UNA DESCRIZIONE INEDITA DELLA LUNIGIANA

di Germano Cavalli

A nostro avviso è degna di interesse la pubblicazione di un documento inedito, senza data, che ha per titolo Descrizione di una parte della Lunigiana redatto all’inizio del XVII secolo probabilmente da un funzionario granducale forse espressamente inviato dal governo toscano in Lunigiana per svolgere una missione esplorativa sul territorio.

Il manoscritto originale è conservato presso l’Archivio di Stato di Firenze e una sua trascrizione fa parte, nella biblioteca del castello di Castiglione del Terziere, di un prezioso carteggio dal quale provengono anche le relazioni dei commissari toscani, relative ai territori di Mulazzo, di Bagnone e di Fivizzano, già apparse, senza commento, sulle pagine di questa rivista per gentile concessione del professor Loris Jacopo Bononi.

Come già detto, il documento che prendiamo in esame è senza data né si conosce il nome di chi lo ha redatto, ma, per l’importanza che riveste ai fini di una precisa collocazione cronologica, sarà opportuno cercare di fissare il momento preciso della sua stesura.

L’autore della Descrizione svolge i suoi uffici sotto il granduca di Toscana Cosimo II de’ Medici (1609-1621) e, tra le svariate notizie che ci fornisce, annota, a proposito del marchesato di Malgrate, che quel feudo da circa tre anni in qua è sotto l’obbedienza di Spagna. Poiché il passaggio dei poteri tra l’ultimo feudatario di Malgrate, il marchese Cesare Malaspina, e la Ducal Camera di Milano avvenne nel 1615, siamo in grado di fissare la data del documento all’anno 1618 o, con ristretto margine di errore, al 1619.

Per quanto si debba incontestabilmente considerare una lacuna, di minor importanza è la non conoscenza del nome dell’autore. Dovrebbe tuttavia trattarsi di uno di quei funzionari che il governo granducale inviava frequentemente in Lunigiana per svolgere missioni politiche in qualità di rappresentanti, di osservatori e di mediatori. Il loro compito consisteva ufficialmente nello svolgere attività diplomatiche e nel comporre le controversie che spesso insorgevano fra i feudatari Malaspina ma, molto spesso, la loro opera era rivolta ad orientare le simpatie delle popolazioni verso la Toscana e a procurare al Granduca feudi e aderenze.

Potrebbe anche trattarsi del notaio bagnonese Lorenzo Sarti, ma, non potendo supporre che un autore possa tanto magnificare se stesso attraverso il documento che redige e, per di più, che ha tutti i crismi della ufficialità, siamo piuttosto propensi a pensare che si tratti di Remedio Bertuccini che svolse, agli inizi del ‘600, funzioni di rappresentante granducale presso i marchesi Malaspina di Mulazzo e al quale si deve, attraverso un’altra vivace e acuta descrizione, una precisa testimonianza dei fatti accaduti in Lunigiana in un periodo poco esplorato della nostra storia.

È infatti molto complesso e confuso il periodo che sta a cavallo dei secoli XVI e XVII. In esso prendono corpo aspirazioni e si manifestano tensioni e fermenti che offrono interessanti spunti di ricerca ai fini di una miglior comprensione delle trasformazioni politiche e territoriali che si verificarono in Lunigiana durante quegli anni, con riflessi non trascurabili anche sul piano sociale ed economico. La fine del ‘500, ma soprattutto l’inizio del ‘600, rappresentano momenti di fermenti dovuti all’intensificarsi della ripresa degli interessi e delle attenzioni che, alla val di Magra, rivolgono contemporaneamente Firenze, Genova e il Ducato di Milano soggetto alla Spagna. Ciascuno di questi stati, aderendo a disegni di espansione territoriale, torna a rivolgere le sue mire sulla Lunigiana e, questa volta, non tanto per motivi di natura strategica e militare quanto per interessi di natura commerciale. Poter esercitare azione di controllo sulle vie che la percorrono e sui traffici che su di esse si svolgono e che, all’occorrenza, vi si potrebbero svolgere, significa rendere più rapidi e più sicuri e sgravati da gabelle i transiti delle merci nel loro percorso tra la Toscana, la Lombardia e l’Europa centrale.

In effetti, sulla Lunigiana, torna a posarsi lo sguardo interessato degli stati potenti e ne scaturisce un conflitto sotterraneo ricco di trame, di maneggi e di colpi di mano che coinvolge, a volte con toni passionali, larghi strati della popolazione. Milano, Firenze e Genova si contendono gli ultimi brandelli di ciò che rimane dell’antico dominio malaspiniano ricorrendo a tutti i mezzi, leciti e illeciti. La Descrizione, come vedremo, a questo proposito, non è avara di esempi.

È soprattutto il Granducato di Toscana che intensifica le sue attenzioni sulla val di Magra con il fine precipuo di assicurarsi il controllo della « strada romana” che la percorre longitudinalmente. In questa ottica di considerazioni, vale forse la pena di riproporre quanto già abbiamo detto in un nostro precedente lavoro. « La continua espansione del porto di Livorno impone uno sbocco terrestre verso la Lombardia e reinserisce la Lunigiana sulla direttrice di commercio Italia centrale – Italia settentrionale in concorrenza al porto di Genova e alle rotte costiere che essa gestisce. In questo quadro, per molti aspetti caratterizzato dal dispendio di energie e di capitali impiegati per l’acquisto di opere e di terre, devono essere tenuti in considerazione i riflessi della grande crisi economica che investì gli Stati italiani nel corso del XVII secolo. Il ristagno di gran parte dei capitali che non potevano trovare collocazione nel settore industriale e manifatturiero in crisi, rilanciò investimenti nel settore agrario e immobiliare dando origine al noto processo di rifeudalizzazione ». La Lunigiana, con una economia basata quasi esclusivamente sull’agricoltura, come altre terre di « marca » risenti di questo processo che, in un certo senso, la rivitalizzò.

Queste considerazioni possono essere utili al lettore per fornirgli una chiave di lettura necessaria per comprendere lo spirito del documento il quale, ammesso che l’autore non sia lo stesso, ha molti punti in comune con la relazione di Remedio Bertuccini del 1605. Al di là della descrizione dei fatti e dei luoghi, in entrambi i documenti si intuiscono chiaramente le finalità e gli intenti politici per cui è possibile escludere che gli autori (o l’autore) abbiano voluto considerare la Lunigiana soltanto sotto il profilo storico-geografico o, semplicemente, per descrivere un itinerario.

Per tornare alla Descrizione, si nota che l’occhio dell’autore, intento come è ad individuare possibili vantaggi e soluzioni favorevoli da proporre al suo governo, si sofferma con insistenza sul tracciato della “ strada romana ». Questa strada, romana nel senso che indica la direzione per Roma, poco più che un sentiero, più adatto alle some che alle ruote, percorsa nel Medioevo da pellegrini, da mercanti e da eserciti, rappresenta ancora la spina dorsale della vallata. Il suo tracciato, punteggiato da guadi e costretto dagli umori del fiume a spostarsi da una sponda all’altra, è ancora una volta il polo di maggior attrazione.

Nel territorio di Filattiera, la strada, attraversando il torrente Caprio, lasciava i possedimenti granducali per immettersi nel Pontremolese. Trova quindi piena giustificazione l’importanza che l’autore annette a quel territorio il quale, oltre a rappresentare il punto più settentrionale del Granducato di Toscana, segna anche il confine non soltanto tra Pontremoli e Filattiera ma tra Milano e Firenze e, di fatto, tra l’Italia settentrionale e quella centrale. Giusto credito trovano quindi le proposte di sbarrare la sponda sinistra dell’ultimo tratto del torrente Caprio con opere di fortificazione da costruirsi in due località prossime al confine. La prima situata tra la Rocca Sigillina, la Magra e Mulazzo (la zona non è più precisamente indicata ma dovrebbe trattarsi dell’attuale Migliarina di Filattiera) in un luogo nel quale già il granduca Ferdinando I aveva disegnato un forte. La seconda nel vicino borgo di Cavallana con l’intendimento di conseguire un duplice scopo: di presidiare la via della Rocca (si torna ad accarezzare un vecchio sogno e cioè quello di riattivare una impervia « via di passo» in alternativa al Cirone) e di concorrere con la prima, in caso di bisogno, al controllo della strada romana per cui rimarrebbe impedito et serrato ogni passo di Lombardia in Toscana et golfo della Spetia in modo che non passerebbe alcuno contro la volontà di S.A.S.

Sempre in questa ottica di attenzioni deve essere considerata la proposta di fortificare il « masso di Groppofosco “ in territorio di Fornoli, dirimpetto a Lusuolo, luogo che ben si presta a presidiare la strada e il sottostante guado della Chiesaccia. Ma le attenzioni maggiori sono riservate a Bagnone, del quale si fa subito notare l’accresciuta importanza tale da giustificare in quel borgo il trasferimento del Capitanato dal vicino castello di Castiglione del Terziere. “ Bagnone –  annota l’autore – terra di fedelissimi sudditi e sede di mercato, potrebbe divenire luogo di passo per la Lombardia, vi si potrebbe impiantare una fabbrica per la produzione della carta e potrebbe divenire centro di magazzini dell’olio e del sale. Dovrebbero essere ripresi i contatti con il governo di Parma per la costruzione di una via di comunicazione tra la Lunigiana e Corniglio ».

Si delinea sempre più la impellente necessità di dare sfogo al commerci toscani e prendono sempre più consistenza i progetti che tendono a realizzare in alta Lunigiana una terza « via del sale “ tra la val di Magra e la val Parma essendo le altre due, quella del Cirone e quella di Linari, rispettivamente sotto il controllo di Milano e di Modena.

Anche sotto altri profili, la Descrizione, che tiene conto di quasi tutte le entità politiche della Lunigiana, offre motivi di interesse e diversi sono gli spunti che potrebbero avviare specifiche ricerche in vari settori. Sono presi in considerazione la fedeltà e gli orientamenti politici delle popolazioni (sulle quali poter eventualmente far leva in previsione di possibili mutamenti di potere), sono con precisione indicati i confini di ogni feudo, gli ordinamenti ecclesiastici e amministrativi, gli uomini eminenti, i luoghi di culto, i mercati, i prodotti di maggior consumo, la consistenza demografica di ogni borgo e di ogni villa, il numero degli uomini abili alle armi. Ci è offerto, in definitiva, uno spaccato oltremodo interessante della società dell’epоса.

L’autore, probabilmente da Fivizzano, che è il centro più importante della Lunigiana granducale e che non è compreso nella Descrizione per essere probabilmente trattato a parte, inizia a descrivere la Lunigiana partendo da Pontremoli, per passare in rassegna, fino a Caprigliola, tutti i luoghi che si incontrano sul percorso della strada romana. Sono poi descritti i paesi situati sulla sponda destra, da Mulazzo fino ai possedimenti genovesi di Sarzana e della Spezia. L’autore indugia con maggior cura sui territori già soggetti al Granducato che, ovviamente, dimostra di conoscere assai bene e mette in particolare risalto la personalità di alcuni “fidelissimi sudditi» che incessantemente si prodigano con tutti i mezzi per la causa toscana. Tra tutti emerge la figura del notaio bagnonese messer Lorenzo Sarti. Seguendo una tradizione di famiglia (il padre Niccolò era stato procacciatore di affari e artefice principale nelle complesse vicende relative ai passaggi dei feudi di Filattiera e di Corlaga dai Malaspina al Granduca) il fidelissimo suddito messer Lorenzo Sarti, complessa fi-gura che sta tra il consigliere influente e l’avventuriero spregiudicato, è l’uomo forte del governo toscano in Lunigiana. Accorto manipolatore delle manovre granducali, partecipa, in veste di protagonista, a tutte le tumultuose vicende del suo tempo. Dissuade il marchese Fabrizio di Terrarossa dal passare dalla parte dell’Imperatore e lo convince a cedere il suo feudo a Cosimo II, può entrare impunemente nella fortezza di Sarzana il cui ingresso è vietato ai sudditi toscani, acquista la Bettola di Caprigliola, luogo di sosta e di passaggio, in prossimità del confine genovese, tiene per sette anni la « cassa» del feudo di Malgrate e tenta di convincere il marchese Cesare, senza eredi, a fare testamento a favore del Granduca, è autorizzato a riprendere i contatti con i rappresentanti del governo di Parma per riprendere in esame il progetto per la costruzione di una strada tra Bagnone e Corniglio, corrompe, infine, il castellano di Lusuolo e impedisce che quel feudo cada nelle mani degli Spagnoli di stanza a Pontremoli.

Maestro nello scuotere (per far cadere tra le braccia aperte del Granduca) governi vacillanti di marchesi spiantati o senza prole o comunque necessitati ad alienare i loro possedimenti, il Sarti, con il denaro toscano, gode di ampia libertà di azione: sobilla, provoca, acquista e conquista. Dietro di lui si sente tutta la forza di Firenze.

Egli agisce al di fuori di ogni schema formale e si ha netta l’impressione che la sua figura sovrasti, per importanza, quella delle autorità costituite costrette, come sono, a svolgere le loro mansioni sul piano diplomatico e, quindi, nel rispetto degli ordinamenti.

Ma, se il Granducato di Toscana, ricorrendo ora ad atti ufficiali ed ora a maneggi più o meno segreti, incise così profondamente sulla vita politica lunigianese, non è da credere che gli altri stati interessati agli  “affari di Lunigiana », il Ducato di Milano e la Repubblica di Genova in particolare, non abbiano fatto ricorso agli stessi sistemi per cercare di conseguire i medesimi risultati e per contrastare i successi della potenza rivale.

Ogni stato si era in pratica procurato aderenze per poter contare, al momento opportuno, sulla fedeltà e sulla dedizione di capi popolo asserviti pronti ad intervenire ogni qual volta si fossero profilate situazioni favorevoli.

Il Berni di Orturano aderente alla Spagna, lo Spadoni di Tresana parteggiante per Genova, Marco Filippo Sarti (quello dei Sarti doveva essere un casato che incuteva paura) famigerato smascheratore della nota congiura di Mulazzo, sono soltanto alcuni dei personaggi che, insieme a Lorenzo Sarti, popolano la scena lunigianese alla fine del ‘500 e all’inizio del ‘600. Essi sono, sebbene con contorni più sbiaditi, i continuatori delle gesta di quel Corrado del Buono da Filattiera, detto Fantuzzo, che tanta parte ebbe, nella seconda metà del XV secolo, nei rivolgimenti di Bagnone e nei fatti criminosi di Virgoletta. L’azione di questi uomini era spesso sostenuta se non provocata da consorterie di famiglie borghesi, alcune delle quali divenute nobili proprio per aver reso questo genere di servizi, che, parteggiando per l’uno o l’altro stato, ricevevano in cambio vantaggi economici, privilegi e privative.

Da un’attenta lettura della Descrizione può emergere, utilmente, un quadro di per se stesso sufficiente a rievocare momenti tormentati vissuti da una società in via di trasformazione, esposta ai soprusi e sottoposta più all’arbitrio che alle leggi, nell’ambito della quale le clientele, le fazioni e le partigianerie riuscivano a scatenare feroci odi di parte tra famiglie e famiglie e tra paesi e paesi, ma che, innegabilmente, attraverso la partecipazione, acquisiva coscienza della propria forza e della propria identità.

Non risulta che il Branchi e che altri studiosi di storia lunigianese abbiano preso visione di questo documento e, a questo proposito, è forse utile far notare come agli storici, portati ovviamente a basare le loro ricerche sui documenti ufficiali, molto spesso sfugga questa documentazione minore che ufficiale non può essere ma che può fornire indicazioni capaci di delineare, con straordinaria efficacia, situazioni e momenti qualche volta imbarazzanti ma certamente autentici e reali.

E, forse, proprio qui sta tutta l’importanza del documento, il suo pregio maggiore, il significato che più degli altri deve essere colto. Si potrebbe obiettare che molti dei suggerimenti proposti e contenuti nella relazione non ebbero un seguito ai fini di una pratica realizzazione non furono costruite fortezze né aperte nuove strade ma lo storico ben conosce che, con l’acquisto di Pontremoli del 1650, il Granducato di Toscana risolse per altre vie e in modo definitivo la questione lunigianese. E, forse, a questa risoluzione contribuirono anche le intuizioni dell’anonimo autore della Descrizione la cui pubblicazione, al di là degli spunti che ci ha fornito e delle sensazioni che è riuscita a trasmetterci, deve essere intesa come un contributo per una miglior conoscenza della storia della Lunigiana agli inizi del XVII secolo.


Germano Cavalli, Una descrizione inedita della Lunigiana, in Studi Lunigianesi, a cura dell’Associazione Manfredo Giuliani per le ricerche storiche ed etnografiche della Lunigiana, voll. VII – IX, 1978 – 1979, Villafranca Lunigiana


Quando il presente lavoro era in corso di stampa, il prof. Loris Bononi molto cortesemente mi informava di aver rinvenuto il titolo completo della relazione che, contrariamente a quanto pensavamo, deve essere attribuita alla penna di Lorenzo Sarti di Bagnone.

Il titolo è il seguente:

Lunga Descrittione d’una parte della Lunigiana fatta da ms. Lor.° Sarti.

Narra, dove è situato Pontremoli, da chi sia governato, quante ville fa e molte altre particolarità. Sicome descrive più Marchesati, ville e castelli tanto di S.A.S. che d’altri con i confinanti. Descrive li monasteri e Chiese e loro entrate, fertilità, strade ed altri particolari.

Descrizione d’una parte della Lunigiana

PONTREMOLI terra nel calce dell’Apenino principale in Lunigiana per il Passo da Lombardia in Toscana, l’una, e l’altra delle quali si dividano dal Ponte chiamato di Nostra (1)…; Nobile per antichità e per la gran copia d’Homini virtuosi nella Teologica, legale, e di Medicina, molti de quali si trovano alla Corte Romana, altri al servizio di più Principi, et alcuni Lettori in Publici Studij.

Patria dell’Ecc.mi signori Cavagliero Antonio Curini et Ecc.mo signor Giulio Cavalli (2); Resta al presente sotto l’obedienza della Maestà Catholica (3). Ha la fortezza dell’anticho Castello Piagnaro dal quale e dominata tutta la terra. In esso risiede un Castellano al governo di quello, et della soldatesca di tutto il Pontremolese.

È governata dal Podestà di Giustizia in Civile e nel Criminale con residenza commoda nel Corpo della Terra nel mezzo di due Piazze. Evi ancora uno Titolato di Referendario salariato di conveniente provisione, dal quale viene alla giornata dato aviso a Millano et in Spagna di quanto occorre del negotio di stato in quelle parti; e d’altre occasioni.

Sonovi quatro Monasteri, de Carmelitani (4) novamente erretto, de francescani osservanti anticho (5), de capuccini moderno (6) et Augustiniani (7) alla Nontiata richa nella quale stanzano per l’ordinario da trenta dua Padri con entrata di vicino a dua milla scuti in tutto l’Anno; Luogo stimato de Belli della Religione, et commodissimo di Habitatione. Fansi quatro fiere l’Anno con gran concorso d’Homini di varie mercantie, due pagante et due libere da gabella (8). Tiene ancora il passo al Golfo della Spetia, et a Bocha di Magra ricevendo vettualie alla occasioni, et dandone da esso alli bisogni. Spaciansi gran’ quantitade di Cuoi da Genoesi, et olii sia in dette fiere, come anco in dua mercati la settimana.

E richa d’entrata in Commune piu d’un milliaio di ducati quali spende in suoi bisogni senza partecipatione di Millano. Tiene un nobile Colleggio di Notari con di molti emolumenti: sono sottoposti al Contado del Pontremolesato quarant’otto Consoli, quali tutti ciascun sabbato della settimana sono obligati appresentarsi avanti il Podesta di Giustizia per refferire quanto occorre dell’officio loro, et sentire quello li viene ordinato.

In tutto fa di questi Consolati ottant’una ville; la maggiore delle quali fa cento fuochi, et la minore dieci.

Pontremoli poi fa ottocento famiglie; sonovi di molte Richezze et Homini di negotij. Al spirituale resta sotto il governo di Sarzana nella maggior parte con un Vicario Foraneo del luogo con buona autorità; Nella minore sotto Burgnato dove e un’ Monastero di Monache (9), Camina la strada Romana et per altre parte di Italia nella sua Giurisdittione sino a due miglie; di dove usciti; s’entra nel principio dello statto del serenissimo Gran Duca di Toscana, dove da Prima si trova un dissegno di fortezza (10) comminciato vivente il ser.mo Gran’ Ferdinando, che sia in gloria.

Quivi potriasi seguitando la fabrica fare un forte simile, per sicurezza dello stato et passaggio di fanteria, al salto della Cervia sopra Pietrasanta di S.A.S. essendo nel mezzo tra la rocha Sigillina verso il settentrione, la Magra, e Mulazzo de signori Malaspina adherenti a quella Altezza (11), posto appresso l’istessa strada Romana, dove poco lontano si fa la guardia per la sanità in tempo del sospetto di Peste da ministri di S.A. Resta nella Giurisdittione di…

FILATERA di S.A.S. Luogo cinto di muraglie di circa… famiglie sopra la strada Romana un tiro di Balestra; dotato di Coline fertilissime et amplissime. Piano, rispetto al Paese, ma da tempo in qua mal trattato dalla inondatione del fiume della Magra. Fa buon numero di soldati devotissimi al servitio di S.A.S. Capo un sergiente, et Caporale vigilanti alle occasioni.

La Chiesa, è Arcipretato matrice di… Chiese parte di S.A.S. parte del Pontremolese, et parte de signori Malaspina (12).

Era Marchesato, et con l’aliuto, consiglio, e vigilanza di m. Nicolo Sarti di Bagnone Padre di m. Lorenzo Sarti, et Avo dell’Arciprete Gio:Battista unico suo figliolo venne all’obedienza di S.A.S. (13) esclusi, et ributati i Pontremolesi apparechiati impadronirsi di quello. Di questo luogo il sopradetto m. Nicolo si hebbe per lettere di S.A.S. patente del Governo in Civille non avendo (offertali remuneratione dal serenissimo Gran’ Cosmo Primo) chiesto altro… che ne fu capo il M. Capitano Antonino Bocca (14)

Sottoposte a detta terra sono le ville di Biglio, Giliana, e Lucignana (15). Per la sua Giurisdittione sulla strada Romana si camina da circa due miglie; arriva il suo territorio sino all’Apenino confinando poi con Parma mediante la Corte di Corniglio.

Finisce col Principio del Marchesato di Malgrato, dal Ponente mediante il fiume della Magra con Mulazzo, Castagneto (16), e Groppolo, comminciando, come s’e detto, mediante il fiume della Cravia col Pontremolese; Nel restante vicina con Cavalana Rocha Sigillina di S.A.S. et verso l’Alpe all’oriente. Ha in detta Giurisdit-tione dua Beneficij (17) semplici di buona entrata posseduti da Homini sudditti a S.A.S.

VILLAFRANCA Marchesato Malaspina luogo di Passo per la strada Romana corrente da Filatera, et da quella distante circa due miglie tramezandovi un pocho della Giurisdittione di Malgrato sino al fiume della Magra. Ha il Castello di Malnido così anticamente chiamato, di buona habitatione, fa circa 157 famiglie, senz’alcun’altra villa; Intorno al quale scorre il fiume della Magra dal quale veria spiantato in breve tempo, se dal’impeto del fiume del Bagnone, che quivi finisce, per l’opposito non fosse ritenuta.

Vi e un Monastero de Padri Zocholanti (18) pocho fuori d’essa terra.

Cinta di muraglie all’anticha per le case congionte. Fa due Cure d’Anime (19), Confina con Castevoli de signori Malaspina, Filetto villa di Malgrato, con Virgoletta de Malaspina unita ad essa, con Fornolo, e Lusolo di S.A.S.

FORNOLO statto di S.A.S. fa da circa… famiglie, con una torre antica (20) dentro della quale si conserva monitione da alcuni Anni in qua d’ordine di detta Altezza. E dotato di buoni vini e frutti; vicino a un miglio alla strada Romana verso ponente sua giurisdittione.

Fassi la Mostra de soldati di S.A.S. per la Banda di Castiglione del Tertiero nel luogo Chiamato Groppo fosco.

Capo d’essa, e, il Molt’Illustre signor Capitano Attilio Paragini (21) senese vigilantissimo et molto esperto nel servitio di S.A.S. come anco amatissimo da tutta la soldatesca sottoposta al suo governo.

Quivi resta una Chiesa distrutta (22) eccetto le muraglie, al presente goduta da signori Canonici della Cathedrale di Sarzana con terreni a rendita di trentasei ducati l’Anno. Hoggi venderebbano detta possessione con proposta all’Arciprete Sarti.

Poco lontano sopra la strada Romana, et in detta Giurisdittione evi un’ Masso (23) eminene di mostra Considerabile per farvi un’ forte, corrispondente per in…, questo, di qua dal fiume della Magra a linea transversale con la fortezza di Lusuolo di là da Ma gra.

Confina per di sopra con Villafranca ad esso lontana da circa due miglia, Virgoletta, e, Monti verso oriente tutti di Signori Malaspina et un Poco con Tregiana mediante il fiume della Magra, nel restante confina con Castiglione del Tertiere, Lusuolo, et Terra Rossa tutti di S.A.S.

Per la strada Romana in detta Giurisdittione si cammina da circa tre miglie quale finisce s’entra nel territorio di:

TERRA ROSSA di S.A.S. luogo di Passo per la strada Romana da Pontremoli, et Bagnone posto in bellisismo et fertilissimo Piano, P. esso Novello (24) del serenissimo, et Invittissimo Gran Cosmo secondo Medici, con un Principio di Nobilissima Fabrica habitabile (25) per la metà, l’altra imperfetta ma però fondata, et eminente di vaghissima prospettiva, con una Piazza contigua alla Porta Castellana.

Quivi d’interno sono nobilissimi Giardini, di non minore delettatione per le qualità del Paese, de i famosissimi Romani et di grandissima valuta, pieno di molte sorte d’Arbori di frutti, et vini delicatissimi de quali ne resta padrone S.A.S. anco nella proprietà (26)

Evi una Chiesa (27) Membro dell’Abbatia dell’Avula de signori Centurioni nella quale da un capellano amovibile viene solo celebrata Messa le feste et altri giorni, et alli infermi aministrato l’olio santo, nel resto delle att… alla Cura, non vi si Battezza alcuno; per non essere consacrata non vi si seppelliscano i morti. Se ivi si facesse Cura d’Anime libera, et fosse separata senza alcuna recognitione dalla predetta Abbatia; saria utilissimo a quei popoli Novelli, devotissimi a S.A.S.

Per non essere detta Abbatia sottoposta nel spirituale ad alcuno salvo che a Sarzana per li olii santi, come dicano, saria ancora… libera., et disusandosi dall’Abbatia si potria fare Priorato da se stesso senza recognoscere alcuno salvo il Papa.

Ha sue Ville Borgonovo, Costa mara (28), et altre, fa in tutto da 50 fuochi. Confina con l’Aulla, Podenzana, Monti, Olivola, et un pocho Tregiana mediante la Magra; Nel resto con Richò, e Fornolo di S.A.S.

Era luogo di Dieta segreta de signori Marchesi Malaspina et stimato la chiave di tutto il loro statto. Corre per la strada Romana più d’un miglio e mezzo in circa.

Volendo il sig. Marchese Fabricio, Padrone all’hora di Terro Rossa, andare alla Corte dell’Imperatore, con destrezza fu disuoso, et inanimito voltarsi alla serenissima Altezza del Gran’ Ferdinando con l’Adherenza, da m. Lorenzo Sarti quale proposta con lettere all’Illustrissimo Monsignor Putto, et all’Illustrissimo signor Caval… Vinta (29) di memoria, fu conclusa in brevissimo tempo di ditti sette giorni chiamati da quella Altezza detto Signor Marchese Fabricio seco condotto m. Gio: Antonio Rossi, et detto m. Lorenzo Sarti.

Causa donque in bonissima parte detto Sarti devotissimo suddito, se per la prudente adherenza da lui messa in pratica, et poi conclusa, e venuto il serenissimo Gran’ Duca per compra Padrone di Terra Rossa. Nella quale il giorno di s. Giovan’Battista si fa una fiera.

AULLA de signori Centurioni Genoesi luogo Cinto doppiamente cio, e, dalle Arte per le mure cintante, et dalla Natura per il fiume della Magra da una parte, et dall’altra la Vullela.

Passava gia la strada Romana per mezzo di quella frequentata, et insieme col Passo di Lombardia da Rigoso per Linari di S.A.S. ma da venticinque anni in qua resta smenbrata dalla strada nuova et piu facile di Podenzana di rimpeto all’Aulla.

Ha per di sopra dominante una fortezza chiamata la Brunella gia fondata dal signor don Giovanni de Medici di felice memoria, fornita hoggi di Artegliaria, et tirri, fa da 100 fuochi.

Per la strada Romana resta confinante, et nel mezzo alli stati di S.A.S. mediante Terra Rossa, et Caprigliola.

Di sopra circa due miglie evi il Castello di Bibola membro dell’Avula confinante con Caprigliola di S.A.S. et altri.

Ha l’Abbazia governata da un’ Vice abbate con Cura d’Anime alla quale sono sottoposte alcune chiese in spirituale.

CAPRIGLIOLA di S.A.S. sopra la strada Romana Cinta di fortissime muraglie dal primo Gran Cosmo Medici con una sol Porta. Ha le frontiere alla moderna, et la torre dentro vi tirri con monitione d’ordine del Gran’ Ferdinando.

Tienvi fosse la prima che venisse alla obedienza di Fiorenza in Lunigiana (30). Ha Giurisdittione grande, vini olei, et altri frutti buoni, et di commoda quantità. Gode dell’Aere maritima.

Sono in detto luogo Homini d’Animo, devotissimi a S.A.S., soldati di valore, sotto il governo d’un Alfiero, sergente, e Caporale vigilanti nel servitio di S.A., fa da circa 150 famiglie soldati circa 80.

Descendendo da Caprigliola alla strada Romana si giunge al fiume della Magra contiguo all’Anticha Hosteria della Bettola luogo bello, commodo, et capace per i Muli grossi che vanno a… tra li altri che si trovano da Luca a Millano pochi giorni sono acquistata da m. Lorenzo Sarti da Bagnone di dove caminando un’ terzo di miglio per detta Giurisdittione et pocho lontano dall’Hosteria di detto Sarti, si arriva al principio dello statto di signori Genoesi nel Castello chiamato santo Stefano.

La Causa per la quale fu fatta la fortezza di Caprigliola dal Gran’ Cosmo Primo non si puole mettere qui in scritto, volendosi sapere si dirà a S.A.S. essendo cosa di statto. Et luogo respondente al Castello d’Arbiano di là del fiume della Magra di S.A.S.

Qui lasciando lo scrivere tornerò al Nominato Castello della Rocha Sigillina confinante col Pontremolese.

ROCHA SIGILLINA di S.A.S. Ha un Castello fortezza, fondato in masso vivo isolato con una bella maniera dentro, e fuori, forte, di difficillissima strada ad essere batuto, come anco minato, fa da circa 100 fuochi. Ha sue ville… unito ancora alla Cura, et Cavulana (31) cura separata ma di buona entrata.

Cavulana del Beneficio quest’Anno da d’entrata 300 ducatı. Ha in popolo solo circa 18 famiglie.

Rettore al presente Don Giacomo Antonio Berni da Orturano villa di Malgrato stato di Millano et tenuto tentro intelligenza con i ministri de M. cathol. per i negotij del Paese.

Per riscontro di questa fortezza della Rocha et del nuovo principiato forte di Filatera rispondente a Mulazzo.

Si potrebbe con pocha spesa fare un forte quivi a Cavulana eminente il quale con la fortezza della Rocha, fosse principiato sotto la Cravia in quello di S.A.S. sopra nominato, et Mulazzo resterebbe impedito, et serrato ogni passo di Lombardia in Toscana, et Golfo della Spetia in modo che non passerebbe alcuno contro la volunta di S.A.S.

MALGRATO Marchesato da circa tre anni in qua sotto l’obedienza di Spagna (32) Castello antico di commodo aspetto per di fuori, ma dentro di residenza non bella. Ha sue ville Orturano, Hirola (33), Canale, Mochorone (34), et Filetto terra murata tiene il Piano spacioso et fertile circondato da tutte le parti dalli statti di S.A.S. eccetto verso Virgoletta, et Villafranca con Groppolo, ma tutti questi tre pocho et mediantevi il fiume della Magra, vicino Bagnone un miglio.

Hannovi li Bagnonesi molti acquisti in tererni e possessioni formate; sonovi cinque cure (35) d’entrata tutte commode con buona Giurisdittione, vicina per da Orturano circa un terzo di miglio.

Di questo Marchesato ne tenne in Cassa per lo spacio di sette Anni il sopradetto m. Lorenzo Sarti con testamento in scritto per il quale a contemplazione d’esso Sarti, et del continuo trattare dell’Arciprete Don Gio:Batta Sarti suo figliolo, il marchese Cesare di Malgrato ultimamente morto ne havea fatto herede S.A.S. con alcune condittioni note al signor Ceola l’Anno 1606 a 1 Agosto non effettuate per colpa come si crede di m. Gioanni Berni da Or-turano, et di Don Giacomo Antonio suo fratto hora rettore di Cavalana sopradetta per lettere scritte al Conte di Fontes (36), et quello scrivesse all’Illustrissimo signor Arcivescovo Putto in pregarlo dissuadere la pratica a S.A.S. dell’adherenza con detto Marchese et devolutione per heredità del detto marchesato, di modo che S.A. ha perso Malgrato cio, e, avenuto, come si tiene, per caosa di detti Berni non ostante venissero i sudditti volentieri sotto lo statto di S.A.S.

TRESCHIETTO de Malaspina Castello di tre Communità, cioe Treschietto Vico, et Hera (37) confina da tutte le parti con li statti di S.A.S. eccetto su l’Apenino con Parma Luogo di Montagna ma pero alquanto Ameno; Ha tre fiumi copiosi di trotte, et nell’Alpe sonovi laghi Bellissimi: da vedere il tempo dell’estate, uno de quali, e chiamato il lago santo.

Di questo Marchesato m. Nicolo’ Sarti Padre del m. Lorenzo opero’ che il signor March. Pompeo Vecchio in defetto di linea mascolina d’esso, et del signor March. Gio: Lorenzo suo Nepote il serenissimo Gran Cosmo primo ne restasse Padrone come per patto, desiderando da quella Giurisdittione per diritta linea si giongia (38)

BAGNONE Castello Antico altre volte chiamato Gottola fa da molte famiglie. Ha il Borgo largo, et di Bella vista cinto di Portici comodissimi per ridotto della Pioggia; sonovi d’interno e per la terra Boteghe di varie Arti; favisi il lunedi un Bellissimo Mercato con numeroso concorso di genti; spaccio di gran quantità di vettovaglie, metropoli di quel Paese, intorno percio a sei miglia e piu da alcune parti. Ha il fiume di gustevole vista nomato il Bagnone corrente sino a Villa franca; Rende di molte trotte con altri pessi buoni; sonovi Dottori in legge Canonica Civille, et Arte Medicina, Patria dell’ecc.mo signor Gio:Batta Cartegni Lettore in Pisa, et del fidelisismo sudditto di S.A.S. m. Lorenzo Sarti.

Tiene Cinque Ville Compione, Mochognano (39), Colesino, Hezzana (40), et Corlaga di vaga giurisdittione tutte.

Era Corlaga de signori Marchesi Moretto, et Hippolito, et al tempo del primo Gran Cosmo, m. Nicolo Sarti Padre di m. Lorenzo Sarti per essere loro parente, cugino, condusse detti signori a Fiorenza facendo donatione del feudo di Corlaga per opera di detto Sarti al serenissimo Gran’ Cosmo predetto del quale ne resta stipendio ancora ne figlioli del Marchese Hippolito l’altro l’estinse (41).

Potrebesi Bagnone fare luogo di Passo da Lombardia in Toscana facilitando la strada remanente ma non esercitata dell’ Alpe Apenina si come piu volte s’e ricorso a S.A.S. essendo piu breve della di Pontremoli in Lombardia, piu sicura, piu vicina da una terra, o, luogo all’altro, di minore Gabella corrispondente per fine a Terra Rossa, fabricavansi pochi Anni sono in quatro Concie i Cuoi di grandissima utilita al paese, et vi risedeva la Dogana del sale per S.A.S.

Tiene una sol cura nella Parochiale (42) della quale resta una Crocetta ripiene di santissime reliquie venuta anticamente da Gierusalem.

Patria Parimente della Nobile Casa de Signori Nocetti Bisnipoti del gran’ fedel signor Pier Francesco Nocetti appresso il Re Christianissimo e del signor Cavaglier Pier Antonio Brusati per nascita.

Sonovi benestanti et di commode richezze maggiormente s’accrescerebbe se si facesse luogo di Passo come di sopra s’e detto, et dal Sarti m. Lorenzo con Agenti di Parma s’e trattato d’ordine de ministri di S.A.S. ma non effettuato. Hora si farebbe se fosse commandato da S.A.

Si potria in detto luogo fabricare la Carta, et haver il transito del oleo per Lombardia con maggior’ espedittione di Pontremoli.

Sopra di quello resta il CASTELLO DI PASTINA di S.A.S. posto in Colina di spaciosa prospettiva, et (vista?) gratissima. Comfina Pastina da ogni Parte con li statti di S.A.S. come anco Bagnone eccetto verso Orturano da circa un terzo di miglio.

CASTIGLIONE DEL TERTIERO di S.A.S. luogo delle Residenze del Capitano di Giustizia, se bene piu converebbe a Bagnone per commodita, Ha alla sua giurisdittione non dico di tutto il Capitanato, ma della Podesteria la Pieve santi Hippolito e Cassiano, Lusana Cassolana, Greciola, la Rotta, Corvarola, et Fornolo sopra nominato confinante, tutta la Podesteria predetta, con Liciana, Monti, Virgoletta, et Villa franca de Malaspina nel resto con li statti di S.A.S.

La Pieve Santi Hippolito e Cassiano ha suo Arciprete Gio:Batta Sarti dell’una e l’altra legge Dottore, Cittadino di Reggio et apparentato nelle Nobil Case de Malaspina, e Nocetti; Resta detta Pieve anticha et Nobile creduta arcipretato della Cathedrale di Sarzana, confina la sua giurisdittione con Nove Communita, et in parte con Bassano (43) statto di Modena.

Tiene homini laboriosi per scarsita nell’Agricoltura et Devotissimi a S.A.S. tiene parimente Castiglione sopradetto un Convento (44) membro della s.ma Anontiata di Fiorenza frequentato da Devoti; et di Bellissima vista. Oltre l’Amenità dell’Aere. Distante da Bagnone circa un miglio, e mezzo.

Passiamo voltandosi trattare del Marchesato di LICIANA de signori Malaspina luogo di Passo per Lombardia corrispondente per in alla Tavernella luogo anc’egli di Passo et statto di Modena, sopra della quale resta per quatro miglie l’Abbatia di Linari di S.A.S. strada continuata per Rigoso a Parma, a Reggio, et altrove senza le quali non si puo passare in Lombardia lasciati Varzano (45) Castello con Ripola, Polla(46), et Taponecho (47) tutti di Mo-dena in luoghi alquanto aspri l’inverno.

Liciana donque terra buona fertile di oleo, et vini ha suoi Panicale, Braia, Monticello, Boscarozzo, Porcile, Groppo, et il Piano castello con Mulesana (48). Comfina, con Varzano di Modena, la Bastia, et Monti de Malaspina nel resto con li statti di S.A.S.

Lontano da Circa un miglio e mezzo per in giu si Camina al Castello di Monti di Simone.

MONTI de Malaspina Padroni il signor di Podenzana, Compasino (49), giace in bellissima prospettiva con residenza ampla, et nobile spacioso di terreni, et dotato assai bene dalla Na-tura in frutti, e… ha sue ville Campo di Contro (50), et altre. Confina con la Corvarola, Fornolo, et Terra Rossa di S.A.S. nel resto coi signori Malaspina Liciana, Olivola, e Palarone (51). Resta vicino all’Aulla tre miglie. A Terra Rossa due miglie in circa.

Si lascia OLIVOLA, PALARONE, BIGGIOLO (52), et altre ville come piu a proposito verso il Capitanato di Fivizzano si come ancora si sono lasciate nove ville del Capitanato di Castiglione del Tertiero delle quali meglio si potrà discorrere descrivendo Fivizzano, et suo Capitanato.

Non scordandomi il restante delle Castelle di la dal fiume della Magra lasciate dalla descrittione di Pontremoli rimane dirimpetto alla Rocha Sigillina verso settentrione; il CASTELLO DI MULAZZO verso Ponente de signori Malaspina altre volte annesso al Castello di Castagnetolo (53), Cassiana (54), et Buzzatica (55) hora del Pontremolese, et il Palazzo di Pozzo de signori Malaspina; ha nella sua Giurisdittione Mulazzo il Beneficio di S. Maria del Monte d’entrata un Ducato il giorno. Bellissimo Piano, et confina con Castagnettolo pocho distante, con Filatera di S.A.S. mediante il fiume della Magra, con altre, et in particolare con

GROPPOLO Castello feudo di S.A.S. investito nel gia signor Giulio Sali Genovese (56). Tiene per anco S.A. all’obedienza i soldati arolati nella sua Honoratissima Banda, et il Sale.

Ha monti e piano fertilissimi un Beneficio semplice di 200 Ducati l’Anno d’entrata. Confina con Filatera mediante il fiume della Magra con altri, et con Castevoli.

CASTEVOLI de signori Malaspina Castello alla moderna (57), et commodo di habitatione ha sue ville Fora, Fontasacha (58), RiRazo (59), la Pieve, et un Conventino di Padri zocholanti (60); Comfina con Lusolo e sue Ville di S.A.S. Villafranca et altri.

E TRESANA ancora Tresana de signori Malaspina adherenti a Milano (61) con la guardia spagnola.

Castello assai forte sono sue Ville Lorenzana, Groppo Catezolo (62), Caregiola (63), Fontarodo (64), Pope (65) et altre con Barbarasco in Piano.

Confina con Castevoli, Richò, e Lusuolo, et di sopra con Giovagallo di Spagna. Verso la Magra con Fornolo e Terra Rossa.

GIOVAGALLO statto di Spagna ha sue ville Bigonza, Armaredo (66), Rovaro (67), f…desanta (68), Alla Via, e Bollo (69), stavi la guardia spagnola.

LUSOLLO Statto di S.A.S. (70) fortezza moderna (71) in Lunigiana con Artiglieria e tirri nobilissimi con il Pressidio di piu soldati Capo, et Capitano il sopranominato molt’Illustre signor Capitano Attilio Parigini.

Resta in Bella Prospettiva, Domina i Viandanti et strada Romana (72); Ha sue Ville Turatola, Capolo (73), e Canossa.

Homini devoti a S.A.S. luogo di bonissimi Vini e frutti, Confina col Marchesato di Castevoli, Villafranca, Villa Tresana (74), et con Richò statto di S.A.S. di la dal fiume della Magra con For-noli.

RICHO di S.A.S. (75) Castello Ha sue ville Circè (76), Tassona-ra (77), Canale et altre confina con Podenzana, et Terra Rossa. Ha il Piano, et Collina Homini Richi, et devoti a S.A.S.

Doppo l’haver havuto il Gran’ Francesco Medici Lusollo, e Richò con Giovagallo, I Pontremolesi con strattagema, e col mezzo del Marchese Hercole, si tacciano altri, entrorno in Lusollo dove dipinsero l’Arme del Re, m. Lorenzo Sarti cio inteso destramente con il luogo tenente della Banda di Bagnone ando a Lusollo portando secco, detto m. Lorenzo, cinquecento ducati per inanimire quelli homini all’Altezza serenissima di Fiorenza, parte quali andorno a Fiorenza et parte con il luogo tenente entrorno in Castello, da questa attione restò Lusollo di S.A. et Richò col mezo del Rettore di quel luogo Amicissimo di detto Sarti similmente a S.A.S. Giovagallo fu ritenuto, benche indebitamente, da spagno li (78)

Resta tra la Giurisdittione di Lusollo, et Richo in Piano una goletta del Territorio et Marchesato di Tresana nominata Barbarasco dove appare un Principio di fortezza della quale viene tramezzato il libero transito per lo statto di S.A.S. da Lusollo a Richò, et e concurso.

PODENZANA de signori Malaspina posta in Colina Amena et Aperta tiene piu ville, buon vino, et olio, il Passo della strada Romana a Piedi del Colle alla mostra sempre del fiume della Magra con quivi una Hosteria, et Gabella; Ha una Devotione della s.ma Vergine Maria chiamata la madonna di Gazzo, Confina con Richò, con Arbiano (79), et Terra Rossa di S.A.S. con Bollano de signori Genoesi, e con Aulla mediante il fiume della Magra tocha ancora con Caprigliola di S.A.S.

ARBIANO di S.A.S. (80) posto, dicesi, nel mezo di Lunigiana Castello Antico fidelissimo a S.A. capo un sergiente e Caporale per a soldatesca nel Civille, come anco a Caprigliola, giudice ordinario il Console. E Posto in Colinetta Amena vago di frutti, et vini buoni insieme con olei delicatissimi.

Sonovi religiosi, Habitanti però in Città, et particolarmente per la gran’ fedeltà da memoria d’Homini in qua restano delli d’Arbiano, et Stadano (81) una Villa governatori nel tanto Nominato Convento di Parma. Confina con Bollano et mediante la Magra fiume con Caprigliola di S.A.S. e san’ Stefano de signori Genoesi.

Dovrei qui descrivere piu terre dello statto di Genoa sottoposte al Capitanato della Spetia, et Commissariato di Sarzana come anco il Marchesato di Madrognano (82) de signori Malaspina con altre terre lasciole, bisognando, per dare a loro volta raguaglio se sara a gusto.

SPETIA terra Murata de signori Genoesi sul Golfo di Marina. Ha forti, et fortezza, risidenza del Capitano di Giustizia numerosa di Popolo, et ministro della soldatesca, Convento de Padri Capu-cini, Augustiani, et francescani con uno di Madre Monache Concorsario di Varij Paesi genti d’ogni negotio. Celebrasi quivi il sinodo Diocesano della Diocesi di Sarzana quale resta di trecentosessanta Campanili Curati oltre i semplici, et regolari.

Da una parte è circondata da Colline fertilissime benche sia murata alla Moderna, et dall’altra dal piacevole Posto del Mare.

Si dimostrano i spezini molto affettionati a S.A.S. per essere molti de loro in servitio attuale delle Galere di S.A.S. e per S.utilita riportano dal Corso di dette Galere in essere salvati da Turchi.

SARZANA Citta de signori Genoesi Murata d’intorno, fornita di Arteglierie, Guardata da Tedeschi con Gran Gelosia.

Ha una sol Porta quale con gran’ Ponpa sera, e matina s’apre, e, chiude; E Commissariato un Ministro de Principali signori Genoesi; quasi tutti col Bracio Regio nel solo Anno del loro Commissariato.

Ha una citadella (83) dentro con soldati il Castellano della quale per un Anno che serve non puole uscire; serve da fortezza per custodia de Carraresi Criminalmente et per diffesa della Città.

Sopra Sarzana sta la fortezza di Sarzanello ben fornita, et governata da soldati capo un’ Castellano senza anc’egli potere uscire di quella per un’ Anno continuo che serve.

Sudditti al serenissimo Gran’ Duca di Toscana non ci entrano et pero per tali sono cognosciuti. Per Amicitia ci entrò una volta m. Lorenzo Sarti e vede…

Fu fondata questa fortezza dal Generoso Carlo Tornaboni No bilissimo fiorentino. Dentro della quale appresso il Maschio apparse l’effigie, et statua del detto à Cavallo col Nome suo a mano destra. Da pochi Altri veduta fuor che dal Sarti come sopra.

Fa una sol Cura d’Anime. Ha quatro Monasteri (84) di religiosi dua dentro e dua fuori, Uno di Monache (85).

Resta sopra Luna Cità antichissima distrutta. Che per cio viene intitulata diocese di Luna, e Sarzana. Sotto della quale da circa quatro milia lontana, e, una Chiesa distrutta di santa Croce di dove parti la miracolosa santa Croce di Luca.

Ha il Vescovato novamente restaurato con belissima maniera tra l’altro con la descrittione dipinta in sala grande di tutte le Pieve et Chiese Curate con i Beneficij semplici della Diocesi ma prima le Abbatie, e Priorati: et sopra intorno i Pontefici, Cardinali e Vescovo statti di detto Vescoato sino al Presente Monsignor Illustrissimo, e, Reverendissimo signor Gio: Batta Salvago. Che Nostro Signore mantenghi et guidi a maggior Grandezza per salute sua e del Gregge suo. Insieme col serenissimo et invittissimo Gran’ Cosmo secondo Medici Gran’ Duca di Toscana mio Signore, e. P.ron unico Collendissimo.

Eramo scordato

VIRGOLETTA Castello Moderno (86) de signori Malaspina annesso in Parte à Villafranca col quale attiene.

Resta in sitto commodo Ameno vicino al fine del fiume del Bagnone tiene con esso confinante Castiglione del Tertiero col quale pende lite (87) per Giurisdittione indivisa et per essa tra le altre ne fu l’ottobre passato da S.A.S. Commissario per visita oculare l’eccellentissimo signor Sebastiano… segretario di Consulta, et veramente devotissimo a S.A.S. si come si vidde in effetto di molta sua fatica, et desiderio per l’Accomodo tra li di Castiglione e Vir goletta. In simile nobilissimamente procurò l’Illustrissimo Signor Marchese Mamfredo (88) figlio del tanto … a S.A.S. signor Marche se Bernabò di felice memoria.

Fa da 85 famiglie. Mediante il fiume del Bagnone comfina con il Marchesato di Malgrato. Nel resto con Nezzana Villa di Bagno ne, et con la Pieve (S.S. Ippolito) e Casciano di S.A.S.


                                                                                        

(1) La parola che segue è illeggibile. Sembrerebbe che l’autore volesse riferirsi al ponte di Nostra Donna nel centro di Pontremoli. Ma se così avesse inteso avrebbe commesso un’inesattezza perché il confine tra il Pontremolese e il Granducato di Toscana, come del resto lo stesso autore ha avuto più volte occasione di ribadire, era segnato dal corso del torrente Caprio e il ponte in questione era quello di S. Maddalena presso Scorcetoli.

(2) Naturalmente l’autore, tra i tanti, cita soltanto gli uomini eminenti che appartenevano a famiglie aderenti alla politica del Granducato alla quale aderivano anche gli Orsi e i Ruschi. Nella relazione di Remedio Bertuccini, di qualche anno prima, sono citati anche i Costa e i Reghini che parteggiavano per Milano.

Cfr. Remedio BERTUCCINI, Relazione del negotio di Mulazzo et altre considerazioni intorno alli Signori Marchesi Malaspina aderenti al Serenissimo Granduca di Toscana, in Studi Lunigianesi, vol. IV, 1974, Associazione Manfredo Giuliani, Villafranca Lunigiana.

(3) Infatti Pontremoli era passata dai Fieschi a Carlo V nel 1547 e da questi ai Re di Spagna come Duchi di Milano dal 1547 al 1647.

(4) I Carmelitani erano venuti a Pontremoli nel 1605 e presero possesso del Convento del Carmine, poi adibito ad ospedale, nell’anno 1608..

Cfr. Nicola ZUCCHI CASTELLINI, Pontremoli dalle origini all’Unità d’Italia, a cura dell’associazione Amici del Campanone di Milano, Artigianelli, Pontre-moli, 1976.

(5) La fondazione del Convento di S. Francesco risale alla prima metà del XIII secolo. L’edificio venne ampliato e ristrutturato nella seconda metà del XV secolo.

Cfr. Pietro FERRARI, la chiesa e il Convento di S. Francesco di Pontremoli Pietro Rosi editore, Mulazzo 1974.

(6) I Cappuccini erano stati chiamati a Pontremoli nell’anno 1577 e nel 1584 iniziarono la costruzione del loro convento in località S. Lazzaro. È certamente questo l’edificio al quale si riferisce l’autore perché la costruzione di quello attuale, che sorge sul poggio che sovrasta la chiesa di Santa Cristina, ebbe termine soltanto nell’anno 1652.

Cfr. Nicola ZUCCHI CASTELLINI, op. cit., pag. 161.

(7) Gli Agostiniani erano venuti a Pontremoli nell’anno 1474 a prendere in custodia il Santuario della S.S. Annunziata la cui costruzione era stata portata a termine dalle maestranze di Martino da Lugano nel 1480. Cfr. Nicola ZUCCHI CASTELLINI, op. cit., pag. 160.

(8) Le fiere esenti da gabella, nelle quali le merci introdotte non pagavano dazio, erano espressamente istituite per richiamare una maggior affluenza di venditori e di compratori e per accrescere il prestigio e l’importanza della piazza mercantile.

(9) Si tratta delle monache Agostiniane che presero possesso del convento, sorto in località S. Pietro, giurisdizione del Vescovo di Brugnato, nell’anno 1514. Cfr. Nicola ZUCCHI CASTELLINI, op. cit., pag. 160.

(10) È il progetto di fortificazione al quale si accenna nella introduzione. Per quanto non ci sia pervenuta nessuna documentazione in proposito, si ha motivo di ritenere che le tracce della primitiva fortificazione debbano essere individuate nell’importante caseggiato che si trova, sotto strada, nei pressi della foce del torrente Caprio, a Migliarina di Filattiera.

(11) Il marchese G. Cristoforo, padrone della metà di Mulazzo e di Parana aveva stipulato accomandigia con il Granduca di Toscana nell’anno 1575.

(12) L’autore si riferisce alla Pieve di Sorano alla quale erano ecclesiasticamente sottoposte diverse chiese situate in territori politicamente soggetti a signori diversi.

(13) L’autore si riferisce ai fatti accaduti nel 1549 allorché il marchese Manfredo Malaspina, minacciato dal Marchese del Vasto e in lite con il Senato di Milano, fu costretto a cedere il feudo di Filattiera a Cosimo de’ Medici. Cfr. Eugenio BRANCHI, Storia della Lunigiana feudale, vol. III, pag. 77.

(14) Era il luogotenente generale delle armi toscane in Lunigiana. Prese possesso del feudo di Filattiera per conto del duca Cosimo nel 1549.

 (15) Lusignana.

(16) Castagnetoli.

(17) Si tratta dell’Ospedale di S. Giacomo d’Altopascio e del Monte di Pietà entrambi situati nel borgo di Filattiera.

Cfr. Pietro FERRARI, L’Ospedale di Selva Donnica e l’Ospedale di S. Giacome di Altopascio di Filattiera, Giornale Storico della Lunigiana, anno XIII, fasc. II, C. Cavanna, Pontremoli, 1923.

(18) E il Convento di S. Francesco fondato nell’anno 1525 dal marchese Bartolomeo Malaspina di Villafranca.

(19) Sono le parrocchie di S. Niccolò e di S. Giovanni Battista. (20) Era una costruzione, ora diruta, che sorgeva nel centro del borgo. Il rudere è, tutt’oggi, denominato castello. (21) Il capitano Attilio Parigini era il Governatore delle Armi toscane in Lunigiana e risiedeva a Lusuolo. Cfr. E. BRANCHI, Storia della Lunigiana feudale, vol. III, pag. 784. (22) E’ l’antica chiesa di S. Maria Assunta volgarmente denominata Chiesaccia.

(23) E l’asperità rocciosa, denominata Grotón, che sovrasta la limitata radura di Groppofosco sulla quale sorge la chiesa di S. Maria Assunta.

(24) Se, come presumiamo, la descrizione è del 1618, è ben vero che il feudo di Terrarossa rappresentò, per il Granduca, un possesso novello, poiché Cosimo II dei Medici lo acquistò, per 24.000 scudi, dal Marchese Fabrizio Malaspina nel 1617.

(25) Si tratta del castello di Terrarossa, imponente costruzione iniziata, con grande dispendio di mezzi, dal marchese Fabrizio e mai portata a termine.

(26) E’ evidente l’intendimento encomiastico dell’autore il quale, con dovizia di particolari, magnifica l’ultimo acquisto del Granduca.

 (27) E’ la chiesa di S. Giovanni Battista soggetta all’Abbazia di S. Caprasio di Aulla

(28) Costamala.

(29) Il cavalier Belisario Vinta fu ministro segretario di stato sotto i granduchi di Toscana Ferdinando I e Cosimo II.

(30) Le comunità di Caprigliola, Albiano e Stadano stipularono accomandigia con la Repubblica Fiorentina nel 1404,

(31) Cavallana.

(32) E la notizia che ci ha permesso di datare la Descrizione all’anno 1618.

(33) Irola.

(34) Mocrone.

(35) Sono l’arcipretura di S. Lorenzo a Malgrate, la prepositura dei SS. Giacomo e Filippo a Filetto, la prepositura di S. Maria Assunta a Orturano, la rettoria di S. Gemignano a Irola e la rettoria di S. Maurizio a Mocrone.

(36) Il conte di Fuentes era governatore di Milano per conto del Re di Spagna Filippo III.

(37) Iera.

(38) Per le vicende dinastiche relative al feudo di Treschietto, alle quali l’autore si riferisce, si veda: E. BRANCHI, Storia della Lunigiana feudale, Pistoia, 1898, vol. III, pagg. 223 e segg.

(39) Mochignano.

(40) Nezzana.

(41) Per le complesse e sanguinose vicende relative al passaggio di Corlaga dai Malaspina a Firenze, si veda: E. BRANCHI, op. cit., vol. III, pagg. 204 e segg. (42) Prepositura di S. Niccolò.

(43) Varano.

(44) E l’attuale Casa Mazzini nei pressi di Castiglione.

(45) Varano.

(46) Apella.

(47) Taponecco.

(48) Molesana.

(49) E il marchese Girolamo Ambrogio Malaspina detto Comparino.

(50) Campocontro.

(51) Pallerone.

(52) Bigliolo.

(53) Castagnetoli.

(54) Cassana.

(55) Busatica.

(56) Il feudo di Groppoli era passato dai Malaspina al Granduca di Toscana nel 1577 e da questi fu concesso in signoria al nobile genovese Giulio Sale nel 1592.

Cfr. E. BRANCHI, op. cit., vol. I, pag. 618.

(57) Il castello del Borgo fu ampliato e ammodernato nella seconda metà del ‘500, quando Castevoli si costituì in feudo autonomo sotto il marchese Tommaso Malaspina del ramo di Villafranca. Cfr. E. BRANCHI, op. cit., vol. II, pagg. 167-168.

(58) Fontanassacqui.

(59) Rivazzo.

(60) E il convento dei Minori Osservanti intitolato a S. Bernardino, fatto costruire agli inizi del ‘600, dal marchese Tommaso Malaspina in località Veriolo. Cfr. E. BRANCHI, op. cit., vol. II, pag. 173.

(61) Per le complesse vicende relative al passaggio del feudo di Tresana dai Malaspina alla corona di Spagna, si veda: E. BRANCHI, op. cit., vol. II, pagg. 371 e segg. Cfr. Luigi STAFFETTI, Tresana e l’ultimo dei suoi marchesi Malaspina, Giornale Letterario della Liguria, anno IV, fasc. 7-8-9, La Spezia, 1903. Cfr. Germano CAVALLI, Un moto rivoluzionario in Lunigiana: I fatti di Tresana (1603-1652), Studi Lunigianesi, voll. VI-VII, Artigianelli, Pontremoli, 1978.

(62) Catizzola.

(63) Careggia.

(64) Fontanedo.

(65) Popetto.

(66) Meredo.

(67) Ruaro.

(68) Pietrasalta.

(69) Bola.

(70) Il feudo di Lusuolo era passato dai Malaspina al Granducato di Toscana nel 1575.

(71) Perché probabilmente ricostruita dopo la distruzione operata dai Campofregoso genovesi nel 1450.

(72) E proprio l’autore della Descrizione ad informarci che da venticinque anni in qua, la strada romana non passava più da Aulla ma sulla opposta riva, in territorio di Podenzana. Si presume che la strada, costeggiando la sponda destra della Magra, proseguisse, dal territorio di Podenzana, fin sotto Lusuolo dove, o presso il guado della Chiesaccia nel territorio di Fornoli o presso i guadi della Debia o del Garfagnino, in territorio di Villafranca, si riportasse sulla sponda sinistra.

(73) Campoli.

(74) Villa di Tresana era una pertinenza del feudo di Villafranca sottoposto ai marchesi Malaspina del ramo Villafranca-Virgoletta.

(75) Ricco era stato ceduto dai Malaspina di Lusuolo al Granducato di Toscana nel 1574.

(76) Cerco.

(77) Tassonarla.

(78) Effettivamente, anche Giovagallo doveva essere compreso nella cessione, con Lusuolo e Ricco, al Granducato di Toscana, ma la guarnigione spagnola, installatasi nel feudo nel 1575, fu rimossa soltanto nel 1660 allorché la Spagna alienò tutti i suoi possedimenti in Lunigiana,

(79) Albiano.

 (80) Vedi nota 30.

(81) Vedi nota 30.

(82) Madrignano.

(83) La cittadella di Sarzana fu costruita dalla Repubblica Fiorentina, nella seconda metà del XV secolo, sulle rovine della fortezza Firmafede costruita dai Pisani nel 1249. Cfr. P. VIAPPIANI, D. BARTOLOZZI, Sarzana, Grafiche Sarzana, 1972.

(84) Sono il Convento di S. Domenico e il Convento dei Padri Minimi dentro la Cerchia delle mura urbane e il Convento di S. Francesco e il Convento dei Cappuccini fuori delle mura. Cfr. P. VIAPPIANI, D. BARTOLOZZI, op. cit.

(85) E il Convento delle Clarisse, già documentato nel XV secolo. Del complesso, gia distrutto nel XVIII secolo, non rimane oggi nessuna traccia. Cfr. P. VIAPPIANI, D. BARTOLOZZI, op. cit.

(86) Infatti al primo nucleo, risalente alla signoria premalaspiniana dei Corbellari, furono apportate modifiche e trasformazioni dai genovesi Campofregoso intorno alla metà del XV secolo e dal marchese Federico Malaspina, signore di Villafranca e di Virgoletta, nella seconda metà del Cinquecento. Cfr. E. BRANCHI, op. cit., vol. II. Cfr. P. FERRARI, Castelli di Lunigiana, Bassani, Carrara, 1963. Cfr. Gio. Antonio DA FAIE, Associazione Manfredo Giuliani, Artigianelli, Pontremoli, 1971.

(87) Questa notizia ci fornisce una ulteriore conferma circa la datazione della Descrizione. Infatti, per ragioni di confini, pendevano vertenze tra Castiglione e Virgoletta proprio nell’anno 1618.

Cfr. E. BRANCHI, op. cit., vol. II, pag. 115.

(88) E il marchese Manfredo Malaspina di Filattiera che molto si adoperò per comporre la vertenza.

Cfr. E. BRANCHI, op. cit., vol. II, pag. 116.

Rispondi

Scopri di più da Museo Virtuale dell'Alta Lunigiana

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere