casa dipinti da d° Sig.re Antonio Contestabile.
Io Antonio Maria Ricci per rispetto a una sala e otto camere ed altri ornati come sopra.
Io March.e Francesco Dosi rispeto ad una sala e cinque camere ed altri ornati come sopra.
Io Vincenzo Pavesi affermo quanto sopra avendo cinque camere dipinte con applauso del medesimo in Città, oltre di un quartiere intero in Villa lodato da ognuno giustamente da chi l’ha veduto benché primiera sua opera.
Io Proposto Vittorio Uggeri affermo quanto sopra per havere in Duomo mia Chiesa due Cappelle dipinte dal S.to Sig. Antonio Contestabile e queste di buon gusto ed apprezzate da tutti sì per il disegno che per il colorito.
Io Niccolò Galli Rettore di Santa Cristina affermo quanto sopra per avere in detta mia Chiesa due Cappelle dipinte dal suddetto Sig. Contestabili e queste di buon gusto e stimate da tutti, tanto per il disegno che per il collorito.
Io Diacinto Galli affermo quanto sopra per aver esso Sig. Contestabili dipinte, tanto in architettura che in altro dissegno, alcune stanze in mia casa con soddisfazione mia e d altri.
Io Don Niccolò Albertosi Operaio della Chiesa di San Niccolò affermo quanto sopra per rispetto a cinque Capelle dipinte in detta Chiesa Parrocchiale dal suddetto Signore Antonio Contestabili con pienissima soddisfazione come sopra.
Io D. Francesco Ferdani affermo quanto sopra rispetto ad aver detto Sign.re dipinto in mia casa una Sala e tre altre camere con facciata, e altri ornati sì di Villa come in Città.
Io D. Valentino Mastrelli Operaio dell’Altare di S. Francesco da Paola erreto nell’Insigne Priorale Chiesa di San Pietro, affermo quanto sopra per rispetto della Capela di d° Santo dipinta dal sud° sig. Antonio, essere di ottimo dissegno, ed egual colorito, e di pienissimo ed universal gradimento.
Io Pietro Pavesi affermo quanto sopra per avere dipinto l’Oratorio di mia casa, con buon disegno, e di tutta mia soddisfazione, e di chi l’ha veduto.
Io Franc° Gilardoni affermo quanto sopra per avermi dipinto un salotto ed una Camera d’ottimo gusto e buonissimo disegno oltre 6 quadri d’eccellente architettura, benissimo lodate tali opere da chi l’ha vedute.
Attestiamo Noi infrascritti d’aver inteso dall’Ill.mo Sig. Rettore Tommaso Parasacchi, che avendo il Sig. Antonio Contestabile dipinto alcune Camere in Casa dell’Ill.mo e Rev.mo Monsig.re Lionardo Petrucci, et insieme dell’Ill.mo Sig.re Conte Fabio, il Primo de’ quali Nipote, e l’altro Pronipote di detto Sig.re Rettore, d’avere diciamo inteso, che esso Sig.re Rettore attestava, che li detti SS.ri Conti Petrucci erano rimasti soddisfattissimi e si lodavano dell’opera del medesimo Sig. Contestabile; In fede così ricercati per la pura verità mano propria.
Bernardo Frassinelli
Io Giuseppe Lomazzi affermo quanto sopra mano propria.
Io Marcantonio Zucchi ricercato per la pura verità attesto d aver veduto sino nell’anno 1757 in Alessandria della Paglia il Teatro Soliero (sic!: Solerio) dipinto dal suddetto Sig. Antonio Contestabile con le seguenti Scene
Portico terreno della Reggia de Re di Persia corrispondenti a reali Giardini
Atrio nella Reggia
Galeria nella Reggia
Gran Sala del Real Consiglio con trono da un lato, sedili dall’altro per i grandi del Regno
Interno del Castello, nel quale è ritenuto prigione Arbace. Cancelli in prospetto. Piccola porta a mano destra per la quale si assende alla Reggia.
Gabinetto nelli Appartamenti di Mandane.
Luogo Magnifico destinato per la coronazione d’Artaserse. ara
e questo senario riportava le pubbliche approvazioni, ed avere presso di me stampato in Milano l’Artaserse drama per Musica nel quale si asserisce, che le suddette rappresentanze sono del sud° Sig. Antonio Contestabile, in fede mano Propria
io sud° Marcantonio Zucchi
MARCO ANGELLA, PREZIOSI MANOSCRITTI FIORENTINI SULL’ATTIVITÀ DI ANTONIO CONTESTABILI (1716-1790) A PONTREMOLI, A CARRARA ED IN PIEMONTE, pubblicato nella rivista “Il Porticciolo”, La Spezia, anno XV, n. 4.12.2022, pp. 141-151
La rivista spezzina “Il Porticciolo” è fondata e diretta dalla professoressa Rina Gambini
[1] Sul convegno cfr. Natalino Benacci, Pontremoli, patrimonio barocco da salvare, ne “La Nazione”, 22 ottobre 2022, p. 21; Maria Luisa Simoncelli, Il “meraviglioso artificio” del Barocco Pontremolese, in “Il Corriere Apuano”, anno CXV, n. 40, 29 ottobre 2022, p. 8.
[2] I documenti che riproporrò sono stati pubblicati nel mio saggio L’abitazione pontremolese di Antonio e Niccolò Contestabili nelle perizie dei Portugalli, in “Archivio Storico per le Province Parmensi”, 4^ s., vol. LII (anno 2000), Parma 2001, pp. 51-78.
[3] Per un profilo biografico di Antonio Contestabili (1716-1790) cfr. Rossana Bossaglia – Vasco Bianchi – Luciano Bertocchi, Due secoli di Pittura barocca a Pontremoli, Genova 1974, pp. 25-28, 116-123, 148-149; Silvia Meloni Trkulja, “Contestabili, Antonio”, in Dizionario Biografico degli Italiani, volume 28 (1983); Rossana Bossaglia – Vasco Bianchi – Luciano Bertocchi, Due secoli di pittura barocca a Pontremoli, Sagep Editrice, Genova 1997 (2^ ed. ampl. e aggiorn.), pp. 24-25, 130-139 e 169-170.
[4] Cfr. Rossana Bossaglia – Vasco Bianchi – Luciano Bertocchi, op. cit., pp. 130-139, in particolare pp. 130-131: la sua prima figlia, Angela Teresa, nacque il 6 ottobre 1757 e morì il 20 novembre 1757; Niccolò nacque il 20 agosto 1759 e morì il 2 aprile 1824; Luigi nacque il 2 febbraio 1762; Teresa Angela nacque il 13 ottobre 1764.
[5] Lavorò certamente a Casale Monferrato, a Bobbio, ad Alessandria, a Tortona e a Vercelli. Cfr. Rossana Bossaglia – Vasco Bianchi – Luciano Bertocchi,, op. cit., p. 130.
[6] Sul quadraturista Antonio Alessandri (1696-1756) cfr. Luca Ceriotti – Pierre Racine, Storia della Diocesi di Piacenza, Morcelliana 2010, vol. 3, p. 277. Le sue opere principali a Piacenza sono gli affreschi nel coro della chiesa di Santa Maria degli Angeli (scomparsa), gli affreschi decorativi (in collaborazione con Antonio Contestabili) nella chiesa di Sant’Alessandro (già San Lorenzo, scomparsa) e la decorazione dell’abside della chiesa di Santa Margherita (chiusa al culto e trasformata in auditorium nel 1984). Segnalo inoltre che venerdì 18 novembre 2022 a Varese era in programma la relazione di Anna Coccioli Mastroviti (Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per le province di Parma e Piacenza) dal titolo Antonio Alessandri, Antonio Contestabili e Elogio Fariselli Bobbi quadraturisti. L’intervento era in seno al convegno “Quadraturismo e grande decorazione. Varese, Italia ed Europa (secc. XV-XX)” – Università degli Studi dell’Insubria, Aula Magna, 17-19 novembre 2022. Per il rapporto tra il figurista Antonio Alessandri ed Antonio Contestabili, pertanto, rimando agli atti di quel convegno.
[7] Sulla collaborazione tra Antonio Contestabili (1716-1790) e Giovanni Battista Permoli (? – 1763 ca) cfr. Luigi Ambiveri, Artisti piacentini. Cronaca ragionata, Tipografia Francesco Solari, Piacenza 1879, p. 156: “Permoli Gio: Batta e Antonio Contestabile pittori. Del nostro pittore Gio: Battista Permoli si sa soltanto ch’egli nacque in Piacenza e che fu l’autore della ormai al tutto scomparsa pittura in mezzo alla quale campeggia l’orologio del duomo; e di Antonio Contestabile è noto soltanto che dipinse in compagnia del Permoli una cappella nel nostro duomo. Fiorivano entrambi verso il 1751. Del resto null’altro si è potuto sapere in merito a questi due nostri concittadini”. Cfr. Luigi Mensi, Dizionario Biografico Piacentino, Arnaldo Forni Editore, Sala Bolognese 1978 (rist. anast. dell’edizione piacentina del 1899), p. 328: “Permoli Gio. Battista, pittore, lavorò a buon fresco verso il 1751 e di poi nella nostra Cattedrale, dipingendovi anche una cappella assieme all’altro piacentino Antonio Contestabile; dal 1760 al 1763, nel qual ultimo anno pagò il tributo alla morte, lavorò intorno al disegno delle cose Veleiate, come lo si rileva da parecchie lettere di A. Costa all’in allora ministro Du Tillot e delle quali fa menzione l’arciprete Tononi nella sua operetta Documenti inediti intorno alla scoperta di Veleia” [in particolare a p. 156].
[8] Cfr. Rossana Bossaglia – Vasco Bianchi – Luciano Bertocchi, op. cit., ibid. Per avere notizie sulla chiesa di Sant’Eufemia a Piacenza cfr. Ersilio Fausto Fiorentini, Le Chiese di Piacenza, Edizioni Piacenza, Tipolitografia Tep, Piacenza 1985, pp. 72-75. Cfr. inoltre https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0800159895 – Battesimo di Cristo (1753). Notizie storico critiche: “La quadratura, eseguita dal Contestabili, autore nella stessa chiesa degli affreschi della cappella di S. Vincenzo Ferrer, è tra le risultanze della vasta attività piacentina di Giovanni Battista Natali (Pontremoli, 1698 – Cremona, 1765), maestro del Contestabili e aperto agli influssi del Bibiena. Il paese, di vago sapore carraccesco, e le figure, disorganici alla quadratura, sono di Giovanni [o Giovan Battista] Permoli, che risente degli echi della pittura di Robert de Longe (Bruxelles, 1645 – Piacenza 1709) e della sua scuola. La quadratura è stata recentemente ripulita, prima del 1986.”
[9] Cfr. Archivio di Stato di Firenze (da ora in poi A.S.F.), Compagnie religiose soppresse, b. 3199, ACCCXVIII n. 2, c. 6.
[10] Per avere notizie su Michele Cremona cfr. Marco Angella, Nuovi contributi su artisti ticinesi operanti in Pontremoli nei secoli XVIII e XIX, in “Archivio Storico per le Province Parmensi”, IV s., vol. XLIX (1997), pp. 123-146, in particolare p. 135. Michele Cremona venne pagato nel 1754 “per fare il nicchio della Cappella, per riporre il S. Angelo e per mettere la predella al suo luogo”: cfr. A.S.F., Compagnie religiose soppresse, b. 3199, ACCCXVIII n. 2, c. 4.
[11] Cfr. A.S.F., Compagnie religiose soppresse, b. 3199, ACCCXVIII n. 2, c. 6.
[12] Cfr. Marco Angella – Antonio Bazzigalupi – Paolo Lapi, Il cammino della Misericordia di Pontremoli nei secoli. 1262-2012, Greco & Greco, Milano 2013, pp. 59-61.
[13] Devozione peraltro già messa in luce dallo storico locale Luciano Bertocchi: “La devozione e la convinta partecipazione del Contestabili alla vita religiosa di Pontremoli sono testimoniate da precisi riferimenti d’archivio che evidenziano l’assunzione di obblighi di messe presso la chiesa di San Francesco ed il giuspatronato di altari nelle chiese di San Colombano e di Santa Cristina.” Cfr. Rossana Bossaglia – Vasco Bianchi – Luciano Bertocchi op. cit., p. 150, nota 12.
[14] Sull’artista Francesco Natali (1669-1735) cfr. Rossana Bossaglia – Vasco Bianchi – Luciano Bertocchi op. cit., pp. 86-99. Cfr. Anna Chiara Fontana, Natali, in “Dizionario Biografico degli Italiani”, vol. 77 (2012).
[15] Sull’artista Gio. Batta Natali (1698-1765) cfr. Rossana Bossaglia – Vasco Bianchi – Luciano Bertocchi op. cit., pp. 118-129. Cfr. Anna Chiara Fontana, Natali, in “Dizionario Biografico degli Italiani”, vol. 77 (2012).
[16] Per avere notizie sul patrizio fiorentino Giambattista Filippo Bourbon del Monte di Santa Maria (1708-1780) e sul suo operato cfr. Paolo Lapi, L’ordinamento pontremolese all’arrivo del primo Governatore Generale di Lunigiana (1751), in “Archivio Storico per le Province Parmensi”, 4.a s., vol. L (anno 1998), pp. 315-337, in particolare p. 319, nota 14. Cfr. inoltre Marcella Aglietti, I governatori di Livorno dai Medici all’Unità d’Italia. Gli uomini, le istituzioni, la città, Edizioni ETS, Pisa 2009, pp. 118-120 e cfr. Marco Angella, La devozione alla Madonna del Popolo del Governatore Filippo Bourbon del Monte in una lettera del XVIII secolo al suo successore Alessandro Dumesnil, in “Il Porticciolo”, anno XV, n. 1, marzo 2022, pp. 135-147.
[17] Per avere informazioni sulla costruzione del Teatro della Rosa di Pontremoli cfr. Marco Angella, Origine e storia di una sala all’italiana del ‘700: il Teatro della Rosa di Pontremoli, tesi di laurea, Facoltà di lettere e filosofia, Università di Parma, a.a. 1993/94.
[18] Per un’informazione esauriente sul rinnovamento edilizio della città cfr. Rossana Bossaglia – Vasco Bianchi – Luciano Bertocchi, op. cit., pp. 59-71.
[19] Cfr. A.S.F., Pratica Segreta di Pistoia e Pontremoli, b. 292 (Filza di Suppliche 1770), n. 104, “Accademici del nuovo Teatro di Pontremoli e interessati nel medesimo”, 19 maggio 1769. Cfr. Appendice.
[20] In merito alla vicenda relativa alle pitture del Teatro della Rosa, cfr. Marco Angella, tesi cit., pp. 48-50 e pp. 73-77. Sul pittore Gaetano Ghidetti (1723-1793) cfr. Leonardo Farinelli – Pier Paolo Mendogni – Giovanni Godi, Guida di Parma, Artegrafica Silva, Parma 1991, passim. Cfr. inoltre Emanuela Bagattoni, Ghidetti Gaetano, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 53 (2000).
[21] Su Niccolò Contestabili (1759-1824) cfr. Rossana Bossaglia – Vasco Bianchi – Luciano Bertocchi, op. cit., pp. 140-150. Mette conto precisare che una giovane fiorentina, Anna Laura Nencioni, si è laureata anni fa presso l’Università degli Studi di Firenze discutendo proprio una tesi su Niccolò Contestabili (docente relatore: Mina Gregori). Cfr. inoltre Luciano Bertocchi, In viaggio nella Pontremoli granducale e barocca, Edizioni Il Fiorino, Modena 2020, pp. 187-199.
[22] Su Luigi Contestabili (1762-?) cfr. Rossana Bossaglia – Vasco Bianchi – Luciano Bertocchi, op. cit., p. 139 e pp. 149-150. Notizie intorno alla sua attività pittorica sono emerse grazie alle ricerche di Laura Putti, studiosa di Codogno. “Al momento si conosce una sola opera, un Arcangelo Gabriele, opera prima dipinta dal signor Luigi Contestabile di Pontremoli l’anno 1782, conservata presso la stanza del Provveditore dell’Arciconfraternita della Misericordia di Firenze.”
[23] Cfr. Luciano Bertocchi, Analisi critica in alcuni ritrovamenti artistici a Pontremoli, in “Archivio Storico per le Province Parmensi”, IV s., vol. XXVIII (1976), pp. 117-130 (in particolare pp. 119-122). Sui rapporti tra la famiglia Pavesi e la famiglia Contestabili, con sullo sfondo la città romana, cfr. Marco Angella, La Deposizione del Duomo di Pontremoli: inediti su Cavallucci, Cades e Collignon, in “Archivio Storico per le Province Parmensi”, IV s., vol. LI (1999), pp. 247-273, in particolare pp. 260-261. Cfr. inoltre Luciano Bertocchi, In viaggio cit., p. 187.
[24] Cfr. Sezione Archivio di Stato di Pontremoli (da ora in poi S.A.S.P.), Gio. Leonardo Falaschi q. Ascanio, Protocolli (1766-1776), “anni 1775 e 1776”, cc. 106v-107v, “Emptio et extinctio”.
[25] Cfr. S.A.S.P., Filza di istanze dal 1777 al 1779 (20), n. 110.
[26] Cfr. Rossana Bossaglia – Vasco Bianchi – Luciano Bertocchi, op. cit., p. 140. A Firenze si perfezionerà nel disegno e nella figura; passerà poi alla scuola dello Zuccarelli.
[27] Cfr. S.A.S.P., Atti civili al tempo dell’Ill.mo Sig. Giovacchino Pescatori stato Vicario per S.A.R. di Pontremoli, filza III, c. 856, Contestabile Chierico Luigi – Malcotti Francesco e Maria (atto esibito il 24 aprile 1778). Ciò si deduce “dagli atti della Cancelleria Vescovile di Sarzana”. In dettaglio: “Comparisce il signor Chierico Luigi Contestabile stando in giudizio col consenso e presenza del sig. Antonio Contestabile di lui Padre, che qui pure comparisce, unitamente con esso sig. Chierico Luigi ed a V.S. Ill.ma espongono, siccome per il passaggio all’altra vita del sig. Rettore D. Gio. Batta Buelli essendo vacata la Capellanìa sotto il titolo della SS.ma Trinità eretta nella Chiesa dei Padri Minori Conventuali, la medesima a nomina del sig. Antonio Contestabili di lui Padre è stata conferita al signor comparente chierico Luigi e come dagli atti della Cancelleria Vescovile di Sarzana …”
Mette conto precisare che Don Gio. Batta Buelli di Antonio era morto all’età di 72 anni il 5 aprile 1778 nella parrocchia di Santa Cristina. Cfr. Mauro Bertocchi (a cura di), Archivio informatico dei Registri parrocchiali della Comunità di Pontremoli, morti, mfn 4270. Sembra doveroso osservare che nel 1762 Laura Bedodi di Gio. Batta, cugina di Innocenzo Alberini (suocero di Antonio Contestabili) donò, essendo priva di figli, proprio ad Antonio Contestabili il “Benefizio sotto il titolo della SS. Trinità eretto nella chiesa dei RR PP di San Francesco, jus patronato della famiglia Galbiati”. Laura Bedodi era l’erede mediana della fu signora Lavinia, seconda moglie di Gio. Battista Bedodi. Cfr. Gaetano Maracchi q. Giuseppe, Protocolli (1761-1764), ZZ44 (1762), cc. 107v-108v, “Donatio” (18 agosto 1762).
[28] Cfr. Deliberazioni (1783-1786), c. 166.
[29] Cfr. S.A.S.P., Gregorio Passeri q. Anselmo, Protocolli (1778-1795), Gn°7 (1778-1779), cc. 174v-175v, n. 396 (si fa riferimento all’atto di acquisto del 10 giugno 1779, presente alle cc. 137-138v, sotto la voce “Emptio”). Don Paolo q. Cesare Donnini era Rettore della Parrocchiale di Arzengio. Dagli atti in questione risulta che Maria Caterina Alberini, moglie di Antonio Contestabili, fosse erede del fu sig. Don Gio. Batta Buelli, Rettore della Vicinìa di San Nicolò.
Per avere informazioni sui pagamenti effettuati dalle famiglie Alberini-Contestabili e Parasacchi in base a quanto posseduto cfr. S.A.S.P., Dazzaiolo 1779, S.ta Cristina, n. 165 (Alberini Maria Caterina e sorelle q. Innocenzo), n. 167 (Alberini Caterina q. Innocenzo), n. 210 (Parasacchi sig. Michel Angiolo).
[30] Cfr. Rossana Bossaglia – Vasco Bianchi – Luciano Bertocchi, op. cit., p. 131. Inoltre cfr. S.A.S.P., Istanze (1780-1782), n. 28.
[31] Cfr. Rossana Bossaglia – Vasco Bianchi – Luciano Bertocchi, op. cit., p. 131. Inoltre cfr. S.A.S.P., Istanze (1783-1786), n. 97 e n. 105, nonché cfr. Deliberazioni (1783-1786), nn. 14, 70, 75, 83, 97: le mappe, a posteriori, verranno valutate lire 3 e soldi 10 di Parma cadauna.
[32] Cfr. Rossana Bossaglia – Vasco Bianchi – Luciano Bertocchi, op. cit., p. 140 e pp. 142-150.
[33] Cfr. Gian Carlo Dosi Delfini – Nicola Zucchi Castellini, Le epigrafi di Pontremoli, Tolozzi Compagnia dei Librai, Genova 1989, pp. 74-75. Cfr. inoltre Gazzetta Universale, anno 1786, n. 60 [uscita sabato 29 luglio 1786], pp. 478-479, Pontremoli 22 luglio, in Biblioteca Governativa di Lucca (Riv. Cess. 208).
Il Granduca Pietro Leopoldo, nel corso della sua visita ai territori toscani della Lunigiana, sostò a Fivizzano il 15 luglio 1786, il 16 a Bagnone e il 17 e 18 a Pontremoli, per poi riprendere la “strada di Zeri sul confine del Genovesato”.
[34] Cfr. Mario Mattolini, Il Principe illuminato. Pietro Leopoldo, Edizioni Medicea, Firenze 1981, “Anno 1786”, pp. 81-87. Il 1786 fu anche l’anno del sìnodo di Pistoia. Cfr. A. Cioncolini – L. Felloni, Per una cultura di pace in Toscana, Edizioni Regione Toscana, Firenze 1998, in particolare pp. 133-134 (Abolizione della pena di morte nella Riforma Penale di Pietro Leopoldo – Firenze 30 novembre 1786). Mette conto precisare che il 30 novembre 2000 la regione Toscana ha indetto la Festa della Toscana per ricordare tale avvenimento: “Il 30 novembre 1786 nel Granducato di Toscana, per la prima volta al mondo, viene abolita la pena di morte. A partire dal 30 novembre 2000, per ricordare lo straordinario evento, si celebrerà la Festa della Toscana. …” Cfr. Claudio Martini – Riccardo Nencini, Dichiarazione solenne, 30 novembre 2000 [Claudio Martini – Presidente della Regione Toscana; Riccardo Nencini – Presidente del Consiglio della Regione Toscana].
[35] Cfr. S.A.S.P., Gregorio Passeri q. Anselmo, Testamenti (1782-1795), n. 48 (cc. 30-30v-31), Testamento del Sig.re Antonio Contestabili – 2 settembre 1786. Cfr. Marco Angella, L’abitazione … cit., pp. 75-76 (Allegato n. 6).
[36] Cfr. S.A.S.P., Gregorio Passeri q. Anselmo, Testamenti (1782-1795), n. 50 (cc. 31v-32), Testamento della Sig.ra Maria Caterina Alberini – 20 settembre 1786. Cfr. Marco Angella, L’abitazione … cit., pp. 76-77 (Allegato n. 7).
[37] Cfr. S.A.S.P., Giuseppe Maracchi q. Gaetano, Protocolli (1781-1794), CC26 (1786-1789), cc. 129v-130r, n. 469, “Emancipazione del signor Niccolò Contestabili dal signor Antonio di lui padre” – 26 settembre 1786. Cfr. Marco Angella, L’abitazione … cit., pp. 77-78. Sulle varie sfaccettature del termine “emancipazione” nel Settecento cfr. Ulrich Im Hof, L’Europa dell’Illuminismo, Editori Laterza, Bari 1999, pp. 245-262.
[38] Cfr. AA.VV., La Diocesi di Pontremoli, Tipografie Riunite Donati srl, Parma 1989. Cfr. inoltre Gazzetta Universale, n. 62 del 4 agosto 1787, p. 496, Roma 28 luglio: “Il Santo Padre alle istanze del R. Granduca di Toscana si è degnato di erigere in Cattedrale la Chiesa Collegiata di Pontremoli, essendo già state spedite le opportune Bolle di erezione di detto nuovo Vescovado.”
[39] Cfr. S.A.S.P., Deliberazioni dal 1795 al 1799, c. 368, n. 18 (tratto dal consiglio del 28 settembre 1797). Per quell’opera, “collocata nella Chiesa di questa Cattedrale nel luogo stesso ove esisteva quella del defunto mons. Vescovo Lomellini”, Niccolò Contestabili ricevette lire 24 di Parma.
[40] Cfr. S.A.S.P., Deliberazioni dal 1786 al 1791, c. 224, n. 7 (consiglio del febbraio 1788); cfr. inoltre S.A.S.P., Deliberazioni dal 1786 al 1791, c. 124, n. 6 (consiglio del febbraio 1787). Cfr. inoltre Marco Angella, La Deposizione, cit., p. 265 e nota n. 91.
[41] Cfr. Rossana Bossaglia – Vasco Bianchi – Luciano Bertocchi, op. cit., p. 131. Il 10 marzo 1787 nasce Maria Anna (che morirà il 2 agosto 1788), l’1 marzo 1789 nasce Giuseppe, il 21 aprile 1791 nasce Maria Anna Caterina, il 26 marzo 1794 nasce Antonio Maria (che morirà il 28 giugno 1795) e il 23 marzo 1796 nasce Maria Maddalena.
[42] Cfr. S.A.S.P., Gregorio Passeri q. Ascanio, Protocolli (1788-1795), Kn°10 (1789), c. 228, n. 575, “Parrocchia dei SS.ti Giacomo e Cristina. Raduno.” Nello stesso anno Niccolò Contestabili, nel ruolo di “Operaio della Chiesa Parrocchiale dei SS. Giacomo e Cristina”, scrive al Vicario di Pontremoli. Nel documento si parla della “cessione fatta il dì 16 aprile 1789 alla suddetta chiesa di tutti i capitali che aveva la soppressa Confraternita di Nostra Donna, o per meglio dire l’Oratorio di Nostra Donna col mezzo del Cav. Gio. Batta Venturini Procuratore a tale atto destinato dall’Ill.mo Sig. Federico Carlo Stuard Regio Amministratore Generale de’ Patrimoni Ecclesiastici del Dominio Fiorentino …”. Vengono menzionati Pietro Gio. Salvanelli di Bassone e Antonio Corvi di Vignola. Cfr. Filza IX al tempo dell’Ill.mo Sig. Vicario Giuseppe Gamucci, n. 11, c. 110, “Contestabili Sig. Nicolò – Pietro Gio. Salvanelli” (atto esibito il 15 giugno 1789).
[43] Cfr. S.A.S.P., Bartolomeo Taddei q. Pellegrino, Protocolli (1788-1793), anno 1790, cc. 20-21, 13 giugno 1790.
[44] Cfr. Rossana Bossaglia – Vasco Bianchi – Luciano Bertocchi, op. cit., p. 131 (“Antonio Contestabili fu sepolto nel cimitero comune fuori delle mura della città”) e p. 139, nota n. 7. Il primo a pubblicare l’atto di morte di Antonio Contestabili è stato lo storico piacentino Giorgio Fiori, che ricevette le informazioni da Monsignor Annibale Corradini: cfr. Giorgio Fiori, Documenti biografici di pittori piacentini dalla fine del ‘400 al 1700, in “Archivio Storico per le Province Parmensi”, IV s., vol. XXIV, anno 1972, pp. 171-206, in particolare p. 199, nota n. 52. Cfr. inoltre Mauro Bertocchi (a cura di), Archivio informatico dei Registri parrocchiali della Comunità di Pontremoli, morti, mfn 4428.
[45] Cfr. Rossana Bossaglia – Vasco Bianchi – Luciano Bertocchi, op. cit., p. 87. Durante la decorazione del cupolino dell’Oratorio della Madonna del Ponte (detto di Nostra Donna) Francesco Natali “è colpito di apoplessia e, trasportato in casa Dosi, muore, il 31 ottobre 1735. E’ sepolto nella chiesa dei Santi Giovanni e Colombano, distrutta nel 1913.”
[46] Si ricorderanno la favola della Niobe e l’Aurora, presenti a Palazzo Damiani e considerate i suoi capolavori pontremolesi. Cfr. Rossana Bossaglia – Vasco Bianchi – Luciano Bertocchi, op. cit., p. 140. Sulla famiglia Damiani cfr. in particolare Marco Angella, Negozianti pontremolesi attivi a Livorno nei secoli XVII e XVIII, in “Nuovi Studi Livornesi”, vol. XV (2008), Tipografia Benvenuti & Cavaciocchi, Livorno 2008, pp. 97-118; Marco Angella, Livorno celebra Giovanni Paolo Schulthesius (1748-1816) nel bicentenario della morte, in “Il Porticciolo”, anno IX, numero 2 (giugno), La Spezia 2016, pp. 76-85; Marco Angella, Documenti inediti sulla famiglia Damiani di Pontremoli e sul pittore napoletano Gerolamo Cenatiempo, in “Memorie della Accademia Lunigianese di Scienze ‘Giovanni Capellini’”, vol. LXXXVI (2016) – fascicolo unico, La Spezia 2018, pp. 77-106; Marco Angella, Una pianta inedita del centro storico di Pontremoli disegnata dall’architetto granducale Pietro Conti nel 1787, in “Cronaca e Storia di Val di Magra”, anni XLVI-XLVII (2017-2018), Aulla di Lunigiana 2019, pp. 51-81. Su Palazzo Damiani cfr. Matteo Bola, Il Palazzo Damiani in San Giacomo a Pontremoli. Storia, conservazione, riuso, sostenibilità per una sfida contro l’abbandono, Università degli Studi di Parma, Dipartimento di Ingegneria e Architettura, anno accademico 2016/2017.
[47] La moglie Eleonora Corsi si è spenta il 3 aprile 1800. Cfr. R. BOSSAGLIA – V. BIANCHI – L. BERTOCCHI, op. cit., p. 131 e p. 140.
[48] Cfr. Rossana Bossaglia – Vasco Bianchi – Luciano Bertocchi, op. cit., p. 140. Guarda caso proprio nel 1800 certo Alfieri Michele Baratta di Bosco di Corniglio compra da Niccolò una “casa fatta di pietre e calcina coperta di Piagne posta in Pontremoli nel Popolo de SS. Giacomo e Cristina conf. Sig. Pietro Paolo e fratelli Parasacchi …”: cfr. Giuseppe Maracchi q. Gaetano, Protocolli (1795-1805), P.V., c. 294, n. 1564, “Compra del Sig. Alfieri Michele Baratta dal Sig. Niccolò Contestabili” (10 settembre 1800). Nell’atto è scritto: “è presente Niccolò q. Antonio Contestabili di Pontremoli tanto a nome proprio che della Signora Maria Caterina Alberini di lui madre”.
Mette conto precisare che un Pietro Paolo Parasacchi di Michelangelo morì nel 1812 all’età di 64 anni: cfr. Mauro Bertocchi (a cura di), Archivio informatico dei Registri parrocchiali della Comunità di Pontremoli, morti, mfn 12310. Tra il 1803 e il 1807 il notaio Giuseppe Maracchi roga una serie di atti nei quali viene menzionato a vario titolo Niccolò Contestabili, che risulta però risiedere fuori Pontremoli. Cfr. Giuseppe Maracchi q. Gaetano, Protocolli (1795-1805), BBn°29 (1800-1805), cc. 161-161v, n. 704, 19 marzo 1803 (Procura dell’Elisabetta Mezzetti e di Antonio Moscatelli di lei marito nel signor Niccolò Contestabili); c. 170v, n. 733, 23 aprile 1803 (Estinzione al signor Teodoro Reghini dal signor Niccolò Contestabili); cc. 287-287v, n. 1098, 21 dicembre 1804 (Procura del signor operaio della chiesa dei SS. Giacomo e Cristina e signor Francesco Pizzati nel signor Niccolò Contestabili); cc. 288-288v, n. 1103, 3 gennaio 1805 (Confessio a Domenico Magnavacca dal signor Niccolò Contestabili); c. 288v, n. 1104, 3 gennaio 1805 (Imprestito fruttifero a favore del signor Niccolò Contestabili con Michele Michelini). Cfr. inoltre Giuseppe Maracchi q. Gaetano, Protocolli (1795-1805), HHn°30 (1805-1808), c. 80v, n. 377, 18 luglio 1807 (Estinzione a Felice Panelli dal signor Niccolò Contestabili); cc. 89-89v, n. 430, 24 settembre 1807 (Imprestito fruttifero a favore del signor Niccolò Contestabili col signor Galeotto Galli).
[49] Cfr. S.A.S.P., Maurizio Caimi q. Franc.o, Protocolli (1786-1795), I N. 9, cc. 192v, 193r, n. 494, “Raduno dei SS.ri Accademici del Teatro della Rosa”, 2 gennaio 1795: “Fu poi letta una supplica del Sig. Niccolò Contestabili nella quale si fa pronto di risarcire e mantenere il Senario di detto Teatro, colla condizione che le spese vive siano a carico dell’Accademia, di avere il passo libero in occasione di recite ed un palco al terzo ordine, come dalla detta supplica che fu a me consegnata per rimetterla con la mandata a questo Archivio senza obbligo di tenerne registro e posto a partito ebbe voti fav. 21 cont. -, e li fu assegnato il Palco di N. 11 nel Terz’Ordine.” Cfr. Marco Angella, Dagli archivi spunta un inedito del 1795, in “Il Tirreno”, lunedì 11 giugno 2001, p. 14.
[50] Cfr. A.S.F., Pratica Segreta di Pistoia e Pontremoli, b. 292, ibid., supplica firmata dall’ “umilissimo obbedientissimo fedelissimo servo e suddito Antonio Contestabile”, spedita “A R. G.D. di Toscana” ed esibita il 5 luglio 1769. Per avere notizie sul teatro di Alessandria della Paglia cfr. Andrea Tafuri, La vita musicale di Alessandria (1729-1968), Ferrari-Occella & C., Alessandria 1968. In particolare si veda il capitolo III Il teatro dei marchesi Guasco (1729-1766). L’autore – basandosi sulla Cronaca Bolla– ripercorre la storia del teatro settecentesco alessandrino ma non fa alcuna menzione di Antonio Contestabili. Per quanto riguarda il teatro di Vercelli si tratta probabilmente del “teatro dei Nobili”, edificato sul finire del 1750: “La Società dei Nobili propose all’amministrazione della città di fabbricare un teatro nel palazzo del Comune, o, per meglio dire, di ridurre in forma di vero teatro quel salone del Palazzo che già da cinquant’anni serviva a tale scopo.” Cfr. Giulio Cesare Faccio, Il Teatro dei Nobili, in Vecchi teatri di Vercelli, Edizione Vercelli 1925, da “Vercelli Nobilissima”, n. 4-5-6, pp. 160-163. Sul teatro di Carrara cfr. nota successiva (51).
[51] Cfr. A.S.F., Pratica Segreta di Pistoia e Pontremoli, b. 292, ibid., lettera firmata da Gio. Domenico Giandomenici, Pietro Antonio Bonanni e Giuseppe Antonio Scalabrini, Impresari del Teatro di Carrara, e datata 20 7bre 1768:
“In occasione che venne SAS.ma Nostra Sovrana et Ereditaria di Modena, noi a pié sottoscritti per dar qualche divertimento alla medesima A. S.ma facessimo fare a bella posta un Teatro e per renderlo più decoroso scrivessimo per dipingerlo al Sig. Antonio Contestabili Pittore, quale immediatamente vene, e dipinse le Scene di 3 decorazioni cioè Gabinetto, Bosco e Prigione giusto l’idea dell’opera che si recitò, e riuscirono di tutto nostro gradimento e approvazione di tutti come anche dalla prelodata A. S.ma che disse aver veduto diversi Teatri ma questo in piccolo poteva stare in una Città di riguardo a fronte di altri Teatri sicché attesa la ridetta circostanza gli abbiamo fatto il suo bon servito con essere stati dal medesimo serviti con tutta puntualità ed attenzione e buon gusto ed in caso d’altra decorazione siamo in grado di provedersi dal medesimo per essere uomo capace di tal mestiere ed abbilità che è quanto possiamo affermare.”
[52] Cfr. A.S.F., Pratica Segreta di Pistoia e Pontremoli, b. 292, ibid., supplica firmata dall’ “umilissimo obbedientissimo fedelissimo servo e suddito Antonio Contestabile”, spedita “A R. G.D. di Toscana” ed esibita il 5 luglio 1769.