“xHCA” (Questioning Human Creativity as Acting): così è denominato il progetto sorto presso l’Università di Malta con l’atto costitutivo del 9 febbraio 1995 che vede come protagonisti a livello operativo gli artisti dell’Istituto di Arte Scenica (Ingemar Lindh direttore di “xHCA”, Magdalena Pietruska, Roger Rolin e Patricia Aromatario), residenti a Pontremoli dal 1984. Il progetto, che coinvolge attori praticanti, ricercatori di neuroscienza e studenti universitari, pone l’attenzione sull’ “atto creativo umano”: la pratica dell’attore viene considerata quale punto nodale dell’indagine in rapporto alla riflessione teorica, accademica e scientifica.
La neuroscienza interviene per analizzare se, in questo connubio tra teatro e scienza, esistono metodologie in grado di misurare la creatività: un‘esperienza all’avanguardia dunque! Attorno a questa grande iniziativa interdisciplinare ruotano l’Università di Stoccolma, l’Università Paris VIII, l’Università di Bordeaux (per l’apporto prettamente scientifico), nonché diversi atenei italiani tra i quali Bologna, Roma ed Urbino. In questi due anni vari sono stati gli scambi a livello internazionale tra gli istituti coinvolti: il 7, 8 e 9 marzo del 1996 nell’isola di Malta si sono incontrati i rappresentanti degli enti con la partecipazione di Peselli (assessore alla cultura della provincia) e di Elio Satti (rappr. dell’assessorato alla cultura della regione toscana); allora la sede italiana dell’Istituto d’Arte Scenica era ancora il settecentesco Teatro della Rosa che fungeva da filiale italiana del grande progetto.
A distanza di un anno esatto da quell’incontro, presso i locali del nuovo ufficio approntato recentemente dai componenti dell’Arte Scenica nel borgo della SS. Annunziata, si sono ritrovati i soggetti coinvolti nell’iniziativa. Attorno al tavolo ligneo erano seduti oltre ai componenti dell’Istituto d’Arte Scenica, GLYN GOODALL, Professore di Neuroscienza all’Università di Bordeaux (nonché docente del corso di formazione professionale, di cui si è parlato in passato, che si sta tenendo presso i locali della Croce Rossa), JOHN SCHRANZ, docente del dipartimento di studi teatrali presso l’Università di Malta e vicedirettore di “xHCA”, BENNO PLASSMANN, studioso di storia e addetto alle relazioni pubbliche con gli atenei internazionali e coordinatore assieme a PHILIPPA HILL dell’Università di Malta e CECILIA LAGERSTROM studiosa di teatro contemporaneo presso l’Università di Stoccolma. Insomma attorno a quel tavolo erano sedute persone non solo di varie nazionalità ma di estrazione culturale differente in grado di garantire l’interessante intrecciarsi di varie ottiche.
Tra loro GOODALL spiccava quale indagatore scientifico dell’atto creativo: a lui è stato affidato il compito di misurare (tramite i “revermead behavioural memory tests”) la creatività per appurare scientificamente quanto sinora studiato teoricamente.
“I primi indizi – esclama GOODALL – evidenziano che certe funzioni cognitive dell’essere umano non sono state ancora indagate dalla neuroscienza”, per cui questo progetto, certo all’avanguardia, potrebbe delinearsi in futuro utile per la società ed entrare nella storia. Per evitare che questo grande progetto si arresti necessitano finanziamenti e spazi adeguati che da tempo l’Istituto vanamente richiede all’amministrazione locale. Anche se già la Provincia di Massa Carrara, la Regione e la Comunità Montana hanno mostrato di appoggiare l’iniziativa, i tempi sono terribilmente lunghi. “Non si può attendere troppo – asseriscono gli interessati – altrimenti ciò che adesso è da considerarsi all’avanguardia potrebbe diventare appannaggio di altri”. Dunque, come ha osservato Roger Rolin, “manca la volontà di curare le iniziative e i progetti già esistenti”. Se tale volontà continuerà a mancare, questa volta davvero non solo Pontremoli ma l’intera Lunigana potrà perdere una ghiotta occasione culturale, con possibili riflessi economico-turistici annessi.
La speranza è che finalmente venga valorizzata la presenza di chi, come l’Istituto d’Arte Scenica, da ben tredici anni opera, seppur silenziosamente, a livelli prestigiosi in campo teatrale.
Marco Angella, Come misurare la creatività fra recitazione e neuroscienza, in “Il Tirreno”, 25 marzo 1997, p. VII
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