Premessa

Obiettivi del presente studio sono i seguenti: pubblicare documenti inediti relativi all’Accademia Vocale e Strumentale dei Risorti Apuani e valorizzare compositori e musicisti come Pietro Giovanni Parolini ed Andrea Restori, che sono stati veri protagonisti dell’orchestra pontremolese.
Rammento, a tal proposito, il recente intervento, presso la Deputazione di Storia Patria per le Province Parmensi, di Monica Armanetti e Chiara Ricci, sorto per far conoscere la figura del compositore Luigi Finali (1794-1831) di Bagnone [i].
Credo sia doveroso che ogni comunità cerchi di rivalutare i propri figli non per ragioni di campanilismo bensì per ricostruire un’identità collettiva vòlta a fotografare un periodo storico ed a tentare di far risuonare le diverse campane della Lunigiana in armonia tra loro.
L’Accademia vocale e strumentale dei Risorti Apuani
L’Accademia vocale e strumentale “Dei Risorti Apuani” fu fondata a Pontremoli il 29 marzo 1828[ii]. Il nome “Risorti” fa pensare a qualcosa di preesistente. Sembra doveroso precisare, infatti, che nel 1807 lo storico della musica Carlo Gervasoni (1762-1819) ebbe a scrivere: “ebbi il piacere di sentire un’orchestra assai considerabile e composta nel maggior numero di vari distinti personaggi dilettanti pontremolesi di una esecuzione veramente finita.”[iii]
Il Regolamento della società, costituito da 31 articoli divisi in cinque titoli, fu stilato nel 1830, esattamente 180 anni prima della nascita della “Società del Quartetto”[iv].
Lo storico Emanuele Repetti annotò nel suo celebre Dizionario geografico fisico e storico della Toscana pubblicato nel 1841: “Fra li stabilimenti di pubblica istruzione e diletto Pontremoli conta un grazioso teatro recentemente restaurato. Havvi inoltre un’Accademia filarmonica sotto il titolo poetico dei Risorti Apuani ed una banda civica di dilettanti.”[v]
Ciò testimonia la differenza tra l’Accademia filarmonica, da ritenersi composta da orchestrali, e la banda musicale: istituzioni aventi diverse finalità[vi].
L’Accademia era costituita da un Presidente, un Vicepresidente, un Provveditore, un Direttore della musica vocale, un Direttore della musica strumentale, un Esattore ed un Segretario[vii], nonché da “Soci Attivi, Contribuenti ed Onorari.”[viii] Fu istituita allo scopo “di esercitarsi e dilettarsi nella musica vocale e istrumentale”[ix]. Nell’anno accademico, che iniziava il 15 ottobre e terminava a fine agosto, la società proponeva “accademie di studio” e “accademie d’invito”[x]. Per entrare era necessario avere una tessera o “viglietto”[xi]. Solo il Commissario Regio, il Vescovo ed il Gonfaloniere erano ammessi di diritto[xii].
Il direttore della musica vocale, ovvero il maestro al cembalo, doveva dirigere orchestra e cantanti, assistere alle prove al cembalo dei pezzi di musica vocale, conservare l’archivio della musica e tenere nota delle multe incorse agli accademici[xiii].
Il direttore della musica strumentale, ossia il primo violino, doveva destinare i posti ai musicisti e dirigere l’orchestra strumentale[xiv].
Entrambi i direttori sceglievano i pezzi di musica da eseguire nelle Accademie[xv].
Come si evince dai manoscritti rinvenuti, Presidente dell’Accademia “Dei Risorti Apuani” fu il Marchese Luigi Pavesi; segretario fu Giulio Bertinelli e Direttore Pietro Giovanni Parolini[xvi].
Sull’ultima carta che riporta il Regolamento della società si trova il timbro con lo stemma dell’Accademia Filarmonica Dei Risorti Apuani[xvii].
L’orchestra dell’Accademia dei Risorti Apuani si esibì non solo al Teatro della Rosa ma anche a La Spezia, a Rapallo e in città limitrofe riscuotendo successo[xviii].
Nobili dilettanti, forestieri in cerca di fortuna e musicisti di talento
Con l’espressione “nobili dilettanti” si vuole intendere quegli appassionati di musica che, provenendo da famiglie abbienti, potevano permettersi il lusso di frequentare maestri d’eccezione.
Bernardo Damiani (1771-1845), figlio di Annibale – Cavaliere dell’Ordine di Santo Stefano – e di Anna Maria Pizzati, ne è un esempio. Discendente di una famiglia arricchitasi grazie alla mercatura[xix], visse tra Pontremoli, Firenze e Livorno. Venne definito da Carlo Gervasoni come “intelligentissimo, amatore e protettore della bell’Arte musicale”[xx]. Già a 12 anni ebbe come maestro di violino “il padre del celebre professore Gio. Maria Pelliccia”. A 14 anni fu posto dai suoi genitori nel Collegio di Prato ed ebbe per maestro Vincenzo Risaliti, allora primo violino della città toscana. A Firenze ebbe come insegnante Gio. Felice Mosel[xxi].
Nel 1795 si sposò a Genova con Maria Ersilia Spinola, appassionata di canto e pianoforte. Nel 1798 dimorò per circa un anno a Livorno ed ebbe come maestro di chitarra francese il celebre Ferdinando Carulli[xxii]. Carlo Gervasoni, dopo aver espresso elogi nei confronti delle figlie di Damiani, portate per la musica, scrive: “Nella sua dimora in Firenze il signor Damiani non ha mai interrotta la sua passionata applicazione al violino: anzi dal 1803 al 1808 sotto la direzione del gran Campanelli volle continuare una buona e regolata scuola, che, unita al suo gran genio, l’ha portato ad un grado sublime di perfezione, per cui in oggi a ragione vien considerato uno de’ più bravi dilettanti della Toscana.”[xxiii]
Sempre Carlo Gervasoni ricorda nella sua Nuova Teoria di Musica il “bravissimo dilettante di violino” marchese Giuseppe Pavesi di Pontremoli[xxiv].
In una preziosa locandina del 1828[xxv] compaiono i nomi di altri nobili dilettanti pontremolesi, ovvero: Maurizio Reghini-Costa (primo violino), Giuseppe Barbieri (primo violino dei secondi), Giuseppe Reghini-Costa (primo corno da caccia), Girolamo Bocconi (primo fagotto), Luigi Bocconi (prima viola), Ambrogio Zangrandi (primo flauto ed ottavino)[xxvi] ed Antonio Galli (prima tromba).
Francesco Dymak del fu Giovanni può essere definito a buon diritto un “forestiero in cerca di fortuna”. Approdò a Pontremoli nell’aprile del 1818. Questo il suo ritratto: “di Praga, in Boemia, scapolo, d’anni 29, cattolico di Religione e di Professione sonatore di strumenti da Fiato e Pianoforte”[xxvii]. A causa di una “gagliarda febbre” dovette rimanere per qualche giorno in ospedale. Lo stesso Dymak dichiarò alla Polizia “di esser partito dalla sua patria senz’oggetto fisso, e come suol dirsi, per far fortuna e di essersi trovato qua a caso dopo aver girato una gran parte della Francia e della Spagna”[xxviii]. Proveniva da Genova ed era diretto a Roma. “Alcuni dilettanti di Musica si collettarono per prender lezione e gli fecero un Assegnamento di circa 9 scudi il Mese per trattenerlo in Pontremoli.”[xxix]
Veniamo ora a quelli che possono essere considerati a buon diritto “musicisti di talento” dell’epoca.
La memoria di Pietro Giovanni Parolini (1789-1875), figlio di Felice e Luigia Micheli, si è tramandata nel tempo: ancora oggi la Corale di Santa Cecilia propone al pubblico il Sanctus tratto da una sua Messa a più voci concertata e la sua biografia compare nelle guide della città[xxx].
Su questo celebre personaggio pontremolese nel 1986 Rosaliana Zanetti ha discusso una mirabile tesi di laurea presso l’Università degli Studi di Pisa[xxxi].
Dopo aver studiato il cembalo a Pontremoli, sotto la guida dell’organista Olivieri e di una valente dilettante, la signora Teresa Costa, Parolini andò nel 1806 a Borgo Val di Taro, per apprendervi il contrappunto alla scuola del maestro Carlo Gervasoni, che lo considerò come uno dei suoi migliori allievi.[xxxii]
Il “secondo periodo lorenese”[xxxiii] corrisponde al ritorno a Pontremoli del compositore. Dopo aver ricevuto diversi premi[xxxiv], nel 1819 scrisse e mise in scena al Teatro della Pergola di Firenze il melodramma “Ifigenia in Aulide”, che riscosse un lusinghiero successo[xxxv].
Nel 1816 Parolini era già diventato organista e Maestro di Cappella della Cattedrale di Santa Maria Assunta di Pontremoli, stipendiato in parte dalla comunità ed in parte dall’Opera della Cattedrale[xxxvi]. Proprio a 27 anni convolò a nozze con Maddalena Orefici, che lo rese padre di quattordici figli, alcuni dei quali morti giovani o in tenera età[xxxvii]. I suoi compiti non erano pochi: come organista eseguiva i brani richiesti dal servizio liturgico, dirigendo e coordinando cantori e strumentisti; come compositore preparava le musiche per le varie funzioni religiose che si svolgevano nella Cattedrale e che, in alcune occasioni, coinvolgevano l’intera città. Si mise anche ad insegnare privatamente pianoforte a nobili signore del luogo. Accanto alla produzione sacra Parolini coltivò pure quella profana, componendo brani musicali nei generi in voga all’epoca: variazioni, sonate, sinfonie, arie e cantate. Alcune di queste opere venivano eseguite in “Saggi” che gli allievi del Seminario Vescovile davano alla fine dell’anno per manifestare il profitto raggiunto anche nei loro studi di musica vocale e strumentale[xxxviii].
Come osserva Rosaliana Zanetti, in questo periodo “egli rifletté, forse inconsciamente, la propria esperienza fiorentina nell’ambito pontremolese, contribuendo al rapporto tra due culture diverse e, di conseguenza, allargando gli orizzonti artistici della propria città.”[xxxix]
Sostanzialmente Pietro Giovanni Parolini fu un bravo esecutore ed interprete, un versatile compositore, un valido maestro di musica ed un apprezzato direttore d’orchestra.
Un musicista che, invece, purtroppo, è stato dimenticato è Andrea Restori (1778-1841), figlio del “possidente” Pietro[xl].
Carlo Gervasoni lo definì “gran suonatore di violino, direttore d’orchestra e compositore di musica instrumentale di vero buon gusto.”[xli]
Iniziò lo studio della musica a 12 anni sotto la direzione del professor Vincenzo Fanini[xlii] e “sviluppò ben tosto un genio straordinario pel violino, nel quale in breve tempo fece grandi progressi.”[xliii] A 15 anni fu iscritto dai genitori al Collegio di San Martino in Lucca perché ricevesse una buona educazione nelle lettere e lì si trattenne per tre anni. Continuò lo studio della musica avendo come maestro il celebre Giuseppe Romaggi, primo violino della città del Volto Santo[xliv]. Tornato in patria, nel 1798 rivestì il ruolo di “primo violino dell’orchestra della Cattedrale di Pontremoli” e in occasione della festa del 2 luglio, invitò il professor Vincenzo Fanini a suonare “per i due Vespri e Messa cantata in musica”[xlv].
Desideroso di estendere le sue conoscenze in campo musicale si recò a Parma, dove ebbe come maestro il valoroso Alessandro Rolla (1757-1841)[xlvi], con il quale si perfezionò[xlvii].
“La sua maniera di suonare – scrisse Carlo Gervasoni – è piena di anima e di espressione: una maniera veramente perfetta in tutte le sue parti e del gusto moderno il più raffinato.”[xlviii]
Esercitò la “professione” di “Capo Violino” sia “avanti la riunione all’Impero” sia “dopo la riunione all’Impero”[xlix].
Viene indicato come orchestrale del Teatro della Pergola di Firenze negli anni 1818 e 1819[l].
Il 31 agosto 1825 presso il Seminario Vescovile di Pontremoli vennero eseguite delle sue “Variazioni a due violini” da Michele Tonetti e Gustavo Noferi[li]. Il 31 agosto 1826, sempre nel Seminario, il Maestro Francesco Cassanelli ed il signor Michele Tonetti eseguirono un suo “Duetto a due violini”[lii].
Carlo Schmidl nel suo Dizionario universale dei musicisti annota: “Ritornato al luogo natìo fu insegnante, esecutore e direttore d’orchestra al teatro”.[liii]
Citato già in una celebre pubblicazione tedesca ottocentesca[liv], Andrea Restori viene preso in considerazione in diversi libri[lv] e, soprattutto, compare nel secondo volume della monumentale storia del violino curata da Edmund Sebastian Joseph Van der Straeten[lvi] nonché nel primo volume della prestigiosa storia della viola curata da Maurice Riley[lvii].
Compose “10 sinfonie per grande orchestra; 4 concerti per violino e orchestra; 6 quaderni di duetti per 2 violini.”[lviii]
Pontremoli, dunque, nel “secondo periodo lorenese” poté vantare anche personaggi di rilievo in campo musicale, che, in parte, diedero lustro all’Accademia dei Risorti Apuani. Non si tratta di figure eclatanti ma di compositori e strumentisti che hanno permesso alla comunità di crescere dal punto di vista qualitativo nel nome dell’arte perché hanno compiuto esperienze vivificanti confrontandosi con veri maestri del settore e pertanto sono personaggi da ricordare e da valorizzare.
Marco Angella, L’Accademia vocale e strumentale dei Risorti Apuani, pubblicato in “Cronaca e Storia di Val di Magra”, Centro Aullese di Ricerche e Studi Lunigianesi “Giulivo Ricci”, Aulla, vol. XIV, (2011 – 2012), 2013, pp. 153 – 173
Appendice
Allegato n. 1
Regolamento Organico per l’Accademia Filarmonica sotto il titolo “Dei Risorti Apuani” (1830), in S.A.S.P., Commissario Regio, Affari diversi di Governo, 1830 e 1831, vol. 38, cc. 299-302.
L’Accademia Filarmonica Pontremolese instituita sino del dì 29 marzo 1828 sotto il titolo “Dei Risorti Apuani” sarà retta d’ora innanzi dal seguente Regolamento
Titolo Primo
Della Società
1° La Società è composta di Soci Attivi, Contribuenti ed Onorari.
2° Nessun nuovo socio può essere ammesso se non è approvato dalla maggiorità di voti della Società.
Titolo Secondo
Dello Scopo della Società
3° L’esercitarsi e il dilettarsi nella musica vocale e strumentale è lo scopo unico della società.
4° Si danno dalla Società Accademie di Studio e Accademie d’Invito; una per settimana delle prime, quattro all’anno delle seconde, durante l’anno accademico, il quale comincerà dal dì 15 ottobre e durerà a tutto il mese d’Agosto.
5° Alle Accademie di Studio ogni Accademico può intervenire.
6° Chi appartiene all’Orchestra deve recarsi alle Accademie di Studio e d’Invito meno il caso di assenza o legittimo impedimento alla pena mancando di un mezzo paolo.
7° Alle Accademie d’Invito ogni socio può invitare quel numero di persone che sarà previamente stabilito dal Consiglio di Amministrazione il quale rilascerà un numero eguale di viglietti d’invito ad ogni Accademico.
8° A queste Accademie niuno non Accademico può intervenire se non è portatore di uno dei suddetti Viglietti sul quale sia infrascritto il di lui nome e quello del Socio dal quale lo avrà ricevuto.
Il Commissario Regio pro tempore poi di Pontremoli, il Vescovo ed il Gonfaloniere sono ammessi di diritto e senza invito a tutte le Accademie ove intervengono altre persone oltre agli Accademici.
Titolo Terzo
Dell’Amministrazione
9° La Direzione e l’Amministrazione della Società è affidata ad un Presidente, ad un Vicepresidente, ad un Provveditore, ad un Direttore della Musica Vocale, ad un Direttore della Musica Strumentale, ad un Esattore, ad un Segretario, i quali formano il Consiglio di Amministrazione.
Del Consiglio di Amministrazione
10° Il Consiglio di Amministrazione è convocato dal Presidente che presiede alle Sessioni. E’ ufficio del Consiglio di Amministrazione:
- Formare un bilancio di presunzione de’ redditi e delle spese da presentarsi all’approvazione della Società.
- Far eseguire le riscossioni e le spese che sono stampate nel Bilancio presunto approvato dalla Società per l’anno seguente.
- Riconoscere e far distendere il Bilancio Reale de’ redditi e delle spese dell’Anno antecedente da sottoporsi alla sanzione della Società.
- Stabilire i giorni e le ore delle Accademie sì di studio che d’invito.
- Nominare i Serventi che possono essere necessari al servigio della Società. Le deliberazioni del Consiglio di Amministrazione non sono valide che quando vi sono intervenuti Cinque membri compreso il Presidente. Le decisioni si prenderanno a maggioranza di voti. In caso di parità quello del Presidente acquista la preponderanza.
Del Presidente
11° Sono Uffizi del Presidente
- Convocare la Società
- Firmare col Segretario le Lettere e gli Atti della Società del Consiglio
- Sottoscrivere gli ordini di pagamento
12° In mancanza del Presidente i suddetti uffizi sono delegati al Vicepresidente ed in loro mancanza al Provveditore.
Del Provveditore
13° E’ uffizio del Provveditore:
- Provvedere tutte le cose occorrenti per la Società secondo gli stanziamenti del Bilancio presunto e secondo deliberazioni apposite della Società
- Presentare i Conti delle cose provvedute al presidente perché sia dato l’ordine di pagamento
- Tener un Libro d’Economia sul quale registrare le cose provviste e le spese occorse
- Tenere inventario di tutto ciò che spetta alla Società
Dei Direttori
14° Il Direttore della Musica Vocale è il Maestro al Cembalo ed è uffizio suo:
- Dirigere l’Orchestra ed i Cantanti
- Assistere alle Prove al Cembalo dei pezzi di musica vocale
- Conservare l’Archivio della Musica
- Tener nota delle multe incorse dagli Accademici appartenenti all’Orchestra
15° Il Direttore della Musica Instrumentale è il Primo Violino ed è uffizio suo:
- Destinare i posti nell’Orchestra
- Sostenere la Direzione dell’Orchestra per ciò che riguarda alla musica instrumentale
16° E’ uffizio comune ai Due Direttori scegliere i pezzi di Musica da eseguirsi nelle Accademie
Dell’Esattore
17° E’ uffizio dell’Esattore:
- Ricevere le somme dovute dagli Accademici rilasciandone ricevuta.
- Tenere un giornale di entrata e di uscita sul quale registrare ogni riscossione e ogni spesa indicandone il motivo
- Pagare tutte le spese ordinate dal Presidente quando siano stanziate nel Bilancio o da una deliberazione della Società
- Ritirare ricevuta di ogni pagamento fatto
- Dare al Consiglio di Amministrazione ad ogni richiesta il Conto di Cassa
- Alla fine dell’anno presentare il Conto Generale di Cassa in un (sic!) col suo Giornale, gli ordini di pagamento e le ricevute.
Del Segretario
18° E’ uffizio del Segretario:
- Distendere gli Atti del Consiglio di Amministrazione e della Società
- Tenere Elenco Alfabetico di tutti gli Accademici
- Sottoscrivere col Presidente tutti gli Atti del Consiglio di Amministrazione e della Società
- Firmare tutti i Viglietti d’Invito per le convocazioni
- Dar comunicazione a chi sia d’uopo delle Deliberazioni della Società e dei Consigli
- Riconoscere l’Inventario di tutto ciò che appartiene alla Società e tenerne l’Originale firmato dal Provveditore, dal Direttore della Musica Vocale e da Lui.
Dei Serventi
19° E’ Ufficio dei Serventi:
- Mantenere la dovuta mondezza della Sala o Stanze della Società e provvedere alla Conservazione dei Mobili
- Portare al loro indirizzo tutti gli inviti per le convocazioni e le lettere scritte dal Segretario per servigio della Società
- Prestarsi a qualunque ordine dato dal Consiglio per le cose della Società
- Stare alla Porta della Sala durante le Accademie e Convocazioni; riconoscere le persone che si presentano; dare l’accesso solamente agli Accademici o a chi è portatore di Viglietto formale di invito.
Titolo Quarto
Delle Convocazioni
20° La Società si aduna in seguito di Avviso del Presidente.
21° Riconosce le spese fatte nell’anno precedente; discute ed approva il bilancio presunto presentato dal Consiglio di Amministrazione per l’anno susseguente.
22° Ogni Accademico può esternare la propria opinione richiedendone prima il Presidente.
23° Ogni cosa controversa è decisa a voti segreti ed a maggiorità di voti.
24° In caso di parità di voti quello del Presidente è preponderante.
25° Le cose preposte ai voti sono presentate dal Presidente in modo che i votanti debbano rispondere affermativamente o negativamente.
26° Le Deliberazioni non sono legali se alle adunanze non è intervenuto un terzo degli Accademici.
27° Le Adunanze sono chiuse dal Presidente che pubblica le cose deliberate.
Titolo Quinto
Disposizioni Generali
28° Il presente Regolamento è obbligatorio per tutti quelli che appartengono alla Società per la durata di anni cinque a datare dall’Approvazione superiore d’esso; e lo sarà di cinque in cinque anni per tutti quei soci che non avranno disdetta la loro obbligazione pei mesi avanti lo spirare del quinquennio.
29° Tutte le cariche componenti il Consiglio di Amministrazione sono conservate alle persone che ne erano anteriormente investite, meno il Provveditore ed Esattore, le cariche dei quali si rinnoveranno ogni anno nella seduta ordinaria, sulla Proposizione del Presidente e a maggiorità di voti.
30° Il Presidente poi durerà in carica sino a che sussisterà l’Accademia; e indistintamente saranno alla fine del quinquennio o confermate o rinnovate sulla proposizione del medesimo a maggioranza di voti tutte le altre cariche.
31° Sciogliendosi la Società, le cose che le apparterranno saranno a diligenza del Consiglio di Amministrazione vendute a benefizio dei Poveri della Città.
Fatto a Pontremoli lì 7 maggio 1830
Il Presidente dell’Accademia
Marchese Luigi Pavesi
D. Giulio Bertinelli Segretario
Per copia certificata conforme
Marchese Gio. Simone Dosi
D. G. Bertinelli Segretario
Allegato n. 2
Il musicista boemo Francesco Dymak a Pontremoli (1818), in S.A.S.P., Commissario Regio, Lettere e Affari diversi di Governo, 1818, vol. 15, n. 152, Lettera del Commissario Regio di Pontremoli Falconcini al Presidente del Buon Governo di Firenze, 14 aprile 1818.
Pochi giorni or sono giunse in Pontremoli in stato di assoluta miseria Francesco del fu Giovanni Dymak, di Praga in Boemia, scapolo, d’anni 29, Cattolico di Religione e di Professione sonator d’istrumenti da Fiato e Pianoforte e sorpreso da una gagliarda febbre fu per qualche giorno ricevuto nello spedale.
Alcuni dilettanti di Musica si collettarono per prendere lezione e gli fecero un Assegnamento di circa 9 scudi il Mese per trattenerlo in Pontremoli.
Egli conviene di esser partito dalla sua Patria senz’oggetto fisso, e come suol dirsi per far fortuna e di essersi trovato qua a caso dopo aver girato una grossa parte della Francia e della Spagna.
Ha un passaporto rilasciatogli a Cadice da Giuseppe de Nerini Console di S.A.I. Apostolica; la sua ultima dimora è stata a Genova e la sua direzione era per Roma e non ha saputo dire il perché abbia deviato verso Pontremoli se si eccettua la solita protesta di vagare senz’oggetto, e per far fortuna.
Io gli ho fatta una Carta di Sicurezza da valere sin a nuovo ordine, e credo parte perché trattandosi di persona che vuol fissar qua stabilmente il suo Domicilio non mi è sembrato di potermi tenere alle solite note ordinate dai Regolamenti.
Allegato n. 3
Pietro Giovanni Parolini organista della Cattedrale (1817)
S.A.S.P., Istanze (1817-1826), filza (1817-1818), n. 211: lettera firmata da Pietro Giovanni Parolini
Ill.mi Sig.ri Gonfalonieri e Priori della Comunità di Pontremoli
Pietro Gio. di Felice Parolini di Pontremoli avendo inteso esser stato dalle signorie Loro Ill.me stabilito un annuo assegnamento all’Organista di questa Cattedrale supplica la bontà loro a degnarsi di conferirgli il detto Impiego. E nell’atto di assicurarle della sua maggiore premura dell’esercizio del suo dovere fa loro devotissima riverenza.
Umilissimo ed Obbligatissimo Servitore
Pietro Gio. Parolini
Allegato n. 4
Andrea Restori e Vincenzo Fanini a Pontremoli (1798)
S.A.S.P., Archivio Storico del Comune. Consigli generali (1795-1799), cc. 475-482, Consiglio del 6 agosto 1798, c. 480, n. 15.
15. Letta una Rappresentanza del Sig. Vincenzo Fanini Professore di Violino con la quale espone di essere stato invitato dal Sig.re Restori primo Violino dell’Orchestra di questa Cattedrale à sonare ai due Vespri e Messa Cantata in Musica in occasione della Festa del Due Luglio, e perciò addimanda il pagamento, e come da detta Rappresentanza in vista della quale i SS.ri Adunati Delib. con loro legittimo Partito di voti favorevoli sei, contrari nessuno, doversi stanziare come stanziano a favore di detto Signor Fanini lire venti di Parma perché così.
Allegato n. 5
Andrea Restori in una pubblicazione ottocentesca francese (1864)
François Joseph Fétis, Biographie universelle des musiciens et bibliographie générale de la musique, Librairie de Firmin Didot Fréres, Parigi 1864, vol. VII, p. 231:
RESTORI (ANDRE’), violiniste et compositeur, est né en 1778, à Pontremoli, en Toscane. A l’âge de douze ans, il commença l’étude de la musique, sous la direction de Vincent Fanini di Toscana, et montra d’hereuses dispositions pour le violon. Entré trois ans après au collège Saint-Martin de Lucques, il y reçut des leçons de Ramaggi [Romaggi] pour cet instrument, et plus tard il devint élève de Rolla, qui demeurait alors à Parme.
De retour à Pontremoli, Restori y a été chargé de la direction de l’orchestre du théâtre. On connait en Italie sous son nom quatre concertos pour le violon, six oeuvres de duos pour le même instrument, et dix symphonies à grand orchestre.
[i] Cfr. Monica Armanetti – Chiara Ricci, Musica e opere del maestro Luigi Finali, in “Archivio Storico per le Province Parmensi”, quarta serie, vol. LXI (2009), pp. 57-75.
[ii] La data di fondazione si evince dall’introduzione al “Regolamento Organico per l’Accademia Filarmonica sotto il titolo Dei Risorti Apuani” dove si legge: “L’Accademia Filarmonica Pontremolese instituita sino nel dì 29 Marzo 1828 sotto il titolo Dei Risorti Apuani sarà retta d’ora innanzi dal seguente Regolamento …” Cfr. Sezione Archivio di Stato di Pontremoli (d’ora in poi S.A.S.P.), Affari diversi di Governo. 1830 e 1831, vol. 38 (segnatura originale, interna alla busta d’appartenenza), cc. 299-302, in particolare c. 299. Per leggere il Regolamento integrale cfr. Allegato n. 1.
[iii] Cfr. Carlo Gervasoni, Nuova teoria di musica ricavata dall’odierna pratica ossia metodo sicuro e facile in pratica per ben apprendere la musica a cui si fanno precedere varie notizie storico-musicali, Stamperia Blanchon, Parma 1812, p. 224: si tratta del giugno 1807, quando Pietro Giovanni Parolini “si produsse nella sua patria”. La parola al maestro: “Fui testimonio io stesso a vederlo accompagnare vari pezzi all’improvviso ed esser pronto a tutto, la prima volta che si produsse nella sua patria, nella congiuntura che colà io fui dimandato in giugno del 1807 per una messa e due vespri in musica ad onore di san Luigi Gonzaga nella chiesa di San Colombano.” Su Carlo Gervasoni cfr. Stefania Roncroffi, Carlo Gervasoni (1762-1819), compositore e trattatista borgotarese, in Daniele Calcagno (a cura di), “La montagna tosco-ligure-emiliana e le vie di commercio e pellegrinaggio: Borgo Val di Taro e i Fieschi”, Borgo Val di Taro 2002, pp. 545-623.
[iv] A Pontremoli nel 2010 è sorta la “Società del Quartetto”, che nei mesi di marzo ed aprile ha dato vita a quattro concerti di grande qualità. Coordinatori della “Società del Quartetto” sono i musicisti Giulio Plotino (Primo violino del Gran Teatro La Fenice di Venezia), Antonio Plotino (Primo flauto del Carlo Felice di Genova) e Andrea Baldini (uomo di legge e di cultura). La neonata Società si avvale della collaborazione dei più valenti artisti italiani e delle prime parti soliste delle più significative compagini orchestrali nazionali ed europee quali: Venice Baroque Orchestra, Teatro alla Scala di Milano, Accademia Santa Cecilia di Roma, Orchestre de Paris, Mahler Chamber Orchestra, London Philharmonic Orchestra, Orquestra Sinfonica de Barcelona, Gran Teatro La Fenice di Venezia, Orchestra Nazionale della Rai di Torino, Maggio Musicale Fiorentino. In particolare lunedì 12 aprile 2010 presso il teatro cittadino si sono esibiti “I solisti del Teatro della Rosa”. Obiettivo del sodalizio: “creare nel suo più intimo e nobile significato una sorta di salotto cittadino nel quale il pubblico meno esperto e quello più erudito possano porsi alla musica in una nuova veste interlocutoria e direttamente coinvolta nell’arco del percorso emotivo che si cela dietro la partitura e la sua interpretazione.”
[v] Cfr. Emanuele Repetti, Dizionario geografico fisico storico della Toscana contenente la descrizione di tutti i luoghi del Granducato, Ducato di Lucca, Garfagnana e Lunigiana, Allegrini e Mazzoni, Firenze 1841, vol. IV, p. 555. Cfr. inoltre Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da San Pietro sino ai nostri giorni, Tipografia Emiliana, Venezia 1851, vol. LIII, p. 129: “Vi è un’Accademia Filarmonica dei Risorti Apuani.”
[vi] Sul concetto di “banda civica” o “municipale” cfr. Beatrice Monacelli, Le Bande musicali in Italia. La storia e le funzioni nella società, Associazione Culturale Amici del Museo e Museo Civico Ercole Nardi di Poggio Mirteto (testo conferenza, s.d.), pp. 7-8. Sulla nascita della “banda civica” di Pontremoli cfr. Marco Angella, La nascita della Banda musicale pontremolese, in “Archivio Storico per le Province Parmensi”, quarta serie, vol. LXII (2010), pp. 41-53. Venerdì 1° giugno 2012, presso la Sala dei Sindaci del municipio di Pontremoli, alla presenza del sindaco Lucia Baracchini, si è tenuta la celebrazione dei 180 anni della Banda musicale pontremolese: cfr. Riccardo Sordi, 180 anni fa la Banda già esisteva e suonò per Leopoldo II, in “Il Corriere Apuano”, anno CV, n. 23, 9 giugno 2012, p. 6 (recensione).
[vii] Cfr. S.A.S.P., Affari diversi di Governo. 1830 e 1831, vol. 38, Regolamento, c. 299v, Titolo III, Dell’Amministrazione, articolo 9°.
[viii] Cfr. S.A.S.P., Affari diversi di Governo. 1830 e 1831, vol. 38, Regolamento, c. 299, Titolo I, Della Società, articolo 1°.
[ix] Cfr. S.A.S.P., Affari diversi di Governo. 1830 e 1831, vol. 38, Regolamento, c. 299, Titolo II, Dello Scopo della Società, articolo 3°.
[x] Cfr. S.A.S.P., Affari diversi di Governo. 1830 e 1831, vol. 38, Regolamento, c. 299, Titolo II, Dello scopo della società, articolo 4° e successivi.
[xi] Cfr. S.A.S.P., Affari diversi di Governo. 1830 e 1831, vol. 38, Regolamento, c. 299v, Titolo II, Dello scopo della società, articoli 7° e 8°.
[xii] Cfr. S.A.S.P., Affari diversi di Governo. 1830 e 1831, vol. 38, Regolamento, c. 299v, Titolo II, Dello scopo della società, articolo 8°.
[xiii] Cfr. S.A.S.P., Affari diversi di Governo. 1830 e 1831, vol. 38, Regolamento, cc. 300v-301, Dei Direttori, articolo 14°.
[xiv] Cfr. S.A.S.P., Affari diversi di Governo. 1830 e 1831, vol. 38, Regolamento, c. 301, Dei Direttori, articolo 15°.
[xv] Cfr. S.A.S.P., Affari diversi di Governo. 1830 e 1831, vol. 38, Regolamento, c. 301, Dei Direttori, articolo 16°.
[xvi] Cfr. S.A.S.P., Affari diversi di Governo. 1830 e 1831, vol. 38, cc. 299-302, in particolare c. 302v: il Regolamento, datato “Pontremoli lì 7 maggio 1830”, venne firmato dal Presidente dell’Accademia Marchese Luigi Pavesi e dal Segretario Giulio Bertinelli”. Notizie sul Marchese Luigi Pavesi (1779-1864) si trovano in R. De Arimannis, Cavalieri di Santo Stefano appartenenti a famiglie pontremolesi, in “Il Campanone 1940. Almanacco Pontremolese”, Scuola Tipografica Artigianelli, Pontremoli 1940, pp. 101-106, in particolare p. 105: “Fu Ciambellano di S.A.R.I. il Granduca di Toscana. Per un triennio (circa il 1831) ricoprì la carica di Gonfaloniere di Pontremoli. Colto gentiluomo, amante della musica, fu Presidente di quell’Accademia vocale e strumentale dei Risorti Apuani, che dotò la città di un’eccellente orchestra.”
Sull’apporto di Pietro Giovanni Parolini all’Accademia dei Risorti Apuani cfr. P.d.P., Un musicista pontremolese dell’Ottocento, in “Il Campanone 1940. Almanacco Pontremolese”, Scuola Tipografica Artigianelli, Pontremoli 1940, pp. 107-108: “Ritiratosi ancora giovane a Pontremoli, vi diresse per molti anni, l’Accademia Vocale e Strumentale dei Risorti Apuani, che godette meritata rinomanza.”
Una preziosa locandina del 1828 (anno di fondazione dell’Accademia) non riporta il nome dei “Risorti Apuani” (il Regolamento non era ancora stato ufficialmente approvato) ma l’orchestra che mette in musica le opere di Rossini “Il Barbiere di Siviglia” e “La Cenerentola” è costituita da dilettanti per lo più pontremolesi ed il “Direttore della Musica e Maestro al Cembalo” è Pietro Giovanni Parolini. Cfr. S.A.S.P., Affari di Governo, 1828, vol. 34, n. 90, 3 maggio 1828, locandina.
[xvii] Cfr. S.A.S.P., Affari diversi di Governo. 1830 e 1831, vol. 38, cc. 299-302, in particolare c. 302v. Cfr. Fig. 1.
[xviii] Cfr. Pietro Reisoli, Cenni sul maestro di musica Pietro Giovanni Parolini di Pontremoli, Tipografia di Raffaele Rossetti, Pontremoli 1877, p. 14 in “Miscellanea di Lunigiana”, vol. 14, 46 (Biblioteca comunale “Camillo Cimati” di Pontremoli).
[xix] Sulle fortune della famiglia Damiani cfr. Marco Angella, Negozianti pontremolesi attivi a Livorno nei secoli XVII e XVIII, in “Nuovi Studi Livornesi”, vol. XV, Benvenuti & Cavaciocchi, Livorno 2008, pp. 97-118. In particolare su Bernardo Damiani cfr. p. 115, note 84 e 85: “Bernardo Damiani (1771-1845), figlio di Annibale e di Anna Maria Pizzati vestì l’abito di Cavaliere milite dell’Ordine di Santo Stefano, come fondatore della Commenda Damiani, nella chiesa conventuale di Pisa, per mano del Cavalier Onofrio Del Mosca, gran contestabile dell’Ordine.” Cfr. Bruno Casini, I cavalieri delle città e dei paesi della Toscana occidentale e settentrionale membri del Sacro Militare Ordine di Santo Stefano Papa e Martire, Edizioni Ets, Pisa 1994, p. 316.
[xx] Cfr. Carlo Gervasoni, op. cit., pp. 122-125.
[xxi] Sul musicista e compositore Gio. Felice Mosel (Firenze 1754? – dopo il 1812) cfr. Dizionario Enciclopedico della Musica e dei Musicisti, Utet, Torino 1990, Appendice, p. 548.
[xxii] Su Ferdinando Carulli cfr. Marco Bertazzi – Ruggero Chiesa, Ferdinando Carulli: chitarrista-compositore (1770-1841), Erga, Genova 1984; cfr. Dizionario Enciclopedico della Musica e dei Musicisti, Utet, Torino 1985, vol. II, pp. 127-128.
[xxiii] Cfr. Carlo Gervasoni, op. cit., p. 124 e pp. 105-106 (sul violinista fiorentino Luigi Campanelli, “gran concertista e direttore dell’orchestra della cappella e camera di S.A.I. la Granduchessa di Toscana.”)
[xxiv] Cfr. Carlo Gervasoni, op. cit., p. 225.
[xxv] Cfr. S.A.S.P., Affari di Governo, 1828, vol. 34, n. 90, 3 maggio 1828, locandina allegata. Orchestrali forestieri: Luigi Cornamusi di Livorno (primo violino), Luigi Crescini Capitano nelle Regie Truppe Toscane (primo oboe), Paolo Boatti (primo clarinetto) e Franco Grossi di Sarzana (primo contrabbasso al cembalo).
[xxvi] La famiglia Zangrandi (antica casata della Valle della Capria) ha visto fiorire altri artisti: Pasquale Zangrandi (1803-1882) di Gio. Batta e di Margherita Ferdani fu “valente musicista e conoscitore di violino”. Cfr. Nicola Michelotti, 1778. Pontremoli città nobile, in”Archivio Storico per le Province Parmensi”, quarta serie, tomo I (1978), pp. 93-120, in particolare p. 114. Il musicista Antonio Plotino sta studiando alcune sue composizioni.
[xxvii] Cfr. S.A.S.P., Lettere e Affari diversi di Governo, 1818, vol. 15, n. 152, Pontremoli 14 aprile 1818. Cfr. Allegato n. 2.
[xxviii] Cfr. S.A.S.P., Lettere e Affari diversi di Governo, 1818, vol. 15, n. 152, ibidem.
[xxix] Cfr. S.A.S.P., Lettere e Affari diversi di Governo, 1818, vol. 15, n. 152, ibidem.
[xxx] Cfr. Stefania Rossi (a cura di), Le piccole guide. Pontremoli. La storia, gli uomini, la città,Editoriale Città del Libro, 1991, pp. 63-64. Cfr. Fabrizio Rosi, Pontremoli. La storia passa anche di qui. Vicende di un borgo medievale lungo la Francigena, Paolo Savi Editore, Pontremoli 2009, p. 58. Materiale (libri pubblicati dal maestro Carlo Gervasoni, uno strumento musicale, documenti e foto) di Pietro Giovanni Parolini e del figlio Carlo sono conservati presso la famiglia Bardi di Pontremoli. L’editore e giornalista Maurizio Bardi, infatti, è discendente diretto del compositore tramite Linda Parolini.
[xxxi] Cfr. Rosaliana Zanetti, La vita di Pietro Giovanni Parolini (1789-1875) e un catalogo tematico-sistematico delle sue opere musicali, Università degli Studi di Pisa, Facoltà di Lettere e Filosofia, Corso di Laurea in Lettere, Storia della musica, anno accademico 1985/1986 (consultabile presso la Biblioteca Comunale “Camillo Cimati” di Pontremoli nel microfilm n. 221).
[xxxii] Cfr. P.d.P., Un musicista … cit., p. 107.
[xxxiii] Con l’espressione “secondo periodo lorenese” si vuole intendere dalla Restaurazione (1815) all’ingresso della comunità di Pontremoli nella Lunigiana Parmense (1848). Per avere informazioni relative a questo periodo storico (1815-1848) cfr. Pietro Ferrari, Vecchia Pontremoli, scorci e figure dell’Ottocento, Quaderno della Giovane Montagna n. 18, Parma 1938.
[xxxiv] Sul premio più prestigioso (medaglia d’oro) vinto nel 1812 cfr. Carlo Gervasoni, op. cit., pp. 226-227: “L’Accademia delle Belle Arti di Firenze nel concorso triennale dei premi maggiori, che riapriva nel settembre del corrente anno 1812, propose per programma nella classe della Musica di scrivere una Sinfonia concertata sullo stile di quelle d’Haydn col premio d’una medaglia d’oro del valore di venti zecchini per quella che fosse trovata migliore. Il prelodato Pietro Giovanni Parolini ne ottenne la palma. Tale sinfonia fu eseguita da un numero riguardevole di distinti professori nella gran sala dei Coreofili nell’Imperiale Accademia Fiorentina delle Belle Arti la mattina del dì 18 ottobre 1812 alla presenza dell’egregio sig. Barone Fauchet Prefetto del Dipartimento dell’Arno, e di una numerosa e scelta adunanza, la quale corrispose con quel trasporto di ammirazione e ringraziamento, che distingue il vero applauso.”
[xxxv] Cfr. Marcello De Angelis, La musica del Granduca. Vita musicale e correnti critiche a Firenze 1800-1855, Vallecchi, Firenze 1978, p. 106: “Teatro della Pergola, 25 giugno [1819]. Ifigenia in Aulide di Pietro Giovanni Parolini, prima assoluta. Interpreti: Ester Mombelli (Ifigenia), Domenico Bertozzi (Agamennone), Ercolina Bressa (Achille), Elena Baduera (Clitemnestra), Rosa Catani (Ulisse). Primo violino e direttore d’orchestra: Nicola Petrini Zamboni. Scenografia: Luigi Facchinelli (Bon, 2228.9/Gazzetta di Firenze, 29 giugno). Dell’autore si dice che è di Pontremoli e non oltrepassa l’età di 24 anni (sic!). Fu premiato alla Scuola di Belle Arti. Il lavoro viene giudicato positivamente anche perché gli accompagnamenti non superavano la voce dei cantanti (pregio non piccolo).” Allo spettacolo assistettero il Granduca di Toscana e i principi di Sassonia. Per la cronaca le prime viole furono il pontremolese Andrea Restori e Giuseppe Poggiali: cfr. http://www.ubka.uni-karlsruhe.de/kvk/kvk/kvk_hilfe.html
[xxxvi] Cfr. S.A.S.P., Istanze 1817-1818, n. 211, istanza firmata da Pietro Giovanni Parolini diretta al Gonfaloniere e ai Priori della Comunità di Pontremoli per ottenere l’impiego d’organista in Cattedrale. Cfr. Allegato n. 3.
[xxxvii] Cfr. Nicola Michelotti, Ai cipressi di Verdeno – 1, Greco & Greco, Milano 2009, pp. 29-32: “Il fatto che tre figli, Vittorio, Carlo e Giacomo combatterono per l’Unità d’Italia – fatto non unico, a Pontremoli, ma assai raro e significativo di un amor patrio particolarmente sentito in famiglia – lo rese beneamato anche presso la folta schiera dei reduci pontremolesi delle patrie battaglie”. In particolare Carlo Parolini nel 1865, all’età di 30 anni, sposò Erminia Spagnoli, sorella del prode Pompeo. Cfr. Nicola Michelotti, I Garibaldini pontremolesi, in “Archivio Storico per le Province Parmensi”, quarta serie, vol. XXXIV, pp. 99-117, in particolare p. 116.
[xxxviii] Cfr. Rosaliana Zanetti, tesi cit., pp. 58-61. Una Variazione a pianoforte e violino eseguita da Michele Tonetti e Matteo Porrini, una Variazione a pianoforte eseguita da Benedetto Cipollini, un’Aria eseguita dal Conte Emilio Lazzoni e una Sonata a pianoforte e violino eseguita da Pietro Giovannini e Gustavo Noferi nel 1825;un Tema con variazioni per diversi strumenti e Introduzione dell’Ifigenia in Aulide nell’esercizio accademico del 1826; una Sinfonia a piena orchestra e Cantata e coro a piena orchestra, nel saggio del 1829; una Sinfonia nel 1843 in apertura del trattenimento accademico “Colombo”.
[xxxix] Cfr. Rosaliana Zanetti, tesi cit., p. 64. Per le opere di Pietro Giovanni Parolini si rimanda alla tesi di Rosaliana Zanetti ed al sito http://biblioteche2.comune.parma.it/dm/1649.htm (pubblicazione on line curata da Gaspare Nello Vetro).
[xl] Sulla data di nascita cfr. Carlo Gervasoni, op. cit., p. 245: “nacque in Pontremoli l’anno 1778”. Atti inediti ci permettono di affermare che Andrea Restori nacque il 5 ottobre 1778 nella parrocchia di San Colombano. Ebbe almeno due fratelli: Antonio (direttore delle Poste delle Lettere, poi Notaio) (1774-1849) e Gio. Battista (1780-1821). Il padre Pietro (1738-1812) di Francesco, “possidente”, sposò in prime nozze Maria Martinelli (morta nel 1802 a 56 anni) e in seconde nozze (matrimonio del 29 marzo 1803) Maddalena Cervetti di Giovanni. Andrea Restori di Pietro e Maria Martinelli, in base all’interpretazione dei documenti, sarebbe morto il 31 dicembre 1841 per “apoplessia” all’età di 63 anni nella parrocchia di San Colombano. Cfr. S.A.S.P., Censimento 1810, Parrocchia di San Colombano, n. 85, famiglia Restori. Cfr. Mauro Bertocchi (a cura di), Archivio informatico dei Registri parrocchiali della Comunità di Pontremoli (c/o Biblioteca Comunale “Camillo Cimati” di Pontremoli), passim ed in particolare: morti 2373.
Sembra doveroso ricordare che nel 1915 lo studioso locale Ubaldo Mazzini invìo una lettera (datata 1 ottobre) a Luigi Bocconi del seguente tenore: “Caro Gigino, ti ha forse parlato Manfredo di un Restori di Pontremoli, celebre professore di violino e compositore? Glielo segnalai io tempo fa pregandolo di studiarlo. Ne sai niente? …” La lettera (messa a disposizione da Nicola Zucchi Castellini) fu pubblicata in Nicola Michelotti, Note pontremolesi nel ricordo di Ubaldo Mazzini, in “Giornale Storico della Lunigiana”, anno XL, Gennaio-Dicembre 1989, p. 187.
[xli] Cfr. Carlo Gervasoni, op. cit., p. 245.
[xlii] Sul violinista Vincenzo Fanini cfr. Lukas Helg – Kloster Einsiedeln, Die Musik-Handschriften zwischen 1600 und 1800 in der Musikbibliothek des Klosters Einsiedeln, Selbstverlag Kloster Einsiedeln, 1995, p. 39; Giancarlo Rostirolla, Clavis archivorum ac bibliothecarum Italicarum ad musicam artem pertinentium, Istituto di bibliografia musicale, 2004, p. 585 e p. 1081.
[xliii] Cfr. Carlo Gervasoni, op. cit., p. 245.
[xliv] Sul violinista Giuseppe Romaggi, di origini genovesi, cfr. Memorie e documenti per servire alla storia di Lucca, Accademia lucchese di scienze, lettere ed arti, 1880, pp. 61, 211 (“Romaggi Giuseppe, genovese, primo violino”), 247; Antonio Cappellini, Dizionario biografico di genovesi illustri e notabili: cronologia dei governi di Genova ed indice alfabetico-analitico, 1936, p. 185; Luigi Nerici, Storia della musica in Lucca, Forni, 1969, p. 61 e p. 247; Catalogo della collezione d’autografi lasciati alla R. Accademia filarmonica di Bologna, Forni, 1969, p. 334 (“Romaggi Giuseppe. Fu violinista assai stimato in Lucca, e fioriva in fine del secolo XVIII”); Edward Neil, Nicolò Paganini: il cavaliere filarmonico, De Ferrari, 1990, p. 31 e p. 33: sui rapporti tra Nicolò Paganini e Giuseppe Romaggi; Remigio Colli, Nobili e ignobili nel Settecento lucchese, Matteoni Stampatore, Lucca 1999, pp. 206, 221, 408, 410; AA.VV., Le dimore di Lucca. L’arte di abitare i palazzi di una capitale dal Medioevo allo Stato unitario, Convegno di Studi 2005, Alinea Editrice, Firenze 2007, p. 185; Carlo Bellora, Filippo Manfredi: la biografia e l’opera strumentale. Il compagno di viaggio di Luigi Boccherini e le sue peregrinazioni tra Lucca, Genova e la Spagna durante la metà del Settecento, Zecchini, 2009, p. 25: “Dell’attività genovese di Giuseppe Romaggi conosciamo le diverse partecipazioni alle Processioni del Corpus Domini in San Lorenzo, soprattutto dopo il 1772 e la presenza in veste di primo violino alla rappresentazione dell’opera buffa Le Gelosie Villane di Sardi al teatro di Novi Ligure nel novembre 1777 …”
[xlv] Cfr. S.A.S.P., Archivio Storico del Comune. Consigli generali (1795-99), 36, consiglio del 6 agosto 1798, c. 480. Cfr. Allegato n. 4.
[xlvi] Su Alessandro Rolla (Pavia 1757-Milano 1841) cfr. Francesco Regli, Dizionario Biografico dei più celebri poeti ed artisti melodrammatici, tragici e comici, maestri, concertisti, coreografi, mimi, ballerini, scenografi, giornalisti, impresari che fiorirono in Italia dal 1800 al 1860, Coi Tipi di Enrico Dalmazzo, Torino 1860, p. 452; Giovanni Masutto, I Maestri di musica italiani del secolo XIX. Notizie biografiche, Prem. Stab. Tipografico di Gio. Cecchini, Venezia 1884, p. 155; Dizionario Enciclopedico della Musica e dei Musicisti, Utet, Torino 1988, vol. VI, pp. 404-405; Mariateresa Dellaborra (a cura di), Alessandro Rolla (1757-1841). Un caposcuola dell’arte violinistica lombarda, Libreria Musicale Italiana, Lucca 2011.
[xlvii] Cfr. Carlo Gervasoni, op. cit., p. 245: “… si recò a Parma, ed ivi ebbe la sorte di avere per maestro il valoroso sig. Alessandro Rolla, sotto di cui talmente si perfezionò, che in oggi ben a ragione dev’essere annoverato fra i più distinti esecutori.”; Roberto Zanetti, La musica italiana nel Settecento, volume 2, Bramante, 1978, p. 1211: “Allievi del Rolla furono Bernardo Ferrara, Eugenio Cavallini, Angiolo Maria Benincori, Andrea Restori, nonché il figlio Antonio Rolla e, come già detto, Paganini.”
[xlviii] Cfr. Carlo Gervasoni, op. cit., p. 246.
[xlix] Cfr. S.A.S.P., Censimento 1810, Parrocchia di San Colombano, n. 85, famiglia Restori, 386.
[l] Cfr. Giuseppe Mosca, La gioventù d’Enrico V. Dramma in musica, Fantosini, Firenze 1818; Pietro Generali, Bajazet. Dramma per musica, Fantosini, Firenze 1819, p. 6: “prime viole: Sig. Andrea Restori e Sig. Giuseppe Poggiali” (Carnevale 1819); Carlo Coccia – Gaetano Rossi, Clotilde. Melodramma semiserio, Fantosini, Firenze 1819, p. 4: “Prime viole: Signor Andrea Restori e Sig. Giuseppe Poggiali” (primavera 1819).
[li] Cfr. Saggio del Progresso in Lettere dato al pubblico dagli scolari del primo anno di retorica nel Collegio e Seminario Vescovile di Pontremoli il dì 31 agosto 1825, in “Miscellanea di Lunigiana”, vol. 15, 42 (Biblioteca comunale “Camillo Cimati” di Pontremoli): “L’Ordine che si terrà è il seguente: 1° Variazioni a due Violini del Signor Professore Andrea Restori eseguite dai Signori Michele Tonetti e Gustavo Noferi. Il primo di Carrara ed il secondo Senese.”
[lii] Cfr. Esercizio accademico che terranno per saggio dei loro studi di storia sacra, geografia, lettere umane, calligrafia, musica instrumentale e vocale i signori convittori e studenti nel Collegio e Seminario Vescovile di Pontremoli il dì 3 agosto 1826, in “Miscellanea di Lunigiana”, vol. 15, 43 (Biblioteca comunale “Camillo Cimati” di Pontremoli).
[liii] Cfr. Carlo Schmidl, Dizionario universale dei musicisti, Casa Editrice Sonzogno, Milano 1929, vol. II (M-Z), p. 360. L’informazione era già stata pubblicata in François Joseph Fétis, Biographie universelle des musiciens et bibliographie générale de la musique, Librairie de Firmin Didot Fréres, Parigi 1864, vol. VII, p. 231: “De retour a Pontremoli, Restori y a été chargé de la direction de l’orchestre du théâtre.” Cfr. inoltre Robert Eitner, Biographisch-bibliographisches.Quellenlexikon der Musiker und Musikgelehrten der christlichen, Breitkopf & Haertel, Leipzig 1903, vol. VIII (Po-Scheiffler), p. 193. Per queste tre citazioni si ringrazia sentitamente il Prof. Giulio Battelli, docente bibliotecario dell’Istituto Superiore di Studi Musicali “Luigi Boccherini” di Lucca. Cfr. Allegato n. 5.
[liv] Cfr. Eduard Bernsdorf – Julius Schladebach, Neues universal-Lexikon der tonkunst, Verlag Von Johann André, Offenback 1861, p. 319.
[lv] Tra gli altri cfr. Albert Ernest Wier, The Macmillan encyclopedia of music and musicians, The Macmillan company, 1938, p. 1532; Giorgio Fanan, Drammaturgia rossiniana, Istituto di Bibliografia Musicale, 1997, p. 138; Franco Ragazzi, Una città a teatro: teatri e spettacolo a Chiavari dal Cinquecento al Novecento, De Ferrari, 1998.
[lvi] Cfr. Edmund Sebastian Joseph Van Der Straeten, The history of the violin: its ancestors and collateral instruments from earliest times, Da Capo Press, 1968, vol. 2, p. 69.
[lvii] Cfr. Maurice W. Riley, The history of the viola, Braun-Brumfield, 1980, vol. 1, p. 202 (Andrea Restori viene menzionato assieme ad Eugenio Cavallini ed Angelo Maria Benincori).
[lviii] Cfr. Dizionario Enciclopedico della Musica e dei Musicisti, Utet, Torino 1988, vol. VI, p. 309.