SULLE ORIGINI DELLA SEZIONE DI PONTREMOLI DELLA DEPUTAZIONE,SORTA NEL 1899

Premessa

Questo breve contributo ricalca la relazione introduttiva della seduta scientifica di Pontremoli, effettuata il 30 giugno 2024 presso le Stanze Civiche del Teatro della Rosa, per divulgare i documenti da me rinvenuti in grado di testimoniare la nascita della nostra Sezione[1]. Il chiaro proposito è quello di valorizzarla e di riconoscere i nostri “padri fondatori”.

Come noto la Deputazione di Storia Patria per le Province Parmensi sorse nel 1860 allo scopo di patrocinare la promozione di studi sulla storia degli stati parmensi precedenti l’Unità d’Italia, nel solco della prima Deputazione, fondata nel 1833 a Torino[2].

Il Governatore delle regie Province dell’Emilia, Luigi Carlo Farini (1812-1866)[3], con Decreto del 10 febbraio 1860 istituiva le tre Deputazioni di storia patria per le Province di Romagna, con sede a Bologna, delle Province modenesi, con sede a Modena e delle Province parmensi, con sede a Parma[4], con l’intento  di fornire esatta “contezza” dei luoghi in cui esistevano le raccolte di antichi documenti; disporre queste raccolte in luoghi convenienti, classificandole in modo da poter essere consultate e studiate; scegliere tra questi documenti quelli più importanti, studiarli e darli alle stampe; raccogliere le tradizioni, le leggende e le superstizioni “ancor vive nelle classi meno colte di queste Provincie”; raccogliere inoltre ed ordinare, a forma di Dizionari, i vocaboli dei dialetti principali dell’Emilia[5].

Sulle origini della Deputazione di Storia Patria per le Province di Romagna ci sono Relazioni di grande interesse pubblicate da Giosuè Carducci (1835 – 1907) nei suoi “scritti di storia e di erudizione”[6].

I primi studiosi locali nella Deputazione

Già nel settembre 1859 il pontremolese marchese Gian Carlo Dosi (1824-1915) di Gian Simone, venne chiamato, in qualità di “membro del Parlamento delle Province Parmensi”, a far parte della commissione incaricata di portare a Vittorio Emanuele II l’annessione al Piemonte. Come ci ricorda lo studioso Nicola Michelotti (segretario della nostra sezione per molti anni) gli altri componenti della commissione erano il Maestro Giuseppe Verdi di Busseto, il professor Carlo Fioruzzi del 5° Collegio di Piacenza, il Conte Jacopo Sanvitale di Fontanellato e il marchese Giuseppe Mischi, del 2° Collegio di Piacenza[7].

La delegazione, di cui faceva parte Gian Carlo Dosi, detto “dell’Unità d’Italia”[8], è rappresentata in una formella del monumento a Giuseppe Verdi dello scultore Ettore Ximenes (1855 – 1926), che fu inaugurato nel 1920 e che attualmente campeggia nei pressi della Pilotta di Parma[9].  

Le figure di spicco del neonato Regno d’Italia cercarono, nel tempo, a livello provinciale, di mettersi in luce, effettuando studi sulle riviste presenti nel circondario.

I primi nomi locali che compaiono, a fine Ottocento, nell’albo generale della Deputazione centrale, sono quelli del filologo pontremolese Antonio Restori (1859 –1928) e del politico e bibliofilo Camillo Cimati (1861 – 1945).

Nel primo volume dell’“Archivio Storico per le Province Parmensi” del 1892 (edito nel 1894), Antonio Restori, residente a Parma, pubblicò La battaglia del 29 giugno 1734 e i primi documenti del dialetto urbano di Parma[10]. Al tempo era Presidente della Deputazione delle Province Parmensi il Conte Filippo Linati (1816-1895)[11], Senatore del Regno.

Nel 1895 risultano Soci corrispondenti della Deputazione di Parma Antonio Restori (da Parma) e Camillo Cimati (da Pontremoli).[12]

Le origini della Sottosezione di Pontremoli

La Sottosezione di Pontremoli nacque, sulla carta, l’8 maggio 1899, in seno alla IV tornata dell’anno accademico 1898/1899. Presidente della Deputazione di Parma era il politico e archeologo Giovanni Mariotti (1850 – 1935)[13]; segretario: Alberto Amadei (1857 – 1903)[14]

Nel Verbale dell’Adunanza del giorno 8 maggio 1899, conservato presso l’Archivio della Deputazione di Parma, si legge quanto segue:

“… Il Presidente, comm. Mariotti, ricorda ai radunati come sorgesse da tempo nei componenti la R. Deputazione di Storia Patria per le Province Parmensi il desiderio che fossero rappresentati in questo sodalizio degli studiosi appartenenti per nativa origine al territorio della Lunigiana Parmense, onde associare colle nostre le loro cure per l’illustrazione delle patrie memorie, dando così occasione a formare una Sottosezione del nostro Istituto nella Città di Pontremoli.

Ricordo come il Governo del Re, approvando il voto pronunziato da questa Deputazione, promosse per R. Decreto 10 ottobre 1898, l’aumento del numero dei Membri attivi, e come sopra la proposta della Deputazione, per R. Decreto 9 aprile 1899 siano stati chiamati a far parte, in tale qualità, del nostro Istituto, i chiarissimi signori cav. Camillo Cimati, già socio corrispondente, marchese Andrea Dosi, e cav. Giovanni Sforza.

Per la nomina di questi egregi ed onorandi Colleghi e per l’origine da Pontremoli dell’altro nostro Collega professor Antonio Restori, si raggiunge il numero voluto dall’art.24 del nostro Statuto costitutivo, per formare in Pontremoli una Sottosezione della Deputazione Storica per le Province Parmensi.

Il Presidente, sicuro dell’interpretare, in adempimento dell’antico voto, i sentimenti della Deputazione Storica per le Province di Parma e Piacenza, propone e mette ai voti la costituzione di una Sottosezione in Pontremoli, e la proposta è approvata con pienissimi voti.

Il cav. Sforza, ringraziando a nome suo e dei nuovi colleghi nominati, richiama, con nobili ed alti sensi, i punti della Storia italiana, ai quali si lega l’istituzione delle Deputazioni Storiche Emiliane, e rileva l’unione e l’unità de sentimenti che hanno inspirato i cultori degli studi nei tempi della fortuna d’Italia.”[15]

Apparve molto più stringata la versione pubblicata sull’ “Archivio Storico per le Province Parmensi”:

IV TORNATA – 8 maggio 1899. – Il Presidente riferendosi alle precedenti deliberazioni ed alle recenti elezioni, propone che in adempimento dell’antico voto della nostra Deputazione, ed a termine dell’art. 24 dello Statuto sociale, sia costituita una Sottosezione a Pontremoli. La proposta è approvata con plauso.

Il cav. Sforza, anche a nome dei Soci pontremolesi ringrazia vivamente, ricordando gli eventi ai quali si collega l’istituzione delle Deputazioni di Storia patria dell’Emilia. Fatto lo scrutinio delle schede per l’elezione dei Soci proposti nella tornata precedente si ha il risultato seguente: È eletto Membro attivo il socio corrispondente signor Cerri Leopoldo. Sono eletti Soci corrispondenti i signori: Guidotti prof. Camillo, Mensi avv. Cav. Luigi, Schiapparelli dott. Luigi, Tassoni dott. Celso. Poscia vengono fatte nuove proposte di Soci corrispondenti, più specialmente per coadiuvare l’opera della nuova Sottosezione di Pontremoli, proposte che saranno votate nella tornata ventura.”[16]

Quindi la Sezione di Pontremoli – considerata allora “Sottosezione” – nacque grazie a questi quattro studiosi: Giovanni Sforza (Montignoso 1846 – Montignoso 1922; illustre storico, letterato ed archivista)[17], Camillo Cimati (Lerici 1861 – Pontremoli 1945; politico, studioso e raffinato bibliofilo)[18], Andrea Dosi di Giancarlo (Pontremoli 1863 – Pontremoli 1924; pittore, appassionato di belle arti ed esperto enigmista – si firmava Dino Serada -)[19]  e Antonio Restori (Pontremoli 1859 – San Lazzaro Parmense 1928; insigne filologo e critico letterario)[20].

Nella tornata successiva, la prima del 1900, tenutasi il 21 marzo, su proposta del presidente Giovanni Mariotti e del membro attivo Giovanni Sforza furono eletti come soci corrispondenti della nuova Sottosezione di Pontremoli i seguenti studiosi: il Cavalier Pietro Bologna fu Giovanni (residente a Firenze, Piazza della Santissima Annunziata, Casa Bologna), il Cavalier Alessandro dei Marchesi Magni Griffi (Sarzana), il Dottor Ubaldo Mazzini (Bibliotecario della Comunale di Spezia), il Cavalier professor Achille Neri (Genova, corso Mentana), Monsignor Luigi Podestà (Sarzana), il Cavalier Avvocato Paolo Podestà (Sarzana) e il Conte dottor Luigi Staffetti (Massa)[21].

I primi saggi dei “padri fondatori” della nostra Sottosezione

Segnalo quali furono i primi studi pubblicati sull’ “Archivio Storico per le Province Parmensi” dai nostri “padri fondatori”.

Nel IV volume (1895), edito nel 1903, compaiono due saggi: Fabrizio Maramaldo, Governatore di Pontremoli di Giovanni Sforza e Gli artisti pontremolesi. Dal secolo XV al XIX. Spigolature di Camillo Cimati[22].

Nel IV volume della nuova serie (1904), edito nel 1906, fu pubblicato il saggio Autobiografia inedita di Gio. Antonio Faie Speziale lunigianese del secolo XV di Giovanni Sforza,[23] che poi ha dato l’avvio a molti studi successivi.  

Nel V volume (1905) compaiono le Lettere inedite di Ireneo Affò al Cardinale Valenti Gonzaga di Achille Neri (1842-1925).[24]

Nel VII volume (1907) vengono pubblicati i Ricordi Pontremolesi biografici ed aneddotici di Pietro Bologna (1833-1909).[25]

Tornando ai manoscritti segnalo altresì che presso l’Archivio della Deputazione di Parma, in un passo del verbale della riunione del 21 marzo 1900, si legge quanto segue:

Il Presidente comunica che il nostro egregio Collega Cav. Giovanni Sforza si offre di pubblicare gli Statuti della Città di Pontremoli e la Deputazione prendendo nella dovuta considerazione la proposta, stabilisce di studiare il modo più adatto per riprendere la stampa dei Monumenti.”[26]

Per più di vent’anni la Sezione di Pontremoli non designò il Presidente e – come risulta dall’albo delle varie miscellanee – andò avanti con i quattro soci fondatori aventi la qualifica di “membri attivi”.

Il 1° ottobre 1922 morì lo storico Giovanni Sforza e fu menzionato nella seduta di Parma dell’11 gennaio 1923 con queste parole:

L’on. Presidente ricorda con parole commosse le perdite dolorose dell’arciprete dott. Cav. Gaetano Tononi, vicepresidente della Sottosezione di Piacenza, e del conte grand’uff. Giovanni Sforza, membro emerito per la Sottosezione di Pontremoli. Si officeranno membri delle due Sottosezioni per le commemorazioni rispettive.”[27]

Solo nella tornata del 22 ottobre 1923 venne eletto ufficialmente Presidente della Sezione il cavalier Camillo Cimati[28]. Nell’albo di quell’anno Cimati, Dosi e Restori figuravano come membri emeriti della sezione. Membri attivi erano Achille Neri, Luigi Staffetti e Silvio Andreani.

Riporto il passo della seduta che ci interessa:

Si procede alla votazione per la rinnovazione triennale delle cariche, a norma dell’articolo 20 dello Statuto Sociale. Risultano rieletti: l’on. Dott. Senatore Giovanni Mariotti, “presidente”; il professor Umberto Benassi, “segretario”; i professori Cappelli, Boselli e Clerici, “membri del Consiglio di Direzione”; l’on. Micheli, “consigliere d’amministrazione”; il prof. Fermi, “Vice-presidente per la Sottosezione di Piacenza”. Il Senatore Cimati è nominato “Vice-presidente per la Sottosezione di Pontremoli”.[29]

Sembra interessante segnalare che, in quegli anni, oltre alla Sezione di Parma e alle Sottosezioni di Piacenza e di Pontremoli, esisteva anche la Sottosezione di Bobbio[30], che era costituita dai membri attivi monsignor canonico Cesare Bobbi, dottor G. Battista Foppiani, Canonico Gaudenzio Bisetti e avvocato Icilio Reposi. 

Nel volume del 1922, Camillo Cimati (senatore del Regno) aveva dato prova del suo talento di studioso pubblicando un illuminante saggio sull’ “Archivio Storico per le Province Parmensi” intitolato Dante in Lunigiana[31].

Conclusioni

Analizzando il materiale rinvenuto sulla Deputazione tra archivio e biblioteca, comprendo solo ora, a posteriori, perché sul giornale democratico-costituzionale “A Noi!”, espressione della politica di Camillo Cimati, pubblicato tra il 1904 e il 1908, comparivano molti articoli di eruditi e studiosi di storia patria[32].

Non va dimenticato che proprio nel 1899 Giuseppe Micheli (1874 – 1948)[33] aveva fondato l’associazione “La Giovane Montagna” e nel 1900 la rivista omonima[34].

“Il Corriere Apuano” uscirà solo nel 1907[35], per cui l’“A Noi!” diventa un giornale-chiave per approfondire i primi anni di attività della sezione o “sottosezione” di Pontremoli della Deputazione di Storia Patria per le Province Parmensi.

Tengo a precisare che, effettuando questa ricerca, ho sfogliato tutti i volumi dell’“Archivio Storico per le Province Parmensi” dal 1892 ad oggi ed ho fotografato le parti salienti relative ad albo, resoconti e indici, in modo da creare un archivio ben documentato, utile, eventualmente, per poter delineare al meglio, in futuro, la storia della nostra sezione.  


Marco Angella, Sulle origini della Sezione di Pontremoli della Deputazione, sorta nel 1899, pubblicato in “Archivio Storico per le Province Parmensi”, Deputazione di Storia Patria per le Province Parmensi, Tipografie Riunite Donati, Parma, Quarta serie, vol. LXXVI (2024), 12.2025, pp. 33 – 42


Abstract

This short essay was written to share the documents testifying the origins of the Department of Pontremoli of the Deputation founded on the 8th May 1899 when the politician and archaeologist Giovanni Mariotti was the President of the Deputation of Parma.

Starting from the history of the Deputation for the Provinces of Parma, founded in 1860, it sheds the light on the four “founding fathers” of the Department of Pontremoli (Giovanni Sforza, Camillo Cimati, Antonio Restori e Andrea Dosi) and on the first publications of the territory appeared in the “Archivio Storico per le Province Parmensi”.

Throughout the research made, the importance of periodics as “La Giovane Montagna”, “A Noi!” and “Il Corriere Apuano” becomes evident and favors the development of local history.


[1] Preciso di aver programmato la seduta con due interventi introduttivi (uno mio e uno del professor Giuseppe Benelli), una commemorazione e sei relazioni vòlte a rappresentare i diversi comuni presenti nella Provincia di Pontremoli al tempo della Lunigiana Parmense, proprio in omaggio al 125° anniversario (2024) della nostra sezione. Cfr. Maria Luisa Simoncelli, Il 125° anniversario della Deputazione di Storia Patria, in “Il Corriere Apuano”, anno CXVII, n. 27, 6 luglio 2024, p. 6 [Si è riunita domenica mattina a Pontremoli la sezione locale della Deputazione di Storia Patria per le Province Parmensi].

[2] Sulla costituzione della Deputazione di Storia Patria di Torino nel 1833 cfr. Gian Savino Pene Vidari, La Deputazione di storia patria di Torino, in Agostino Bistarelli (a cura di), “La storia della storia patria. Società, Deputazioni e Istituti storici nazionali nella costruzione dell’Italia”, Viella, Roma 2012, pp. 117-143.

[3] Su Luigi Carlo Farini (1812-1866) cfr. Piero Zama, Luigi Carlo Farini nel Risorgimento italiano, Fratelli Lega Editori, Faenza 1962.

[4] Cfr. Giovanni Mariotti, La R. Deputazione di Storia Patria per le Province Parmensi dalle sue origini fin ad oggi (1854-1934) [Relazione del Presidente della Deputazione a Sua Eccellenza il Ministro dell’Educazione Nazionale], Officina Grafica Fresching, Parma 1934, in particolare p. 9, II (“Trasformazione della Società Storica Parmense in R. Deputazione di Storia Patria e continuazione dell’edizione dei Monumenta Historica (an. 1860-1913)”. Cfr. inoltre Leonardo Farinelli (a cura di), Per i 150 anni della Deputazione di storia patria per le province parmensi. 1860-2010, Deputazione di Storia Patria per le Province Parmensi, Parma 2012.

[5] Cfr. “Atti e memorie delle RR. Deputazioni di Storia Patria per le Province Modenesi e Parmensi”, vol. I, Per Carlo Vincenzi, Modena 1863, pp. XII-XIII, articolo 2 del Decreto, in 6 punti. Cfr. inoltre Leonardo Farinelli, I 160 anni della Deputazione di Storia Patria delle Province Parmensi, ne “La Gazzetta di Parma, 10 febbraio 2020, p. 19.

[6] Cfr. Giosuè Carducci, Scritti di storia e di erudizione, serie prima, vol. XXI, Nicola Zanichelli Editore, Bologna 1942, in particolare pp. 3-44 (“La R. Deputazione di Storia Patria per le Province di Romagna dal 1860 al 10 marzo 1872”) e pp. 45-124 (“Relazioni annuali della R. Deputazione di Storia Patria per le Province di Romagna”).  

[7] Cfr. Nicola Michelotti, Dosi. Dosi Delfini, Greco & Greco, Milano 2007, Genealogie Pontremolesi, 4, n. 88, pp. 81-86.

[8] Cfr. Nicola Michelotti, Gian Carlo Dosi “dell’unità d’Italia”, in “Studi di Storia Pontremolese”, Deputazione di Storia Patria per le Province Parmensi, 1990, pp. 153-168. Cfr. inoltre Nicola Michelotti, Il march. Comm. Gian Carlo Dosi ad un secolo dal suo incontro con Vittorio Emanuele II, in “Il Campanone – Almanacco Pontremolese 1961-62”, Artigianelli, Pontremoli 1961, pp. 44-47.

[9] Sulla storia del monumento in questione cfr. Barbara Zilocchi, Parma, il monumento a Giuseppe Verdi: ideazione, costruzione e demolizione, Parma, Grafiche Step, 2014.

[10] Cfr. Antonio Restori, La battaglia del 29 giugno 1734 e i primi documenti del dialetto urbano di Parma. – Appendice: Saggio di bibliografia dialettale parmense, in “Archivio Storico per le Province Parmensi”, vol. I (1892), Deputazione di Storia Patria, Parma 1894 pp. 75-97. In merito allo studio dei dialetti locali segnalo pure Antonio Restori, Note fonetiche sui parlari dell’Alta Valle di Magra, Dalla Tipografia Francesco Vigo, Livorno 1892, con in Appendice “Brevi saggi dialettali del contado pontremolese”, con citazioni di testi di Bratto, Caprio, Cervara, Dobbiana, Gravagna, Guinadi, Molinello, Montelungo, Pracchiola, Rossano, Succisa, Valdantena, Vignola e Zeri.

[11] Sul Conte Filippo Linati (1816-1895) cfr. Giuseppina Allegri Tassoni, “I Presidenti”, in Deputazione di Storia Patria per le Province Parmensi. 1860-1960, Tipografia Ed. “La Nazionale”, Parma 1962, pp. 39-40.

[12] Cfr. “Archivio Storico per le Province Parmensi”, vol. IV (1895), Deputazione di Storia Patria, Parma 1903, p. VI, “Soci corrispondenti”.

[13] Su Giovanni Mariotti (1850-1935) cfr. Umberto Benassi, Giovanni Mariotti Presidente della R. Deputazione Parmense e cultore della Storia Patria, in “Archivio Storico per le Province Parmensi”, vol. XXII bis (1922), Deputazione di Storia Patria, Parma 1922, pp. I-XIV [pubblicazione in occasione della “ricorrenza del cinquantesimo anniversario della sua nomina a socio corrispondente”]; cfr. Arnaldo Barilli, Sen. Giovanni Mariotti,  in  “Archivio Storico per le Province Parmensi”, vol. XXXV (1935) – XIII, Deputazione di Storia Patria, Parma 1935, pp. 68-82 [commemorazione]; cfr. Giorgio Monaco, Giovanni Mariotti, in “Archivio Storico per le Province Parmensi”, quarta serie, vol. II (1949-50), Deputazione di Storia Patria, Parma 1951, pp. 32-34 [nel centesimo anniversario della nascita]; cfr. Giuseppina Allegri Tassoni, “I Presidenti”, in Deputazione, op. cit., pp. 40-42.  

[14] Su Alberto Amadei (1857-1903) cfr. Luigi Sanvitale, Commemorazione del Segretario dott. Cav. Alberto Amadei, in “Archivio Storico per le Province Parmensi”, vol. III (1903), Deputazione di Storia Patria per le Province Parmensi, Parma 1905, pp. 285-299.  

[15] Cfr. Archivio della Deputazione di Storia Patria per le Province Parmensi, Cart. 22, Processi Verbali 1895-1917, Anno accademico 1898-1899, IV adunata, 8 maggio 1899. Trovai questo documento presso Palazzo Schizzati (sede della Deputazione) il 21 giugno 2023. Ringrazio il dottor Leonardo Farinelli per i preziosi suggerimenti. Ringrazio l’insegnante Patrizia Marioni per la traduzione in inglese dell’abstract del presente saggio.

[16] Cfr. “Archivio Storico per le Province Parmensi”, vol. VIII (1899-1900), Deputazione di Storia Patria, Parma 1904, p. XII, IV Tornata, 8 maggio 1899.

[17] Su Giovanni Sforza (1846-1922) Cfr. Silvio Andreani, Giovanni Sforza, in “A Noi!”, anno IV, n. 23, 9 giugno 1907, pp. 1-2; Ubaldo Formentini, Sforza Giovanni conte, in “Enciclopedia Italiana”, 1936; Manfredo Giuliani, Giovanni Sforza e la “Storia” di Pontremoli, in “Archivio Storico per le Province Parmensi”, quarta serie, vol. XII (1960), Deputazione di Storia Patria per le Province Parmensi, Parma 1961, pp. 191-198; Roberto Andreotti, Coerenza storiografica di Giovanni Sforza, in “Archivio Storico per le Province Parmensi”, quarta serie, vol. XII (1960), Deputazione di Storia Patria per le Province Parmensi, Parma 1961, pp. 199-206. Cfr. inoltre il recente volume Stefano A. Benedetto – Francesca Nepori (a cura di), Giovanni Sforza. Storico, archivista e bibliofilo, Atti del Convegno “Giovanni Sforza a cento anni dalla scomparsa”, 1-4 ottobre 2022, Massa-La Spezia, Pubblicazioni degli Archivi di Stato, 2023.

[18] Su Camillo Cimati (1861-1945) cfr. Pietro Ferrari, Il senatore Camillo Cimati in “Il Campanone 1940. Almanacco Pontremolese”, Tipografia Artigianelli, Pontremoli 1940, pp. 283-294; Nicola Michelotti, Camillo Cimati dalla politica locale al Parlamento italiano, Buonaparte, Sarzana 2003.

[19] Su Andrea Dosi (1863-1924) cfr. Luigi Bocconi, Il Marchese Andrea Dosi, in “Archivio Storico per le Province Parmensi”, vol. XXIV (1924), Deputazione di Storia Patria per le Province Parmensi, Parma 1924, p. XXXIX;  Nicola Michelotti, Dosi. Dosi Delfini, cit., p. 87, n. 92.

[20] Su Antonio Restori (1859-1928) cfr. Jacopo Bocchialini, Antonio Restori, in “Archivio Storico per le Province Parmensi”, nuova serie, vol. XXIX (1929) – VII, Deputazione di Storia Patria, Parma 1929, pp. XLIII-L (contiene anche la foto) [commemorazione letta nella tornata del 14 maggio 1929 dal Membro Attivo Avv. Jacopo Bocchialini]; Roberto Lasagni, Restori Antonio, in “Dizionario Biografico dei Parmigiani”, PPS Editrice, Parma 1999, vol. IV, pp. 82-84; Davide Checchi, Restori Antonio, in “Dizionario Biografico degli Italiani”, vol. 87 (2016).

[21] Cfr. “Archivio Storico per le Province Parmensi”, vol. VIII (1899-1900), Deputazione di Storia Patria, Parma 1904, p. XIII.

[22] Cfr. “Archivio Storico per le Province Parmensi”, vol. IV (1895), Deputazione di Storia Patria, Parma 1903, pp. 27-53 (saggio di Giovanni Sforza) e pp. 147-157 (saggio di Camillo Cimati).  

[23] Cfr. “Archivio Storico per le Province Parmensi”, vol. IV (1904, nuova serie), Deputazione di Storia Patria, Parma 1906, pp. 129-183.

[24] Cfr. “Archivio Storico per le Province Parmensi”, vol. V (1905, nuova serie), Deputazione di Storia Patria, Parma 1906, pp. 129-225. Sul sarzanese Achille Neri (1842-1925), fondatore prima con Ubaldo Mazzini del “Giornale storico e letterario della Liguria” (1900) e successivamente del “Giornale storico della Lunigiana” (1909), cfr. Ubaldo Formentini, Achille Neri, in “Archivio Storico per le Province Parmensi”, nuova serie, vol. XXV (1925), Deputazione di Storia Patria, Parma 1925, pp. XLI-XLIII e Alberto Petrucciani, Neri Achille, in “Dizionario biografico degli Italiani”, vol. 78 (2013).

[25] Cfr. “Archivio Storico per le Province Parmensi”, vol. VII (1907, nuova serie), Deputazione di Storia Patria, Parma 1907, pp. 179-243. Sul pontremolese Pietro Bologna (1833-1909) cfr. Felice Da Mareto (a cura di), Indice analitico 1860-1963, Deputazione di Storia Patria per le Province Parmensi, Parma 1967, p. 140.

[26] Cfr. Archivio della Deputazione di Storia Patria per le Province Parmensi, Cart. 22, Processi Verbali 1895-1917, Anno accademico 1898-1899, Processo verbale dell’adunanza del giorno 21 marzo 1900. Su Giovanni Sforza in relazione agli Statuti di Pontremoli cfr. Giovanni Sforza, Saggio di una bibliografia storica della Lunigiana, Arnaldo Forni Editore, Bologna 1982 (ristampa anastatica dell’edizione modenese del 1874), pp. 39-42: “Pontremoli – a) Pontremuli Statutorum ac Decretorum volumen, Parmae, apud Seth Viottum 1571; b) Miscelanea … Parmae, MDLXXVIII Typis Seth Vioti; c) Constitutiones ac Matriculae DD. Notariorum Pontremuli ec. Mediolani apud Jacobum Picaleam, 1589; d) Decreta … Anno MDCX”.  Cfr. inoltre Franco Bonatti, Giovanni Sforza e gli statuti della Lunigiana, in Stefano A. Benedetto – Francesca Nepori (a cura di), op. cit., pp. 127-134.

[27] Cfr. “Archivio Storico per le Province Parmensi”, vol. XXIII (1923), Deputazione di Storia Patria, Parma 1923, p. XI, “I tornata, degli 11 gennaio 1923”.

[28] Sembra doveroso precisare che, seppur ufficialmente risulti primo Presidente, quando Camillo Cimati commemorò Giovanni Sforza scrisse: “… Era socio della R. Accademia delle Scienze e dell’Accademia della Crusca. Fu Presidente della Deputazione di Storia Patria per le Province Modenesi e di quella nostra; fu Membro della Consulta Araldica e del Consiglio Supremo degli Archivi. …”. Cfr. Camillo Cimati, Il Conte Giovanni Sforza, in “Archivio Storico per le Province Parmensi”, vol. XXIV (1924), Deputazione di Storia Patria, Parma 1924, pp. XVII-XXII in particolare p. XXI.

[29] Cfr. “Archivio Storico per le Province Parmensi”, vol. XXIII (1923), Deputazione di Storia Patria, Parma 1923, p. XV, “IV tornata dei 22 ottobre 1923”. Il Senatore Camillo Cimati morì il 1° febbraio 1945 e venne commemorato in seno alla Deputazione il 30 dicembre 1945 presso una sala del palazzo comunale di Pontremoli. La Sezione di Pontremoli “si era recentemente ricostituita per iniziativa dell’on. Micheli, Commissario per le Deputazioni dell’Emilia”: cfr. “Archivio Storico per le Province Parmensi”, quarta serie, vol. I (1945-1948), Deputazione di Storia Patria per le Province Parmensi, Parma 1949, pp. 9-10: “… indi fu reso omaggio alla memoria dei soci defunti: Sen. Camillo Cimati, già presidente della Sottosezione pontremolese, rievocato con elevata parola dal Comm. Luigi Poletti, il quale formulò anche il voto, accolto da tutti i presenti e fatto suo dalla Sezione, che la preziosa raccolta dei mss. e voll. relativi  alla storia di Pontremoli, messa insieme con tanto amore e lunga fatica dal compianto Senatore, non vada dispersa e sia assicurata alla città e agli studi …”

[30] Si discute della creazione della Sottosezione di Bobbio nella “IV tornata dei 22 ottobre 1923”. Si legge infatti: “… A proposta dell’On. Presidente, si delibera a voti unanimi di sollecitare dal Ministero della P.I. che venga aggregato alla nostra R. Deputazione, mercè la creazione d’una nuova Sottosezione della medesima, il distretto di Bobbio, testè unito alla Provincia di Piacenza”. Cfr. “Archivio Storico per le Province Parmensi”, nuova serie, vol. XXIII (1923), Deputazione di Storia Patria, Parma 1923,  p. XIV.

[31] Cfr. “Archivio Storico per le Province Parmensi”, vol. XXII (1922), Deputazione di Storia Patria, Parma 1922, pp. 25-31.

[32] Cfr. Marco Angella, A Noi!, in Gian Luigi Maffei (a cura di), “La stampa periodica pontremolese tra Otto e Novecento”, Edizioni Assemblea, Firenze 2013,  pp. 95-124. In particolare cfr. pp. 101-102, “Cultura”.

[33] Su Giuseppe Micheli (1874-1948) cfr. Teodosio Marchi, Giuseppe Micheli, in “Archivio Storico per le Province Parmensi”, quarta serie, vol. II (1949-50), Deputazione di Storia Patria, Parma 1951, pp. 37-43; cfr. Giuseppina Allegri Tassoni, “I Presidenti”, in Deputazione, op. cit., pp. 42-44.

[34] Cfr. Giuseppe Micheli. Dalle sue carte ai suoi libri. Mostra documentario bibliografica e fotografica, Biblioteca Palatina, Parma 1999, in particolare pp. 211-228 (“La Giovine Montagna”); cfr. Giorgio Vecchio – Matteo Truffelli, Giuseppe Micheli nella storia d’Italia e nella storia di Parma, Carocci, Roma 2002.

[35] Cfr. Giulio Armanini, La nascita de “Il Corriere Apuano” fra Non expedit, desiderio di partecipazione, conservatorismo cattolico e suggestioni moderniste, in Gian Luigi Maffei (a cura di), op. cit., pp. 129-149; Maria Luisa Simoncelli, “Il Corriere Apuano”. I temi culturali dal 7 settembre 1907 al 31 dicembre 1913, in Gian Luigi Maffei (a cura di), op. cit., pp. 151-157.

L’immagine di introduzione alla pagina è tratta da Wikipedia

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