Dopo una breve malattia si è spento il 19 febbraio 2015 Dario Manfredi. Era nato nel 1941 alla Spezia, città dove ha svolto la sua vita lavorativa e appassionate ricerche storiografiche sulla Lunigiana. Frutto di quegli anni sono i numerosi studi di prevalente carattere archeologico, come Cavità coppelliformi in Lunigiana: cenni introduttivi («Giorna-le Storico della Lunigiana e del territorio lucense», 1975-76); Sull’appartenenza alla preistoria del petroglifo del Monte della Madonna e sull’influenza culturale esercitata dai monumenti megalitici del golfo di La Spezia («Studi Lunigianesi», 1980); Sul numero delle statue-stele rinvenute a Sorano («Giornale storico della Lunigiana e del territorio lucense», 1980-81); L’inumazione seduta in Lunigiana: relitto di riti arcaici o costume relativamente recente? («Studi Lunigianesi», 1982-83); La chiesa di San Giovanni Battista di Rossano ed i culti preromanici nel “Luci (Zeri, Amministrazione comunale, 1983); il volume II tema della maschera umana nella scultura popolare lunigianese. Valli: Teglia, Gordana, Verde e Magriola (Associazione “Manfredo Giuliani” per le ricerche storiche e etnografiche della Lunigiana: Istituto internazionale di studi liguri, Sezione lunense, 1985).
Negli anni Ottanta la scoperta della figura di Alessandro Malaspina, attraverso le preziose carte raccolte da Giovanni Sforza e conservate nella Biblioteca Civica Ubaldo Mazzini della Spezia, determina una svolta radicale negli interessi culturali di Dario Manfredi. Dopo alcuni articoli dedicati al navigatore, esce nel 1984 il volume Alessandro Malaspina dei marchesi di Mulazzo. Le inclinazioni scientifiche e riformatrici, edito dall’Istituto Internazionale di Studi Liguri e dal Centro Aullese di Ricerche e Studi Lunigianesi. Nel 1985 il volume, scritto in collaborazione con la moglie Fiorenza Remedi, Alessandro Malaspina. Studi e documenti per la biografia del navigatore (La Spezia, Accademia Lunigianese di Scienze “Giovanni Capellini”) richiama l’attenzione degli studiosi lunigianesi e degli specialisti di storia delle esplorazioni geografiche. Alla fine degli anni Ottanta Dario si trasferisce con Fiorenza a Mulazzo per dirigere il Centro di Studi Malaspiniani “Alessandro Malaspina”, che fonda e istituisce in collaborazione col Comune di Mulazzo nel 1987. Il Centro ha la sua ricchezza nel patrimonio bibliografico e archivistico che Dario ha collezionato e messo a disposizione degli studiosi italiani e stranieri interessati all’attività del navigatore Alessandro Malaspina. Manfredi, infatti, ha dedicato la sua vita allo studio delle spedizioni scientifiche del Malaspina: ricerche che lo hanno consacrato come uno dei più grandi esperti in tutto il mondo dell’imprese del grande esploratore. Membro della Real Accademia Hispano Americana e di numerose altre istituzioni culturali italiane, ha presentato relazioni in oltre venti congressi internazionali. Apprezzato per la sua instancabile attività di ricerca, Manfredi lascia un centro studi di fondamentale im-portanza per gli studiosi di storia della navigazione e delle esplorazioni geografiche.
La ripresa degli studi malaspiniani in Italia è legata ad una tradizione che in Lunigiana è sempre rimasta viva, ma che negli ultimi decenni si è andata rafforzando grazie agli importanti contributi storiografici del Centro di Mulazzo. La nascita degli studi su Alessandro Malaspina, con i convegni e le pubblicazioni, ha costretto gli studiosi a guardare alla famiglia Malaspina con una ottica diversa dai luoghi comuni di tanta storiografia. In particolare il contributo dato alla storia delle esplorazioni e le vicende avventurose che hanno legato la vita di Alessandro al mondo culturale e politico del suo tempo consentono di rivedere il ruolo che i Malaspina hanno svolto in Lunigiana e nelle varie corti europee.
Alessandro Malaspina era noto per le sue imprese nautiche e, soprattutto, per la grande spedizione scientifica durata cinque anni, attraverso due oceani, alla ricognizione di tutte le coste e, in particolar modo, alla ricerca del leggendario Passaggio a Nord-Ovest, che si pensava mettesse in comunicazione l’Oceano Atlantico con quello Pacifico. I numerosi studi di Dario Manfredi esaminano gli aspetti meno conosciuti del nobile lunigianese e analizzano le sue attività nel campo più strettamente scientifico dell’etnografia, del folklore, della fisica, dell’economia e dell’amministrazione, presentate attraverso documenti inediti. Veniamo cosi ad apprendere che le ricerche del Malaspina e quelle degli scienziati che lo hanno accompagnato nella spedizione avrebbero avuto notevole importanza anche nel campo della botanica e della zoologia, se le relazioni del viaggio non fossero state disperse e occultate per lungo tempo. Occorre ricordare che Alessandro Malaspina, inviso all’entourage del primo ministro Godoy, fu processato e carcerato dietro la speciosa accusa di cospirazione.
Numerosissimi sono gli studi sull’argomento che Manfredi ha pubblicato su riviste di storia locale e riviste straniere specializzate. La collaborazione col Civico Istituto Colombiano di Genova porta al prezioso studio Alessandro Malaspina nella geografia del suo tempo del 1987, col contributo di Gaetano Ferro e la sua scuola universitaria di geografia (in particolare di Ilaria Luzzana Caraci). Nel 1988 esce il volume Il viaggio attorno al mondo di Malaspina con la fregata di S.M.C. «Astrea», con lettere inedite del navigatore a cura di Bruna Reggi, nelle “Memorie dell’Accademia Giovanni Capellini». Proprio da questo fervore di ricerche, di portata internazionale, è sorta l’esigenza di ristudiare i personaggi della famiglia Malaspina che hanno avuto legami col navigatore e che hanno svolto un ruolo di rilievo nella seconda metà del Settecento. Nel 1995 vengono pubblicati gli Atti del Congresso internazionale nel bicentenario della massima impresa del navigatore: Alessandro Malaspina e la sua spedizione scientifica. 1789-1794, a cura di Blanca Sáiz. Ricordo ancora il volume Italiano in Spagna, spagnolo in Italia. Alessandro Malaspina (1754-1810) e la più importante spedizione scientifica marittima del secolo dei lumi, RAI-ERI, 1992. Nel 1999 esce presso il Mulino di Bologna Alessandro Malaspina e Fabio Ala Ponzone. Lettere dal Vecchio e Nuovo Mondo (1788-1803).
Ma la creatura che Dario consegna alla Lunigiana e al mondo intero è il Centro di Studi Malaspiniani “Alessandro Malaspina”, da lui diretto con grande impegno assieme alla moglie Fiorenza. Il Centro conserva importanti depositi documentari, come i Fondi “Ala Ponzone” e “Ximénez” che contengono lettere di Alessandro Malaspina, dell’uffi-ciale cremonese Fabio Ala Ponzone e di altri ufficiali della Spedizione Malaspina, nonché molte carte riguardanti i gesuiti espulsi dalla Spagna nel 1767. La biblioteca è di oltre diecimila volumi, specializzata nella storia della geografia e delle esplorazioni, nella storiografia lunigianese, nella storia del Risorgimento e in Ispanistica. Quest’ultima sezione è stata arricchita da varie importanti donazioni del Ministerio de Asun-tos Exteriores de Espana e dell’ Instituto de Cultura “Juan Gil-Albert” di Alicante. Ma soprattutto il Centro conserva l’importante Archivio Domestico dei Malaspina di Mulazzo, consegnato nell’aprile 1994 da Aurora e Mario Mengoli, con il preciso scopo che fosse riordinato, catalogato, messo a disposizione degli studiosi e che, soprattutto, restasse a Mulazzo.
Giuseppe Benelli, Dario Manfredi e la nascita degli studi su Alessandro Malaspina, pubblicato in “Studi Lunigianesi”, voll. XLVI – XLVII anno 2016 – 2017, edito da Associazione Manfredo Giuliani, Villafranca di Lunigiana
L’immagine di introduzione alla pagina è tratta dal Corriere Apuano del 9.12.2016