
Quest’estate Ugo Bazzotti, conservatore del Palazzo Te di Mantova, è giunto “nella città del libro” per ripercorrere le orme di un certo Girolamo da Pontremoli, pittore del XVI secolo.
Purtroppo il conservatore ha dovuto constatare che tal “Girolamo” per i Pontremolesi risulta essere un illustre sconosciuto (non se ne conosce la famiglia di provenienza) e così ha finito per raccogliere, su suggerimento di qualche appassionato di storia locale, le poche notizie sul suo conto divulgate nel corso dei secoli da Melchiorre Missirini, da Camillo Cimati, da A. Bertolotti e da Nicola Zucchi Castellini.
Perché Bazzotti è interessato a questo misterioso personaggio?
Come ha affermato lui stesso in un’intervista apparsa il 14 agosto sul quotidiano “Il Tirreno”: “Girolamo da Pontremoli è un pittore di notevole statura semisconosciuto.”
Qual è il legame tra Mantova e il pittore pontremolese?
Girolamo da Pontremoli ha collaborato alla decorazione del Palazzo Te di Mantova con Luca da Faenza sui cartoni del celebre Giulio Romano.
Per dirla con le parole dello stesso Bazzotti, che ha compiuto indagini organiche anche alla luce dei nuovi restauri del complesso mantovano: “Il visitatore che esce dalla Sala dei Giganti di Palazzo Te si imbatte in tre camerini, denominati nell’ordine a Crociera, delle Grottesche (o delle Otto facce), e di Venere. Se le osservazioni sono corrette – il riferimento è agli studi effettuati recentemente – ne consegue la possibilità di identificare in Gerolamo da Pontremoli il raffinatissimo pittore del Camerino a Crociera, di quello di Venere, nonché, per motivi stilistici, di un medaglione con Cupido nel sottarco della finestra del Camerino delle Grottesche. Le sue figure – prosegue Bazzotti – sono eleganti e morbide; le pennellate, fuse armoniosamente, si accendono di brillanti riflessi di luce e di intense cromìe, che accentuano la tridimensionalità e conferiscono un incantevole senso di vita alle forme fantastiche non meno che alle naturali. Il maestro pontremolese ebbe certamente modo di meditare sulle affusolate anatomie, sulle vaporose chiome e sui teneri colori del Parmigianino”. Non solo: “A Gerolamo da Pontremoli è assegnato anche un compenso per la decorazione di un camerino ovale nell’Appartamento del Giardino Segreto, che si riteneva perduta ma che abbiamo potuto riportare alla luce nel corso di un recente restauro”. Ed ancora: “Forse spettano allo stesso i variopinti uccelli, di cui rimane diafana traccia nei cassettoni della cupoletta”.
Bazzotti afferma: “Prima di scomparire dai cantieri giulieschi, al termine del 1534, e mi-steriosamente come vi era giunto, il Pontremoli interviene a riparare la prospettiva dipinta sulle pareti del Giardino Segreto, oggi quasi illeggibile.”
Va precisato che Ugo Bazzotti ha parlato di Girolamo da Pontremoli ad un convegno internazionale tenutosi a Genova nel maggio scorso su Perino del Vaga (1501-1547) ed ha scritto pure un saggio pubblicato sui “Quaderni di Palazzo Te”.
Spinti dalla curiosità alcuni pontremolesi domenica 18 novembre sono andati in quel di Mantova per vedere da vicino le decorazioni attribuite al loro “concittadino”. Bazzotti li ha accolti affabilmente e li ha guidati negli angoli più suggestivi del prestigioso palazzo manto-vano, mostrando peraltro di avere grandi doti comunicative: chi scrive ama annotare la sua capacità nel raccontare la storia di Amore e Psiche, con l’ausilio delle pitture della sala omonima, ad una piccola visitatrice, davvero estasiata.
Per quanto riguarda le qualità del pittore pontremolese si lascia la “parola” alle immagini.
Ecco infine le novità. Ugo Bazzotti in questo tempo ha tentato di fare chiarezza sulle vicende dell’artista evitando di confondere -come hanno fatto alcuni storiografi – Girolamo da Pontremoli con Girolamo da Treviso. Inoltre ha capito che esiste una strada ancora tutta da indagare che passa per Roma: Girolamo da Pontremoli, infatti, nel 1543 si iscrisse all’Università dei Pittori (istituzione che precedette l’Accademia di San Luca) di Roma e pagò le quote anche per l’anno successivo.
Una storia affascinante, dunque, su un personaggio tutto da scoprire e da contestualizzare.
Girolamo da Pontremoli nella storiografia locale
“Non so altro pure di un Giovanni Romandina del defunto Gian Maria Modenese pittore, che a dì 25 8bre 1578 si confessava debitore di scudi 12 a Cesare de Mariotto da Monte Politiano, qual residuo di pigione di casa. Dava per sicurtà G.B. Savina orefice senese, al Pellegrino. (Not. Tarquinio Severo 1577-8, f. 780). Pagò il suo debito a di 7 8bre 1579.
Questo Romandini è noverato dal Missirini (L’Accademia di San Luca) fra gli ascritti all’Accademia di San Luca insieme con Covolara Giov. e Giovannino tutti due di Modena e Girolamo da Pontremoli nel secolo XVI.” [A. BERTOLOTTI, Artisti modenesi, parmensi e della Lunigiana in Roma nei secoli XV, XVI e XVII, Arnaldo Forni Editore, Modena 1882, p. 51].
“Gerolamo da Pontremoli, pittore. Neppure di questo artista si hanno notizie. Unicamente è noto che nel 1500 esercitava la pittura in Roma ed è da ritenersi che fosse valente nell’arte sua, figurando egli fra gli ascritti all’Accademia di San Luca.” [Camillo CIMATI, Gli artisti pontremolesi dal secolo XV al XIX, in “Archivio Storico per le Province Parmensi”, 4.a s., vol. IV (1895), pp. 147-157, in particolare p. 150 (secolo XVI)].
“Gerolamo da Pontremoli è ricordato per aver collaborato, a Mantova, alla decorazione del Palazzo del Te: con Luca da Faenza dipinse le grottesche delle salette alle quali si accede dalla Sala dei Giganti e con Anselmo de Genis, su cartoni di Giulio Romano, la loggetta dell’Appartamento della Grotta.” [Nicola ZUCCHI CASTELLINI, Storia di Pontremoli dalle origini all’Unità d’Italia, Tolozzi Compagnia dei Librai, Genova 1990, p. 155].

“Ordine di pagamento a Girolamo da Pontremoli pittore, scritto all’ 11 dicembre 1534 (Inedito) Magnifico D. Thexaurero de lo Ill. S. nostro facia pagamento a magistro Jeronimo de Pontremolo dipinctore el qual ha ajutato nel palazo del Tè a depinzere de grothesca una volta facta in crociara apresso al camarino de li giganti et in la faciata de un altro camarino presso al dicto: et per haver dipincto de grotesca uno tondo ovato nel mezzo de uno camarino apresso la camara del zardino sechreto; et per haver aiutato a depingere certi fusti de foliami in uno cornisone facto de novo in la faciata de dicto zardino et a redepingere la prospettiva in dicta faciata quale se era guasta per el giazo; et per haver ajutato a depingere li sofiti de doi camarini facti de novo per la Ill. S. Duchessa in lo Castello; el tutto de comission de M. Julio Romano; et monta L. 174:12.
Fiat mandatum ecc. Die 11 decembris 1534.”
[Carlo D’ARCO, Delle arti e degli artefici di Mantova. Notizie raccolte ed illustrate con disegni e con documenti, Tipografia Ditta Giovanni Agazzi, Mantova 1857, vol. II, p. 122, documento n. 159].
Marco Angella, Girolamo da Pontremoli, un artista semisconosciuto, pubblicato in Il Corriere Apuano, 8.12.2001, p.3